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Cambio partner! E poi? Se non cambio io, non cambia niente.

Cambio patnerNegli articoli precedenti abbiamo elencato diverse fasi del rapporto di coppia. Per esempio abbiamo visto come a volte siamo attratti dal partner che poi col tempo pensiamo non sia quello che cercavamo, o che volevamo.

Se siamo a questo punto diventa importante chiedersi perché siamo finiti con lui / lei. Ma chiedercelo davvero, in modo sincero, perché ormai avrete capito che il caso non esiste!
Se siamo in questa situazione c’è sicuramente un karma che ci lega, dobbiamo capire quale.
Non voglio dire che ci si mette insieme solo per karma negativo. Il karma è “spinta all’azione”, e può essere sia positiva che negativa. Il karma positivo non ci preoccupa, perché produce armonia e soddisfazione, mentre quello negativo è la vera causa della nostra sofferenza, e su questo dovremo lavorare se vogliamo cambiare le cose.

La sofferenza ha una sua funzione, nello specifico ci vuole fare capire come mai siamo stati attratti proprio da quel partner, e cosa dovevamo sperimentare, conoscere e vivere in quella esperienza. Conoscere vuol dire prendere coscienza delle dinamiche che si agiscono tra noi e il partner. È davvero solo “colpa” sua se il rapporto non funziona? Oppure stiamo agendo anche noi qualcosa di distruttivo? Che cosa? È questa la vera domanda! Se lo scopriamo possiamo cambiare, e allora le cose andranno diversamente.

Il partner ci mostra tutto questo, ed è il motivo per cui fuggire non serve. Bisogna vivere quella esperienza fino in fondo, perché? Perché se siamo lì vuol dire che l’anima vuole sperimentare quello. Se la personalità decide di fuggire, che può sembrare la soluzione più comoda, l’anima tenderà a riprodurre la stessa situazione ovunque si vada.

Fuggire dal rapporto è un tentativo di sfuggire al proprio karma, ma il karma è preciso, se devi vivere quella esperienza la vivrai, fino a quando quell’esperienza non sarà compiuta. Fino ad allora, anche se si cambia partner, se ne troverà uno con le stesse caratteristiche, che farà vivere più o meno le stesse esperienze.
In genere non si è consapevoli di tutto questo, si pensa… “sono tutte uguali”, e invece no, siamo noi che le cerchiamo col lanternino proprio per alimentare il meccanismo.

Viceversa se affrontiamo il problema le cose pian piano si chiariscono, i veri moventi delle nostre azioni e i relativi effetti nella vita diventano chiari e, se non ci piacciono, potremo cambiarli.
Quando avremo visto l’immagine karmica in azione, potremo applicare la forza adeguata per trasformarla. A quel punto il rapporto sarà più libero e molto più soddisfacente, perché vedrete che se smettiamo di agire il nostro potere, piuttosto che la nostra richiesta di attenzione, in modo distorto, anche il partner si ammorbidirà nei nostri confronti. Altrimenti, se proprio la storia è finita, troveremo un’altra persona con la quale le cose andranno diversamente, perchè noi siamo diversi.

In questi articoli parlo delle dinamiche che riguardano la vita di coppia, ma queste sono le dinamiche della vita in generale, quindi potrete riconoscere gli stessi meccanismi per esempio sul lavoro o nelle relazioni sociali.
Cambiare partner, lavoro, amicizie non risolve di per sé il problema. Il punto è che o cambiamo noi, oppure troveremo un altro partner, lavoro, amici con i quali avremo gli stessi problemi del precedente.

Vi chiederete: “sì, è chiaro, ma come faccio a sapere quale è il mio meccanismo inconscio? E quando l’ho visto, come faccio a sapere se l’ho risolto, o ancora no?”.
Questo finale è ovviamente soggettivo, ognuno avrà la propria immagine karmica con i relativi meccanismi; è proprio quella che dovete imparare a riconoscere e trasformare.

Il Raja Yoga ci aiuta in questa direzione attraverso l’ascolto di sé, che vuol dire portare l’attenzione sugli avvenimenti della nostra vita e “sentire” quali energie si muovono e come. Una volta riconosciute le energie distruttive possiamo cambiarle, sostenuti da un altro grande strumento che è la meditazione.

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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