Come vivere oggi la spiritualità – prima parte

Vivere_oggi_spiritualita_300_0Il modo che noi riteniamo più opportuno oggi di vivere la spiritualità discende direttamente  dalla  concezione  che abbiamo della stessa e che nelle linee generali ci siamo occupati di trattare nella nostra precedente discussione. Poiché per noi la Spiritualità è una realtà concreta da scoprire, da esplorare e da vivere, ne consegue che essa non solo deve riguardare la nostra vita pratica, ma addirittura la deve informare e plasmare. Questa considerazione non è dettata da motivi di ordine etico o religioso, ma di natura prettamente logica o, se volete, di qualità energetica. Se si stabilisce infatti la dimora della Spiritualità nei sottopiani  più alti della sfera mentale, ove regnano le idee archetipiche  e dove trova il suo posto il Mondo delle Cause, ne deriva che affidare il timone della propria vita alla luce che proviene da quelle dimensioni significa dare un senso compiuto alla propria esistenza e renderla ricettiva e responsiva alle istanze più alte dell’Essere, piuttosto che succube delle pulsioni più basse  dei piani inferiori. Il che si traduce nel portare luce e gioia nella propria vita e nel mondo, rendendosi funzionali al flusso sacro di quella Vita più grande di cui facciamo parte e che procede alla sua origine dal PADRE stesso che è nei Cieli.

Nulla dunque a che vedere con una spiritualità da ambito confessionale e chiesastico, cui dedicare alcuni momenti nel pieno delle nostre attività profane, magari nella vana speranza di ottenerne favori o prebende e con l’aspettativa di un premio o riconoscimento post-mortem, come se si dovesse convincere  Qualcuno della nostra buona fede. Non una spiritualità da vivere con atteggiamento da menagrami, da supplici, ma neanche una spiritualità da salotto, da esibire per gonfiare di orgoglio la nostra personalità. Non una spiritualità da indossare e da dismettere a seconda delle circostanze e delle convenienze, ma una spiritualità da  vivere sempre e comunque in ogni momento della propria vita, da CALARE NEL QUOTIDIANO, da considerare come ispirazione e qualità informante delle nostre azioni, dalle più banali alle più alte e complesse.

Naturalmente non bastano le migliori intenzioni, di cui come si sa è lastricata la strada che porta all’inferno, ma è necessario sapere di quali strumenti servirsi per essere sempre in contatto con i piani alti in cui dimora la spiritualità e soprattutto lo stile e le modalità di vita che possono consentire ad una spiritualità sana e correttamente intesa di esprimersi nella forma, consentendo  che anche in noi il Verbo si faccia carne e replicando così in scala ridotta quel processo di creazione che solo attraverso il nostro contributo può divenire poi un processo di trasmutazione alchemica  della materia e di spiritualizzazione della stessa. Descriveremo la prossima volta di quali strumenti avvalersi  e quali comportamenti di vita adottare per conformare la nostra vita a questo nobile intento.

E’ molto interessante considerare infine gli atteggiamenti mentali che sono più consoni ad uno stile di vita che comprenda la spiritualità quale parte irrinunciabile  e informante della propria esistenza. Al di là dei momenti dedicati alla meditazione e alla preghiera, necessari peraltro al mantenimento del filo diretto con i piani superiori e all’allineamento dei corpi  – mentale, astrale, fisico-eterico – di modo che questi possano costituire un canale di trasmissione delle  alte energie e non un ostacolo, è fondamentale mantenere un atteggiamento conformato alla VIGILANZA e all’ATTENZIONE (dharana), attenzione verso tutto ciò che proviamo, che sentiamo, che incontriamo nell’arco della giornata. Lo scopo che con ciò ci proponiamo è di andare al di là dell’automatismo che connota le nostre reazioni agli eventi, per giungere pian piano nel tempo ad una adeguata e consapevole risposta agli stimoli del momento, e quindi ad uno stato di vera ed effettiva libertà. In quest’ottica l’attenzione non contempla alcuna forma di giudizio e di etichettatura, ma solo ed esclusivamente di OSSERVAZIONE della realtà quale si presenta a noi in un determinato momento, osservazione finalizzata al processo di trasmutazione  energetica che così ci vede co-creatori e non semplici spettatori o peggio vittime di dinamiche comunque svolgentisi, al di là del fatto che ne siamo consapevoli o meno.

Alla fine di questa nostra chiacchierata, spero di essere riuscito a trasmettere l’idea che la spiritualità oggi non possa essere più vissuta come una volta, quando  era necessario isolarsi e vivere da eremita o in convento per allontanarsi dai clamori del mondo. In questi tempi di transizione  tra l’era dei Pesci e quella dell’Acquario, i caratteri distintivi di questo segno ci impongono di calarci nel mondo e di diffondere il Verbo in tutto ciò che facciamo e ovunque operiamo: la brocca deve riversare l’acqua sul mondo, e non più trattenerla per tema di sporcarla, la luce deve essere diffusa e non tenuta sotto il moggio, tutto ciò che era esoterico deve diventare essoterico. PACE a tutti.

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Giorgio Minardo

Giorgio Minardo

Giorgio Minardo nasce a Modica il 26-02-1951. Sin dall’infanzia rivela una grande curiosità e voglia di conoscere il mondo in tutti i suoi aspetti e si appassiona allo studio della Geografia, della Storia, della Lingua e Letteratura italiana, della Filosofia, delle Scienze Biologiche. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1977 a Bologna, ove consegue anche la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Comincia a interessarsi alla filosofia esoterica sin dai primi anni '80, prima attingendo all’insegnamento dei Maestri del Cerchio Firenze '77, poi estendendo la sua ricerca sia alla Tradizione sia Orientale che Occidentale, specialmente “rosacrociana”. Si diploma in Omeopatia nel '99, cercando di coniugare le sue conoscenze con la professione di medico e nasce così l’interesse per la Medicina Olistica. Consegue il 2° livello di Reiki nel 2003, in seguito approfondisce la conoscenza del Raja Yoga diplomandosi nel 2010 alla Scuola Energheia di Terapia Esoterica, creata dal Maestro Massimo Rodolfi, fondatore dell’Associazione Atman e della Draco Edizioni. Ha frequentato e frequenta tuttora i corsi di Agnihotri. Si occupa anche per diletto di estetica letteraria e musicale.