I lunedì di meditazione di Massimo Rodolfi, 22 maggio 2017

Solitudine o Comunione sul Sentiero verso l’Illuminazione

Da lunedì 8 maggio 2017, ho deciso di riprendere una vecchia abitudine dell’Associazione Atman, che era quella dei miei corsi del lunedì a Modena. In realtà ho un po’ modificato il format, perché sarà molto più orientato sulla meditazione che non sugli insegnamenti, a parte ieri sera, prima serata, nella quale ho spiegato un poco gli intenti che stanno dietro a questa mia decisione. I tempi richiedono una presenza particolare, per difendere la vita dalle mani adunche dei parassiti dell’umanità, che stanno distruggendo il pianeta. Il primo modo per assolvere a questo compito è quello di essere il più possibile armonici e luminosi. La meditazione è sicuramente uno strumento fondamentale per coltivare la nostra umanità fino a renderla divina, quindi, d’ora in poi, e grazie alle tecnologie che ce lo consentono, invece di chattare inutilmente su cose stupide, useremo la diretta per essere collegati il più possibile e meditare.

L’umanità degradata risorgerà con la meditazione

Ma quanto sta diventando brutta l’umanità? Certamente tutto questo avrà un senso, visto che il caso non esiste e che ad ogni effetto corrisponde una causa, ma come si fa a non rilevare un degrado sempre più evidente che si insinua sempre più velocemente nel tessuto di questo pianeta? Appunto, bisogna aprire gli occhi, magari anche quelli del cuore, e cercare di porre rimedio ognuno dove la vita lo ha collocato facendo affidamento sulle riserve di umanità a disposizione per guarire questo mondo sempre più sclerotizzato e cronicizzato nei suoi aspetti più beceri.

Le cellule umane del pianeta sono sempre più separate fra di loro, distanti nei cuori e nell’anima, continuamente nutrite, sotto ogni aspetto, da sostanze che avvelenano le coscienze. L’umanità è costantemente sotto attacco così da rendere sempre più difficile alzare gli occhi al cielo, continuamente vessata da non trovare le forze per affrancarsi da questa condizione, non riconoscendo più il bello, ma identificandosi nel brutto imperante che tutto ammorba, spalmando ignoranza a profusione.

L’essere umano è ormai assorbito da schermi tecnologici nei quali cerca di trovare soluzioni al proprio disagio, sempre meno ci si rapporta con i propri simili con il metro comune dell’umanità, ma si preferisce chattare per placare ansie che altrimenti risulterebbero insostenibili. Siamo quello che mangiamo e se analizziamo il cibo che ci propinano e che ingeriamo, fisico, emotivo e mentale c’è poco di cui rallegrarci, ma cercare di porre rimedio il più velocemente possibile questo sì, perché non c’è tempo da perdere prima di essere trangugiati da forze aliene a quest’umanità.

E prendere in considerazione a questo punto la possibilità di meditare? Personalmente la vedo l’unica cosa sensata che l’essere umano possa fare per uscire da questo gorgo, anche perché una mente sana sarà un beneficio per tutto il nostro essere, senza dimenticare che potrà divenire un ponte per l’anima sempre più terso attraverso il quale la nostra vera natura, quella di Angeli Solari, potrà manifestarsi. Sì, perché l’unica nostra vera speranza è quella di mettere in relazione gli effetti con le cause poiché non si può cambiare ciò che non si conosce, speranza che non si può realizzare senza che vi sia un reale contatto con l’anima con la sua capacità di intuire, quella vera conoscenza che è appunto assenza di ragione, per sua natura separativa.

Ciò che conosco e che pratico da più di vent’anni è il Raja Yoga, che ho cominciato a praticare con gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Il Raja è ritenuto lo yoga più avanzato, quella vera e propria Scienza dell’Essere e dell’Evoluzione in grado di trasformare le esistenze favorendole nella possibilità di divenire consapevoli di una vita vissuta come opportunità e non come impedimento, sentendosi sempre di più al posto giusto nel momento giusto, quella presenza che è caratteristica dell’anima. A questo proposito vi consiglio di collegarvi ogni lunedì dalle ore 21 alle 22 per ascoltare in diretta Facebook e gratuitamente Massimo Rodolfi che parlerà della meditazione e della sua pratica. Il profilo Facebook a cui collegarsi è il seguente: https://www.facebook.com/profile.php?id=100010800858450&fref=ts

Che dire… invece di lamentarci e recriminare si può fare qualcosa di più concreto, per esempio cominciando a prenderci cura di noi stessi, con quell’assunzione di responsabilità che è alla base del lavoro di ogni serio ricercatore dello spirito. A questo proposito vi invito a verificare se nelle vostre vicinanze vi è un Corso base ed avanzato di meditazione a cura dell’associazione Atman http://www.yogavitaesalute.it/corsi-meditazione/ oppure una conferenza di Energheia prima scuola italiana di formazione per Terapeuti esoterici http://www.yogavitaesalute.it/categorie-eventi/yoga-vita-e-salute-yvs/ che forma gli insegnanti Atman.

In ogni caso la Vita saprà darvi ciò di cui avete bisogno… buon viaggio allora anche perché la vostra anima vi sta già comunicando la direzione e la meta.

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I lunedì di meditazione di Massimo Rodolfi, 15 maggio 2017

Da lunedì 8 maggio 2017, ho deciso di riprendere una vecchia abitudine dell’Associazione Atman, che era quella dei miei corsi del lunedì a Modena. In realtà ho un po’ modificato il format, perché sarà molto più orientato sulla meditazione che non sugli insegnamenti, a parte ieri sera, prima serata, nella quale ho spiegato un poco gli intenti che stanno dietro a questa mia decisione. I tempi richiedono una presenza particolare, per difendere la vita dalle mani adunche dei parassiti dell’umanità, che stanno distruggendo il pianeta. Il primo modo per assolvere a questo compito è quello di essere il più possibile armonici e luminosi. La meditazione è sicuramente uno strumento fondamentale per coltivare la nostra umanità fino a renderla divina, quindi, d’ora in poi, e grazie alle tecnologie che ce lo consentono, invece di chattare inutilmente su cose stupide, useremo la diretta per essere collegati il più possibile e meditare.

La corrente umana e la legge di Ohm

Immagino che almeno una volta nella vita abbiate percepito delle tensioni o notato le resistenze che si sono frapposte fra ciò che volevate realizzare e quello che invece avete realizzato. Se siete arrivati anche al punto di ipotizzare un collegamento tra questi due fattori apparentemente separati, rimane solo da chiudere il cerchio avendo “fede” nell’esistenza dell’Anima, questa corrente vitale che ci attraversa continuamente.

Ciò che differenzia chiaramente le persone è la capacità discriminante delle tensioni e delle resistenze, ma soprattutto la percezione dell’Anima. Comunemente si afferma che la Vita è democratica in quanto siamo tutti uguali, almeno in potenza. Ma la Vita è anche gerarchica proprio in funzione della capacità discriminante che sancisce un preciso livello evolutivo. Ed è proprio grazie a questo che si può affermare, ad esempio, che il Maestro Gesù non era un uomo comune.

Il breve cammino intrapreso con i due precedenti articoli sulla tensione (1) e sulla resistenza (2) e che si chiude con il presente, ha l’obbiettivo di rendere più comprensibili le dinamiche umane, e parte dalla considerazione che, se tutto è energia anche all’uomo può essere applicata la legge di Ohm.

V=R x I

dove:

V= tensione

R= resistenza

I= corrente (Anima)

Se ipotizziamo che sia vero quanto detto precedentemente, dalla formula è evidente il legame tra queste tre forze e quanto le tensioni che viviamo siano strettamente collegate alle resistenze che opponiamo, ma soprattutto alla quantità di flusso animico che fluisce. Quest’ultimo in particolare è adeguato al grado di consapevolezza della persona. Per cui è facile dedurre che più alto è il livello evolutivo, più Anima fluisce, e più sono elevate le tensioni. Quindi ciò che viviamo giornalmente non è fine a se stesso ma è l’effetto di una profonda alchimia di Vita che parte da lontano e porta al cambiamento attraverso il confronto e il superamento dei propri limiti.

Le vite dei grandi maestri che si sono succeduti nella storia dell’umanità testimoniano però, che le tensioni e le resistenze aumentano ma non superano un determinato limite. Questo “limite” è segnato da un nuovo stato di coscienza o un luogo (che richiama comunque uno stato di coscienza) in cui non sembra più valida la legge di Ohm; c’è chi l’ha chiamato “Regno dei cieli”, “Gerusalemme celeste”, “Samadhi”, “Nirvana”, ecc… Questo stato di coscienza è caratterizzato dall’assenza di resistenze e tensioni, mentre la corrente animica può fluire liberamente.

La Vita in tutte le sue forme è sinonimo di cambiamento ed evoluzione, e, tutti, compresi gli esseri umani, sono soggetti a questa legge universale. In definitiva potremmo dire che l’Anima fluisce liberamente quando cessano le resistenze, permettendo così la manifestazione della Vita. Ciò avviene solo quando la persona accetta di esprimersi in accordo con la Vita più elevata che ci compenetra.

 

(1) http://www.yogavitaesalute.it/yoga-per-tutti/tensione-umana/

(2) http://www.yogavitaesalute.it/yoga-per-tutti/resistenza-umana-seconda-parte/

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La Porta Franca

Nelle diverse tradizioni la Porta Franca è stata associata a significati e simboli molto complessi, secondo la cultura, l’epoca e il luogo di riferimento. Richiama l’idea di un passaggio, un andare oltre a qualcosa che lasciamo indietro ma anche entrare in uno spazio, nella propria casa, cioè un luogo conosciuto, rassicurante. La Porta Franca e comunque le porte, sono un collegamento con i vari ambienti che ci circondano e non solo nella vita quotidiana (come le porte che tutti i giorni apriamo per entrare nelle diverse stanze del nostro abitare quotidiano). La porta è la connessione tra mondi interiori, piani di coscienza; a seconda che essa si apra o si chiuda diventa il simbolo della separazione o della comunicazione: da una parte l’ambito esterno, estraneo e perciò ostile, il luogo chiuso della sicurezza, lo spazio di ciò che si possiede, e dall’altro l’apertura alla Vita, il dialogo, il fascino di sentirsi liberi. Aprire una Porta Franca nel linguaggio filosofico – religioso, significa entrare entro se stessi, conoscere cosa sentiamo dentro, cosa non semplice, anche perché di solito pensiamo, non ascoltiamo quasi mai, cosa scaturisce da quel concetto che sto teorizzando.

Nel simbolismo cristiano, la porta richiama alle parole di Gesù su se stesso nel Vangelo di Giovanni (10, 9): “Io sono la porta: chi entrerà attraverso me sarà salvo…”. Spesso i portali delle chiese illustrano mediante sculture i doveri da adempiere, infatti raffigurano sia le Virtù cristiane che i vizi contro cui esse devono combattere. Custodi delle porte celesti sono l’Arcangelo Michele e l’Apostolo Pietro che ne possiede le chiavi. La porta è segno di benedizione e di monito per chi l’attraversa poiché dichiara che occorre l’abito nuziale per poter partecipare alle nozze del re (Matteo  22, 1-14) e chi varca la sua soglia sa che deve impegnarsi a rispettare la sacralità del luogo e ad essere pronto a vivere un’esperienza religiosa. Salmo 99 (2.4) esprime un invito a varcare la porta del tempio:”Acclamate al Signore, presentatevi a Lui con esultanza. Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode”. E ogni cristiano prega: “Apritemi le porte della giustizia. Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore. È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti” (Salmo 117, 19-20).

Come in altre epoche, sia medioevale, quella romana o greca, le porte, avevano una grande valenza per il loro significato esoterico, tutte fanno riferimento ad un passaggio di stato tra due livelli: il noto e l’ignoto, il profano e il sacro.
Entrare in uno spazio della propria coscienza, significa aprire una porta sull’ignoto. Le nostre sette porte principali sono i nostri sette Chakra maggiori; in essi esiste tutto ciò che noi siamo, il nostro vissuto, positivo e negativo, è codificato e sigillato a volte dietro a quelle porte. Dobbiamo arrivare alla Porta Franca, cioè ad Anatha (la porta del cuore) che mette in equilibrio i due spazi: è il punto di mezzo potremmo dire fra cielo e terra, i tre chakra inferiori con i tre chakra superiori. Quante volte la Vita ci mette di fronte ad una porta e la paura non ci permette di aprirla? Infinite possibilità ci sono offerte. Ogni volta che non apro, o per meglio dire non ascolto quello che sento, non oltrepasso la soglia. Varcare la soglia avverte che sto per entrare in un piano diverso, la porta è aperta, metto in moto dei segnali che mi permetteranno di rapportami con dei “guardiani della soglia” per ciò che concerne gli spazi di cui tali porte regolano l’accesso. Appare evidente che per arrivare alla Porta Franca, si deve fare un percorso di conoscenza che non è scritto nei libri, ma bensì nell’esperienza di tutti i giorni, come tutti i giorni apriamo le porte della nostra casa terrena, dobbiamo aprire le porte della nostra casa celeste (coscienza). Affrancare un’energia, stabilizzare quelle qualità che ci appartengono, retaggio antico degli uomini, sancire l’umanità divina in noi: questa è la Porta Franca.

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I lunedì di meditazione di Massimo Rodolfi, 8 maggio 2017

Da ieri sera, lunedì 8 maggio 2017, ho deciso di riprendere una vecchia abitudine dell’Associazione Atman, che era quella dei miei corsi del lunedì a Modena. In realtà ho un po’ modificato il format, perché sarà molto più orientato sulla meditazione che non sugli insegnamenti, a parte ieri sera, prima serata, nella quale ho spiegato un poco gli intenti che stanno dietro a questa mia decisione. I tempi richiedono una presenza particolare, per difendere la vita dalle mani adunche dei parassiti dell’umanità, che stanno distruggendo il pianeta. Il primo modo per assolvere a questo compito è quello di essere il più possibile armonici e luminosi. La meditazione è sicuramente uno strumento fondamentale per coltivare la nostra umanità fino a renderla divina, quindi, d’ora in poi, e grazie alle tecnologie che ce lo consentono, invece di chattare inutilmente su cose stupide, useremo la diretta per essere collegati il più possibile e meditare.