Avaloketeshvara

avalokiteshvaraNel panteon buddhista tibetano di esseri illuminati, Chenrezig è rinomato come l’incarnazione della compassione di tutti i Buddha, il Bodhisattva della compassione.

I tibetani ritengono che Cenresi, come discepolo del Buddha, fece voto di compassione per liberare il popolo tibetano dai loro modi violenti: “Possa io essere in grado di stabilire all’emancipazione tutti gli esseri viventi nella barbara Terra delle Nevi, dove gli esseri sono così difficili alla disciplina e nessuno dei Buddha dei tre tempi ha intensificato… Possa io essere in grado di maturare e di emancipare loro, ciascuno secondo il suo / la sua strada. Possa questo paese barbaro cupo diventare luminoso, come un’isola di preziosi gioielli. ” (Geshe Wangyal, pp 54-55).

Cenresi può essere definito la più popolare di tutte le divinità buddhiste, ad eccezione del Buddha stesso; egli è amato in tutto il mondo buddhista. Conosciuto con diversi nomi in paesi diversi: come Avaloketeshvara nell’antica lingua sanscrita dell’India, come Kuanyin in Cina e Kannon in Giappone.

Avaloketeshvara significa “Il Signore che per Compassione guarda in basso”, cioè alle sofferenze degli esseri viventi.

Ogni volta che ci sentiamo compassionevoli, o proviamo amore per qualsiasi forma, sia di un essere umano, un animale o vegetale, sperimentiamo un assaggio della naturale connessione con Cenresi. Anche se la nostra compassione non può essere come quella dei Grandi Maestri, i buddhisti tibetani credono che tutti noi condividiamo, nella nostra natura di base, compassione incondizionata e saggezza non diversa da quella che vediamo nel Buddha della compassione.

Ripetendo il suo mantra OM MANI PADME HUM possiamo diventare consapevoli della crescente compassione nelle nostre vite.

OM MANI PADME HUM, questo Mantra non fa riferimento ad una figura divina in particolare, ma sta ad indicare il gioiello prezioso che è nel Loto del Cuore di ognuno.

Il cuore viene visto come il loto, figura ricorrente nel buddismo: ha la caratteristica di poter crescere anche in zone paludose senza che i suoi petali vengano sporcati e intaccati dal terreno fangoso. Il loto (Padme) è il Fiore Divino per eccellenza, il simbolo perfetto della purezza, della bellezza, della Grazia, della Pace Divina e del distacco totale.

Il potere dei mantra non è tangibile, è come l’elettricità: possiamo osservarne la realtà solo nei suoi effetti. Il mantra, scritto più volte su strisce di carta, in Tibet è introdotto nelle cavità di “ruote”, o mulini di preghiera (Manichorkor), che sono girati a mano o dall’acqua.
Le ruote di preghiera sono usate dai tibetani per purificare se stessi ed il mondo dal karma negativo accumulato, in base alla convinzione che il mettere in movimento il mantra scritto produce gli stessi benefici effetti del pronunciarlo.

  • Om è composta da tre lettere: A, U e M. Queste simbolizzano il corpo, la parola e la mente impuri del praticante all’inizio del suo sentiero verso la liberazione. Alla fine del sentiero, simbolizzano il corpo, la parola e la mente puri di un Buddha.
    Quindi, al tempo stesso, Om indica la possibilità che vi sia una trasformazione dall’impurità alla purezza: il sentiero della liberazione.
  • Mani, due sillabe, significa “gioiello”, simbolizza la bodhicitta, cioè l’intenzione altruista di raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.
  • Padme, due sillabe, significa “loto”, simbolizza la saggezza, la conoscenza. La comprensione dell’impermanenza, della vacuità, dell’interdipendenza, la conoscenza che recide ogni illusione e offuscamento. Mani Padme è anche l’epiteto di Avalokitesvara.
  • Hum chiude il mantra nella perfezione, come pure anche molti mantra, e significa “concedi” la mente onnisciente e le realizzazioni, e simbolizza l’indivisibilità di metodo e conoscenza, di compassione e saggezza.

Le sei sillabe del mantra significano che con la pratica di un sentiero meditativo, che sia l’unione di metodo e saggezza, è possibile trasformare corpo, parola e mente impuri nel corpo, nella parola e nella mente puri di un Buddha. La Buddhità, la natura del Buddha, è all’interno di ciascuno di noi così come è all’interno del mantra Om Mani Padme Hum.

La frase intera ha il significato di : “O gioiello sul fior di loto, concedimi tutte le realizzazioni” oppure “Concedimi l’ispirazione per ottenere l’unione di metodo e saggezza”.

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.