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Cosa ci frena? Accenni al karma e ai 7 chakra – prima parte

Cosa_ci_ferma_300_0Approfondiamo ora il concetto dell’articolo precedente: “La sfiga non esiste”. Le difficoltà che incontriamo non sono dovute alla sfiga, ma sono il risultato delle azioni che abbiamo compiuto in passato; poiché le azioni che compiamo oggi sono la base di quello che sarà il nostro futuro, noi siamo gli artefici della nostra vita.  Quindi sembrerebbe facile e se così fosse avremmo tutti già risolto i nostri problemi. Allora cosa è che ci impedisce di realizzare quello che vogliamo? O meglio, cos’è che ci impedisce addirittura di riuscire a pensare in modo chiaro quello che vogliamo? Che ci impedisce un pensiero costruttivo e positivo? In una parola è il karma, la legge di causa ed effetto, un concetto fondamentale e che, per forza di cose, potrò trattare solo superficialmente.

Innanzitutto cominciamo col dire che non nasciamo tutti uguali, non è vero che appena nati siamo completamente neutri come un foglio bianco.
Osservando i bambini appena nati si vede subito che ognuno ha già il suo carattere, il suo modo di manifestarsi, che è diverso dagli altri. Qualcuno dirà “dipende dalla famiglia, se i genitori sono tranquilli il bimbo è tranquillo, ecc. ”, ma allora come si spiega che 2 gemelli nati nella stessa famiglia abbiano generalmente caratteri addirittura opposti?
E se mi dite che il carattere dipende dal segno zodiacale e dall’ascendente, sicuramente condivido, ma aggiungo che non è un caso se quel bimbo è nato quel giorno, a quell’ora e in quella città. E non è nemmeno un caso che si sia incarnato in una famiglia con certe caratteristiche, che guarda caso sono esattamente quelle che gli servono per potere esprimere le potenzialità già insite nella sua coscienza.

Ognuno di noi si porta dentro le proprie esperienze passate sotto forma di immagini karmiche: tutto ciò che è stato agito è impresso nella nostra coscienza, in uno dei 7 chakra fondamentali a seconda della “qualità” energetica dell’azione, e da qui condiziona anche oggi le nostre azioni e le nostre scelte. Ciò che pensiamo e ciò che desideriamo è “suggerito” da tali immagini, che perseguono il loro scopo infilandoci nelle situazioni più disparate e apparentemente senza motivo. Quindi esercitano una forte gravità sui nostri desideri/pensieri, li colorano e li distorcono, attirano l’attenzione, ci portano ad agire secondo una certa qualità energetica (crudeltà, odio, egoismo, avarizia, ricerca del piacere distorto, ecc.) e non secondo “logica” e tanto meno per il bene comune. E’ per questo che ci è difficile formulare pensieri puri, positivi, creativi e armonici, perché non siamo liberi dalle nostre immagini karmiche. Ovviamente non siamo solo questo, in noi ci sono anche aspetti liberi da condizionamenti e in questi ambiti siamo armonici, fluidi e realizzativi.

Per capire come siamo fatti possiamo immaginare un chakra come una galassia composta da un insieme di puntini luminosi come stelle, che sono le nostre parti armoniche, conseguenza di esperienze già comprese e realizzate, che coesistono con alcuni buchi neri, le immagini karmiche, determinati dalle situazioni ancora non risolte e non comprese. I buchi neri sono zone dove la gravità è talmente forte che la luce stessa viene assorbita, esattamente come le immagini karmiche attirano i pensieri e li distorcono, non permettendoci di formularli in modo libero e chiaro.
I buchi neri non consentono il fluire dell’energia nel chakra e questo produce distorsioni nel nostro modo di vedere le cose, non c’è armonia e questo produce una sofferenza che può essere fisica ma anche emotiva e mentale.
Facciamo un esempio: Muladhara è il chakra alla base della colonna vertebrale, è il più materiale ed è legato agli istinti e alla sopravvivenza, al giorno d’oggi è quindi collegato all’aspetto denaro / lavoro.

Un blocco in questo chakra è dovuto a una immagine karmica che distorce il nostro pensiero in merito al lavoro, perciò in questo ambito avremo “paura di non trovare lavoro”, ci sentiremo “non adeguati” o limitati in un qualsiasi modo. La nostra mente, distorta dalla gravità dell’immagine karmica che ci vuole condizionare, ci convince che incontreremo un sacco di difficoltà (ricordate quanto detto a proposito del pensiero positivo e negativo?) e più ci agitiamo, cercando disperatamente una soluzione, più le situazioni non fluiscono. Lo stesso discorso vale anche per ciò che riguarda il rapporto con il denaro.

Potendo vedere all’interno di questo chakra troveremo una immagin del passato legata al nostro modo di usare il denaro, magari una eccessiva avidità, magari avremo sfruttato in modo spietato il lavoro altrui, e oggi il karma ci rimanda questo, il dover rivivere ciò che abbiamo fatto vivere agli altri. Quando abbiamo agito questa energia nel passato abbiamo visto il lato “A” della medaglia, provandone piacere e soddisfazione, ma la vita è precisa e ci permette di arrivare a conoscere tutti gli aspetti. Quindi, al momento giusto, la vita ci farà vedere quello che abbiamo causato, che cosa hanno provato le persone che abbiamo sfruttato: infatti dobbiamo vivere anche quello che si prova dall’altra parte, vedere il lato “B” della medaglia e solo allora l’esperienza sarà completa, solo allora avremo veramente sperimentato e compreso quell’aspetto della vita.

Vedete, è per questo motivo che il karma negativo ritorna sempre sotto forma di sofferenza mentre il karma positivo ritorna come gioia. Questo dipende semplicemente dal fatto che, se procuro sofferenza al prossimo, in seguito dovrò provare ciò che ha provato lui e che sarà inevitabilmente sofferenza; mentre se esprimo amore, agisco in modo innocuo, amichevole, radiante, allora le persone che mi stanno intorno riceveranno amore, e quando io sperimenterò il lato “B” della medaglia sperimenterò questo benessere.
Un Guru una volta mi ha detto: “Il male fa male e il bene fa bene”… che avesse ragione?
Allora cosa è che mi fa agire in modo egoista e distruttivo piuttosto che altruista e innocuo? E’ la mia libertà o meno dalle immagini karmiche.
Cosa possiamo fare di quelle immagini prodotte in passato, che ormai ci appartengono e sono in noi?

Tenete presente che il karma deve essere risolto e si risolve in due modi:  o subendolo, e sono le situazioni negative che ci “capitano” nella vita, oppure trasformandolo, e lo yoga è un validissimo strumento di trasformazione del karma.
Le immagini karmiche future invece dipendono dalle azioni che compiamo oggi quindi se grazie a un processo di purificazione riesco ad elevare pensieri, motivazioni e azioni, il karma futuro avrà quella qualità.

Vedete che esiste il modo per prendere in mano la propria vita in modo consapevole? Sicuramente non è né facile né breve, eppure è stato sperimentato da millenni che ci si può liberare dai limiti del karma e quindi dalla sofferenza attraverso un certo percorso di consapevolezza interiore. Comprendere e affrontare questi spazi all’interno della coscienza non è facile ed è sempre meglio farlo sotto la guida di un insegnate esperto. A tale proposito consiglio vivamente i corsi Atman e la scuola Energheia.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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