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Anime gemelle, cosa sono?

anime-gemelleEsistono veramente le anime gemelle?
Se pensiamo a un partner con il quale andrà sempre tutto bene, della serie “… e vissero per sempre felici e contenti”, beh, questo può essere leggermente illusorio.

Eppure io risponderei di sì. In ultima analisi, quelle che s’incontrano in un rapporto, si possono sempre definire anime gemelle, o quanto meno parenti, magari alla lontana. Il fatto che lo riconosciamo o no è un problema di percezione.

Il colpo di fulmine è un buon esempio di incontro tra anime gemelle. In un istante si sente un’affinità incredibile, si ha l’impressione di conoscersi da sempre… che sia avvenuto in una vita passata? Non ridete, perché molto probabilmente è così, ma non è questo il punto.

Cosa è successo? Può essere che in un momento di particolare tranquillità emotiva e mentale abbiamo percepito l’incontro di 2 anime che veramente si sono riconosciute, ritrovate, allo scopo di mettersi insieme. Questo incontro è di una grande bellezza e tu senti la gioia che dal piano dell’anima discende a entusiasmare i corpi (mentale, astrale e fisico).
In questi casi in genere il rapporto parte alla grande, ma può succedere che col passare del tempo emergano anche dei problemi. Com’è possibile se siamo anime gemelle?

Il problema è che solo gli iniziati da un certo livello in su, vivono stabilmente sul piano dell’anima. Tutti gli uomini al di sotto di quella iniziazione possono avere sprazzi di coscienza dell’anima, ma poi si reimmergono nei tre mondi, e quaggiù le personalità cozzano.

Per questo dicevo che è un problema di percezione, perché se hai la percezione del piano dell’anima vedi il progetto che unisce, ma se non riesci a stare su quel piano, quando la coscienza rientra nei piani inferiori percepisci i meccanismi, le distorsioni, le immagini karmiche, e questo può produrre irritazione, rabbia e delusione.
In realtà quando i meccanismi si incastrano bene, il rapporto funziona anche tra personalità, magari ci sono distorsioni, ma essendo distorsioni “compatibili” producono armonia.
Altrimenti sorgono pensieri del tipo: “Chissà cosa avrò visto in lui?”. Semplicemente non ricordi che a livello profondo avevi visto bene, però poi le personalità hanno ancora karma da smaltire, e questo non ci consente di vivere stabili nella beatitudine.

Le anime non sentono la sofferenza, si aiutano mostrandosi a vicenda i limiti sui quali bisogna lavorare per crescere. Quindi vedete che anche se possiamo vivere sofferenza nei rapporti, siamo comunque anime gemelle, ci siamo uniti per mostrarci la via per risolvere il karma residuo.

Qui diventa fondamentale l’ascolto di sé. Se impariamo a ascoltarci, ad osservare (non razionalmente) quello che ci rimanda il nostro rapporto, capiremo dove stiamo agendo meccanismi distorti. Quando li vediamo, dobbiamo continuare ad ascoltare con mente aperta e senza pregiudizi, e pian piano si chiariranno le dinamiche, le pretese egoistiche, a volte anche infantili, che ci sono dietro. Queste sono la vera causa della nostra sofferenza, e quando le vediamo ci diamo da fare per cambiare. E’ così che si trasmuta il karma.

Da quando direte “ho capito”, a quando riuscirete ad agire in modo veramente distaccato passerà un po’ di tempo, la cosa non è così immediata. Quel karma ha una certa quantità, che può essere considerevole, eppure attraverso questo processo perde forza e vi condiziona sempre meno, fino alla sua completa estinzione. Questo è il “sentiero della prova”, che riguarda aspiranti e discepoli.

L’innamoramento è simile al colpo di fulmine, ma avviene su un piano inferiore, cioè non sono le anime a riconoscersi, ma i corpi astrali:
1) l’immagine karmica fa incontrare l’anima gemella (…inferiore, cioè un “corpo astrale gemello”).  Il desiderio e l’illusione che produce fanno percepire tutto come magnifico;
2) poi pian piano iniziano i problemi, perché quando passa l’illusione, entri nel meccanismo dettato dall’immagine karmica, che ti deve fare vivere quella sofferenza.
Questo modo più inconsapevole è il “sentiero del dolore” dove il karma lo estingui subendo quella sofferenza.

C’è da dire che se dall’innamoramento si passa all’amore, cioè se si riesce ad andare oltre l’illusione iniziale data dalla pulsione, e si comincia ad apprezzare la persona per quello che veramente è, si va oltre i propri meccanismi e si fa un grande balzo in avanti.

Il rapporto di coppia è l’ambiente elettivo di tutte queste dinamiche, col partner passiamo i nostri momenti più intimi, dove è difficile nascondersi, e dove i nodi prima o poi vengono al pettine. Certo a volte è problematico e causa sofferenza, ma è così che possiamo arrivare a conoscerci veramente.
Il partner è il nostro “agente del karma”, ovvero colui che sta attivando il karma che dobbiamo affrontare, ce lo sta mostrando, perché è solo conoscendolo che potremo trasformarlo.

Quindi anche nei casi peggiori il partner è comunque l’anima gemella, perché è l’anima che ci permette di vivere, ed eventualmente riconoscere e trasformare, quel karma.
Vale anche per le persone che cambiano spesso partner, non saranno tutte anime gemelle, saranno anime parenti alla lontana, ma pur sempre anime che si incontrano con quello scopo.

Alcune anime si uniscono per tutta la vita, altre si uniscono per tempi più brevi, ma mai per caso, sempre per crescere insieme, e quando necessario anche attraverso la sofferenza.
Sta a noi cercare di capire, di “ascoltare”, quello che ci mostra il partner.

”Non puoi trasformare ciò che non conosci”, quindi ascoltati, ascolta cosa ti rimanda il tuo rapporto o l’assenza di rapporto, ascolta cosa ci metti di tuo per farlo andare così, e finalmente riconoscerai il vero movente delle tue azioni. A quel punto potrai applicare Patanjali: “Quando sorge un pensiero contrario allo yoga, esprimi il pensiero opposto”.
Vi consiglio il libro “Psicologia dello Yoga” che spiega molto bene questi meccanismi e come affrontarli.

Detta così sembra facile, ma vi assicuro che non lo è! L’importante è che abbiate capito quanto sia indispensabile vivere i rapporti in modo consapevole, e soprattutto smettere di recriminare.

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.
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