A tambur battente

tambur battenteIl ritmo scandisce i tempi della Vita in ogni piano di esistenza e tutti i ritmi necessari ad evolvere compongono il battito armonico del divenire nella sua totalità. Da una dimensione all’altra varia solo la modalità esecutiva, ma gli strumenti sono sempre gli stessi e così sattva, rajas e tamas, cioè ritmo , attività e inerzia, caratterizzano tutte le forme nei vari gradi dell’Essere.

Da un ridondare di frequenze basse e contundenti, assordanti, a lievi scampanellii appena udibili: chi si muove su questa scala musicale e scende dai luoghi soavi delle celesti armonie fino ai gradini più bassi, dovrà tutelarsi con un bel paio di cuffie o tapparsi le orecchie (?!) per non risentire troppo dello spostamento acustico ed evitare il dolore di un ritmo pesante che avrebbe sulle cellule più evolute lo stesso effetto di un martello pneumatico.

Il sutra n. 15 del secondo libro di Patanjali * afferma infatti che l’attività delle guna in questione è motivo di dolore per l’esistenza dell’uomo illuminato nei tre mondi. Chi si è accostato alle vette dello Spirito riconosce la limitazione e la difficoltà di esprimersi nei livelli inferiori dell’esistenza, e ne soffre perché ogni forma di manifestazione costringe i ritmi più elevati in un involucro che vibra molto più in basso e che, se pur composto di sostanza raffinata, ostacola comunque il libero dispiegarsi delle forze spirituali.

A.A. Bailey nel suo commento ci ricorda che l’inerzia (tamas) è la caratteristica dei tre involucri del inferiore, cioè corpo fisico, astrale e mentale, e sappiamo bene quanto ci costa ogni movimento, ogni “ libera” iniziativa in una materia densa e resistente, votata all’immobilità quale strategia di sopravvivenza di un mondo che eterno non è.

Invece è l’attività che caratterizza l’Anima: la spinta continua alla ricerca di esperienze sempre nuove per trarne i frutti da utilizzare poi nel servizio.

L’equilibrio, il ritmo, rivelano invece le qualità dello Spirito ed è proprio questo anelito alla perfezione il motore che fa evolvere e sospinge fino alla meta tutte le forme di Vita. La realtà, l’essenza, la natura dello Spirito trascende tutte le forme e finché non raggiungeremo la massima iniziazione resterà un mistero per noi. Ma nei mondi concreti della manifestazione i suoi riflessi illuminano particolarmente il mondo mentale influenzandone la stabilità e la coordinazione fino a che il ritmo non si affermi nella nostra vita, che sarà allora caratterizzata da un equilibrio illuminato, per l’appunto.

L’Anima esercita la sua influenza soprattutto sulla instabile e confusa natura emotiva, in continua e frenetica attività per gli innumerevoli desideri che la agitano. Quel tanto che in noi può manifestarsi a livello spirituale scuote comunque l’inerzia che domina il corpo fisico, obbligandoci a muoverci, a essere attivi, per poter conseguire i risultati desiderati, per poter concretizzare e nostre aspirazioni. E questo, come è stato detto tante volte, crea un attrito tra le attività dello Spirito e gli interessi della materia che, per i fatti propri stanno anche bene, in pace, ognuno a casa sua, nella propria dimensione. Ma quando si fanno visita soffrono nel tentativo di adattarsi l’uno all’altra. Con un opportuno assestamento delle nostre energie possiamo però evitare il dolore dello scontro, cercando proprio in tamas, rajas e sattva la chiave risolutiva. Come si fa? Smettendo di identificarci con l’impermanente staticità del mondo fisico e con il balenìo dei nostri fenomeni emotivi, senza sentirci sopraffatti dalle nostre congestioni mentali. Avremo un bel risultato: quello di soffrire molto meno, di prendere le sane distanze da tutte le limitazioni della forma e riconoscerci finalmente in “ colui che non è ciò che è veduto, toccato e udito” (sutra 17 libro II) e che usa le forme secondo la sua volontà, non per combatterle, ma per farne esperienza nell’alternarsi di inerzia, mobilità e ritmo, “in accordo col tutto” (sutra 18 libro II). Questo genera la liberazione. Allora avanti, a tambur battente, con la gioia di procedere verso il conseguimento finale.

*La Luce dell’Anima- A.A. Bailey – ed. Nuova Era

Ti potrebbe interessare

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.