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Commensura (est modus in rebus) – prima parte

commensura 1parteCi sono parole pregnanti che assumono accenti e rilievi diversi a seconda che le si intenda in senso exoterico o esoterico. Termini come commensura e resilienza possono essere portati ad esempio. Nel vocabolario esoterico essi acquistano un significato molto più vasto, variegato ed interessante di quello che ha nel linguaggio comune. Nel caso della commensura – ovvero la “giusta misura” –  viene spontaneo affermarne l’ovvia convenienza che essa venga applicata in tutto ciò che pensiamo, che diciamo, che operiamo. Una sentenza del poeta latino Orazio esprime alla perfezione tale concetto: “ Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum” (C’è una misura in tutte le cose: e vi sono infine precisi confini, al di là e al di qua dei quali non può esistere il giusto). L’aurea mediocritas che il poeta propugna, al di là dell’accezione ironica e sarcastica che ha acquistato poi nel tempo, dovuta al diverso significato del termine “mediocritas” nella lingua latina rispetto alla “mediocrità” della nostra lingua, si traduce correttamente nell’ottimale moderazioneche dovrebbe connotare il nostro atteggiamento nelle varie situazioni, similmente al motto socratico “In medio stat virtus”. Nell’ambito exoterico potremmo anche fermarci qui, fermo restando il fatto che la chiarezza dell’assunto non ci esimerebbe pur tuttavia dalla difficoltà di metterlo in pratica a seconda dei vari frangenti. Ma noi vogliamo andare ben oltre ed estendere il nostro concetto di commensura a tutti gli aspetti della Vita, definendola come la capacità di relazionarsi in modo adeguato alle persone e alle cose, cogliendo la realtà del momento e non rifacendosi a principi generali ma nella fattispecie astratti.

Il vero problema sta nel fatto che siffatta capacità non si acquisisce una volta per tutte, ma si realizza di volta in volta confrontandosi con le infinite e talvolta imprevedibili sfaccettature che l’esistenza ci propone. E’ quindi un percorso e non una meta, e c’è anche da dire che le tappe di questo percorso sono determinate dalla nostra conoscenza delle dinamiche della Vita e dall’esperienza maturata a riguardo. A questo proposito sarebbe molto utile avere una “visione d’insieme del mondo”, una Weltanshauung. A noi piace immaginare che tutti i nostri lettori ne siano dotati. La commensura è molto di più che una semplice attitudine mentale. Come ben fatto rilevare dal nostro Maestro Massimo Rodolfi, essa è essenzialmente un’attività che prima richiede un controllo, poi una scelta, e poi ancora un’azione. Il controllo si riferisce alla capacità di sfuggire agli automatismi che dettano le nostre reazioni agli accadimenti, la scelta al tipo di risposta che decidiamo di dare agli stessi in base al nostro livello di consapevolezza, l’azione al nostro operato pratico nella forma. E come tutte le attività richiede un impegno e un dispiego di energie, non è un gratuito approdo.

Vediamo di partire da molto lontano, come è nel nostro costume, in ossequio al dettato che la Vita procede dall’alto, e solo sui piani più elevati possiamo scoprire le chiavi di comprensione del mondo che ci circonda. Nel cammino di ritorno alla Casa del Padre ogni creatura si trova ad un certo punto del percorso con un suo patrimonio di conoscenze ed esperienze già elaborate, e prova a confrontarsi  con ambienti e situazioni nuove che dovranno fornirle i semi di ulteriori espansioni nel dominio della consapevolezza. Risulta chiaro che il livello di percezione della Realtà varia da persona a persona, così come la trama del destino di ciascuno, dipendente dal suo particolare retaggio karmico. Ciò che può essere giusto e utile per qualcuno in un dato momento non è detto che lo sia per altri che vivono stati e momenti diversi, e tale è appunto ab origine la necessità della commensura. Questo vale a livello sia individuale che collettivo. Anche le razze e le nazioni attraversano con le loro specificità i cicli del tempo, e ad ognuna si conviene un certo tipo di ambiente e di esperienze. Facciamo alcuni esempi.

1) La natura brutale delle iniziazioni al tempo della Lemuria si rendeva necessaria per il livello grossolano di sensibilità dell’uomo dell’epoca e per il fine che si intendeva perseguire, quello del controllo del corpo fisico-eterico. Oggi, nella fase di passaggio fra lo yoga della Mente (raya-yoga) e quello del Fuoco (agni-yoga), sarebbe impensabile e insensato fare ricorso a quelle durissime prove.

2) Ciò che si addice ad un’umanità ancora bambina risulta totalmente inadeguato nel caso di una specie umana evoluta: la locuzione latina “si vis pacem para bellum” è ineccepibile in un dato contesto, che purtroppo riguarda anche il nostro tempo, in cui il rapporto fra gli uomini è ancora dominato dall’espressione hobbesiana “homo homini lupus” e la forma mentis comune quella del “mors tua vita mea”. Ma che la deterrenza non abbia il senso della pace e meno che mai della pax profunda rosacruciana è un dato di fatto, visto che il clima di confronto è destinato prima o poi a degenerare, come le vicende storiche insegnano, e d’altra parte la pace dimora nel cuore dell’uomo, non certo negli arsenali. Non c’è dubbio che il messaggio del Cristo, di non contrapporre il male al male, sia il presupposto della vera Pace, e tuttavia in certi passaggi della Storia sarebbe stato fuori luogo ed anche controproducente applicarlo. Ricordiamo a questo proposito la polemica tra Gandhi e Aurobindo circa il modo di opporsi al Nazismo: a volte la ricerca della commensura non sbocca in una scelta certa e priva di rischi, richiedendo anche coraggio, sacrificio e spirito di iniziativa.

In un prossimo articolo continueremo la rassegna di esempi volti a dimostrare la presenza e la necessità della commensura nell’ordito del Creato e nelle pieghe della Vita.

Fonti e bibliografia:  – Wikipedia –

Dai seminari di Massimo Rodolfi –

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo nasce a Modica il 26-02-1951. Sin dall’infanzia rivela una grande curiosità e voglia di conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e si appassiona allo studio della Geografia, della Storia, della Lingua e Letteratura italiana, della Filosofia, delle Scienze Biologiche. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1977 a Bologna, ove consegue anche la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Comincia a interessarsi alla filosofia esoterica sin dai primi anni '80, prima attingendo all’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze '77, poi estendendo la sua ricerca sia alla Tradizione sia Orientale che Occidentale, specialmente “rosacrociana”. Si diploma in Omeopatia nel '99, cercando di coniugare le sue conoscenze con la professione di medico e nasce così l’interesse per la Medicina Olistica. Consegue il 2° livello di Reiki nel 2003, in seguito approfondisce la conoscenza del Raja Yoga diplomandosi nel 2010 alla Scuola Energheia di Terapia Esoterica, creata dal Maestro Massimo Rodolfi, fondatore dell’Associazione Atman e della Draco Edizioni. Ha frequentato e frequenta tuttora i corsi di Agnihotri. Si occupa anche per diletto di estetica letteraria e musicale.
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