Come vivere oggi la spiritualità – seconda parte

Come_vivere_spiritualia_300_2Quando ci prefiggiamo di raggiungere un obiettivo, diviene imprescindibile  conoscere strumenti e modalità  che ci consentano di intraprendere con chiarezza d’intenti e coerenza di comportamenti un percorso di avvicinamento allo stesso. A maggior ragione in questo caso, quando il fine  che ci proponiamo è quello, supremo per l’evoluzione coscienziale della Vita, di porre la nostra personalità sotto la guida illuminata dell’Anima, realizzando così  a mio avviso il vero e autentico significato del concetto di spiritualità.
Ecco quindi la necessità della PRATICA MEDITATIVA  nell’ambito di quella tipologia di Yoga, il RAJA YOGA appunto, che oggi più si adatta  alla nostra forma mentis e al nostro momento evolutivo. Ecco il beneficio incommensurabile della PREGHIERA come vero cibo dell’anima, da intendersi però non tanto in senso implorativo, quale rogatio, ma in senso assertivo, come contatto diretto con il proprio Maestro Interiore. Ma tutto questo non avrebbe ancora senso se non si traducesse in una pratica di vita all’insegna dell’INNOCUITA’, in cui il soggetto si astiene dall’alimentare il male che alligna nel mondo e contribuisce invece alla diffusione della pace, della gioia, del perdono, dell’amore, nel riconoscimento della sacralità della Vita e in un senso di appartenenza alla stessa che si esprime nel rispetto e nell’amore per ogni sua forma di manifestazione. Una vita che contempla il valore dello STUDIO della stessa al fine di conoscerne struttura e funzioni, dato che non si può veramente amare qualcosa che prima non si conosca, e la necessità del SERVIZIO inteso come dedizione  e partecipazione attiva al flusso della vita in un SACRIFICIO  di sé che ci riporta al significato originario di sacrum facere, e quindi nel segno della gioia, non in quello deteriore di rinuncia ed afflizione che connota questo termine nel senso comune. Una splendida definizione ad es. del LAVORO è quella che campeggiava all’ingresso della comunità di Findhorn in Scozia: “il lavoro è amore in servizio”.

E’ molto interessante considerare infine gli atteggiamenti mentali che sono più consoni ad uno stile di vita che comprenda la spiritualità quale parte irrinunciabile  e informante della propria esistenza. Al di là dei momenti dedicati alla meditazione e alla preghiera, necessari peraltro al mantenimento del filo diretto con i piani superiori e all’allineamento dei corpi  – mentale, astrale, fisico-eterico – di modo che questi possano costituire un canale di trasmissione delle  alte energie e non un ostacolo, è fondamentale mantenere un atteggiamento conformato alla VIGILANZA e all’ATTENZIONE (dharana), attenzione verso tutto ciò che proviamo, che sentiamo, che incontriamo nell’arco della giornata. Lo scopo che con ciò ci proponiamo è di andare al di là dell’automatismo che connota le nostre reazioni agli eventi, per giungere pian piano nel tempo ad una adeguata e consapevole risposta agli stimoli del momento, e quindi ad uno stato di vera ed effettiva libertà. In quest’ottica l’attenzione non contempla alcuna forma di giudizio e di etichettatura, ma solo ed esclusivamente di OSSERVAZIONE della realtà quale si presenta a noi in un determinato momento, osservazione finalizzata al processo di trasmutazione  energetica che così ci vede co-creatori e non semplici spettatori o peggio vittime di dinamiche comunque svolgentisi, al di là del fatto che ne siamo consapevoli o meno.

Alla fine di questa nostra chiacchierata, spero di essere riuscito a trasmettere l’idea che la spiritualità oggi non possa essere più vissuta come una volta, quando  era necessario isolarsi e vivere da eremita o in convento per allontanarsi dai clamori del mondo. In questi tempi di transizione  tra l’era dei Pesci e quella dell’Acquario, i caratteri distintivi di questo segno ci impongono di calarci nel mondo e di diffondere il Verbo in tutto ciò che facciamo e ovunque operiamo: la brocca deve riversare l’acqua sul mondo, e non più trattenerla per tema di sporcarla, la luce deve essere diffusa e non tenuta sotto il moggio, tutto ciò che era esoterico deve diventare essoterico. PACE a tutti.

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Giorgio Minardo

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo nasce a Modica il 26-02-1951. Sin dall’infanzia rivela una grande curiosità e voglia di conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e si appassiona allo studio della Geografia, della Storia, della Lingua e Letteratura italiana, della Filosofia, delle Scienze Biologiche. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1977 a Bologna, ove consegue anche la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Comincia a interessarsi alla filosofia esoterica sin dai primi anni '80, prima attingendo all’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze '77, poi estendendo la sua ricerca sia alla Tradizione sia Orientale che Occidentale, specialmente “rosacrociana”. Si diploma in Omeopatia nel '99, cercando di coniugare le sue conoscenze con la professione di medico e nasce così l’interesse per la Medicina Olistica. Consegue il 2° livello di Reiki nel 2003, in seguito approfondisce la conoscenza del Raja Yoga diplomandosi nel 2010 alla Scuola Energheia di Terapia Esoterica, creata dal Maestro Massimo Rodolfi, fondatore dell’Associazione Atman e della Draco Edizioni. Ha frequentato e frequenta tuttora i corsi di Agnihotri. Si occupa anche per diletto di estetica letteraria e musicale.