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Chi ha ragione?

chi_ha_ragione_300Cos’è la ragione? Perché ci teniamo tanto ad averla? Appartiene veramente a qualcuno? La ragione è una facoltà della mente che ci aiuta a interpretare correttamente ciò che percepiamo con i sensi. La ragione ci consente di discriminare e vagliare la nostra esperienza sensoriale da un punto di vista più elevato, facendo ricorso alla capacità di analisi e applicando il raziocinio come “buon senso”, capace di dare concretezza logica ai dati sensibili. Ma, se non teniamo conto del fatto che la nostra percezione è variabile e può essere diversa a seconda del contesto ambientale esterno o del nostro clima interiore, rischiamo di vedere la realtà per quello che non è, ritenendo tuttavia di avere ragione, senza contare che altri possono avere della stessa realtà percezioni differenti, ritenendo pure che la giusta ragione sia la loro. Ed è qui che scatta la trappola e questa funzione mentale può divenire un tranello di cui la personalità si serve quando vuole a tutti i costi affermare se stessa. L’intelligenza viene quindi impropriamente usata per giustificare, con una presunta ragione, comportamenti egoistici, separativi, distruttivi, inscenando duelli energetici della cui natura non ci accorgiamo neanche, mentre vorremmo annullare la ragione dell’altro costringendolo ad accettare la nostra.

La ragione allora serve a tenere l’altro a distanza mentre lo si depreda della sua energia per foraggiare la nostra. Per questo motivo ci teniamo tanto ad avere ragione: è una necessità per le nostre parti distorte che possono sopravvivere solo attingendo continuamente a insane qualità energetiche. Creare le condizioni adatte perché le forze distruttive possano manifestarsi diventa un bisogno pressante, giustificato proprio da una ragione che di per sé è neutra ma che diventa dirompente quando l’ostinazione nell’affermarla crea il giusto mix di forze per ottenere l’effetto desiderato. Anche chi afferma di non avere o non volere ragione risponde alla stessa dinamica rimanendo nel circuito duale delle polarità, perché innesca al contrario un percorso separativo che finisce per produrre lo stesso risultato. Il piacere del male poi fa il resto, nel senso che ci si compiace di tutto questo e siccome la ragione non si gioca da soli, si spartisce con l’altro il bottino dell’irritazione, della recriminazione e dell’intolleranza… e così si comincia presentando più o meno garbatamente la propria ragione e si finisce per mandarsi più o meno apertamente a quel paese!

È chiaro che questo uso della ragione ostacola il raggiungimento dello Yoga: se vogliamo perseguire l’Unione dobbiamo coltivare i punti di incontro, non di scontro, o utilizzare questi ultimi come interessanti fattori di crescita. C’è da dire anche che il ragionamento discriminativo è appuntato sull’aspetto formale dell’esperienza e perciò non può produrre che una conoscenza inesatta, superficiale. Quindi la ragione, come la intendiamo di solito, è solo un aspetto parziale di una conoscenza che può essere ben più ampia e profonda. Questo va tenuto presente se vogliamo collocare la ragione al suo giusto posto. Ecco perché è importante riconoscere, attraverso la pratica della meditazione, la nostra natura superiore e nello stesso tempo scostare il velo delle apparenze per entrare in contatto con l’essenza delle cose. Perché solo l’Anima percepisce correttamente e la sua ragione è pura, intuitiva. Solo l’Anima può entrare in contatto col principio nel cuore di ogni atomo e per questo la sua conoscenza è esatta. Ecco perché si parla delle ragioni del cuore, di quelle ragioni che la ragione non conosce: sono quelle che da divergenze anche estreme, da ragioni completamente differenti, conducono all’unione, alla concordia, alla pace. Allora chi ha ragione? Voi che dite?

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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