Capire o comprendere la Vita?

Quante volte mi son detto “finalmente ho capito” convinto del fatto che da quel momento quella situazione specifica fosse archiviata per sempre, salvo poi dovermi ricredere di lì a poco. Ho sempre avuto l’illusione che “capire” equivalesse a “comprendere”, ma sfortunatamente non è così.
Il “capire” lo sento come una mera conoscenza intellettuale tratta dallo studio di libri, non di rado associata ad una certa spocchiosità da saputello; la “comprensione” invece come una cosa personale dovuta ad una conoscenza diretta o intuitiva che coinvolge nel profondo tutto il mio essere, difficilmente chi ha toccato e provato sulla propria pelle l’effetto di un’azione presente o passata tratta il prossimo con superbia, al contrario impara a sviluppare la tolleranza e la pazienza verso chi sta commettendo gli stessi errori.

Il detto “Tutto è energia” è per me un esempio lampante, le prime volte che l’ho sentito pronunciare non mi sono stupito, quasi fosse un concetto scontato ma contemporaneamente irrilevante per la mia vita.
In seguito invece ho cominciato ad apprezzarne il significato in particolar modo da quando ho iniziato a praticare il Raja yoga, una pratica che fornisce tra le altre cose gli strumenti atti a portare attenzione ai propri comportamenti ed emozioni, e inevitabilmente allarga i tuoi orizzonti in tutti i campi della vita, non fosse altro perché si comincia a considerare l’essere umano come parte di un disegno più grande. Ora quindi mi è relativamente facile “capire” che tutto ciò che vediamo è il risultato della aggregazione di atomi, per cui l’acqua, la terra, una sedia, piuttosto che un animale sono, in essenza, la stessa cosa. Come se in realtà esistesse solo una Vita, la quale si esprime in migliaia di forme e modi diversi alimentando l’illusione della separatezza, ma si esprime anche in matrice unica in cui tutto è immerso. L’illusione è sicuramente uno degli scalini più ostici da superare, essa esprime il limite che ci impedisce di percepire la realtà quale essa è, ed è generalmente impersonificato dalla mente razionale.

Mi risulta invece difficile sia vivere che trasmettere agli altri la consapevolezza che tutto è Uno. Questo mi ha fatto maturare l’idea che la consapevolezza che vo cercando è frutto della comprensione. E questa è conseguenza di una percezione diretta della reale unicità della Vita che porta inevitabilmente al rispetto, alla compassione e all’amore per ogni forma di vita. Se riesci a percepire che sei Unico ma legato indissolubilmente a tutto ciò che ti circonda, come potresti fare del male sapendo che lo faresti anche te stesso?

Tra il “non interessarsi” e il “comprendere la Vita” sta tutta l’evoluzione umana, ed ognuno di noi, conscio o non conscio, si trova in un preciso punto di questo percorso che ci porterà a “riveder le stelle”.

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Manuele Nesti

Manuele Nesti