Il primo anno va male“Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio “ di Mara Maionchi e Alberto Salerno

“Mara Maionchi, produttrice discografica. Mi divido tra televisione e radio, lavoro e famiglia, impegni e svaghi. Dicono che ho scoperto Tiziano Ferro, ma io non ho scoperto nessuno. Ho solo incontrato talenti.
Alberto Salerno, figlio del celebre paroliere Nicola Salerno. Produttore e autore dei testi di centinaia di canzoni, interpretate da Mango, Loredana Bertè, i Nomadi, Eros Ramazzotti. Ma soprattutto, sono quello che sopporta Mara Maionchi”.

“ A dicembre festeggeremo quarant’anni che ci mandiamo a cagare con tanto amore”

Eccoli qui, la Mara Maionchi e l’Alberto Salerno, due innamorati della Vita, di una Vita insieme, al gusto di un sano vivere rock’n’roll!
Mi sono innamorata di questo libro, un racconto eccentrico e totalizzante.
Fino a che non finisce, ne vuoi sempre di più.
Come un gran bel gelato, che a mano a mano che te lo gusti, non vorresti mai che finisse.
Gioia e risate, intervallate da racconti musicali, canzoni, sacrifici, passione, libertà di essere se stessi, coraggio e ribellione, anche a costo di passare per “due matti”.
Una coppia stupenda, Anime che si trovano così tanto in sintonia, da aver deciso di passare la loro esistenza insieme, almeno, sino ad ora.
Già, perchè con due caratterini così imprevedibili, non si sa mai quel che può succedere da un momento all’altro….
Sin dall’inizio del libro, Mara ed Alberto mi sembra di conoscerli da sempre.
Li vorrei come vicini di casa! Passerei intere serate nell’ascoltare i loro racconti personali e discografici: loro hanno fatto (e fanno) la storia della discografia italiana!
Ho conosciuto la Mara Maionchi tramite le sue partecipazioni in trasmissioni a base di Musica, lei come Giudice spregiudicata ed “avanti”, alla faccia della sua età anagrafica. Un piglio battagliero che mi ha affascinato fin dal primo momento, occhi dolci e bocca sboccata. Usa le parolacce meglio di qualsiasi altro comico moderno.
Una vera anarchica nella sua coerente visione del mondo, una donna punk, in ogni aspetto del suo vivere.
Un esempio di cosa voglia dire mettersi al servizio della volontà ed umiltà personale, con l’unico obiettivo di creare qualcosa di grande, di lasciare un’emozione nel cuore degli altri.
Mara si prende cura degli altri, Artisti e non, stimola completa attenzione e reattività. Usa un metodo molto forte, ma onesto. E’ una persona sincera e vera, lo si sente.
È se stessa. Semplice, eh?
Alberto è un Autore davvero incredibile, e non solo. A leggere tutte le canzoni cui ha collaborato o che ha scritto, vengono i brividi.
Una su tutte: sapete che dietro “Io vagabondo”, cantata dai Nomadi, c’è il suo genio?

Mara ed Alberto meritano totale rispetto ed ammirazione! Punto.

Non voglio annoiarvi con le mie considerazioni, ma voglio regalarvi alcuni momenti di questo meraviglioso libro, così che vi possa venire voglia di assaggiare anche a Voi, questa incredibile e strepitosa storia d’Amore, Amore sincero per la Vita, il Talento e per l’Arte.
Sono sicura che quanto leggerete, è anche nei Vostri cuori.

“Il talento è una cosa innata. Non si eredita e non si può imparare: o ce l’hai o non ce l’hai.
C’è un talento in ognuno di noi. Ci sono persone che hanno talento per la scrittura, quelli che ce l’hanno per la scultura, per la pittura, per il canto, per la musica. E di talento non ne parliamo solo nell’arte, ma anche nella scienza, nella matematica, nella fisica. Ognuno ha un talento e, forse, il vero quid in più consiste nell’individuare il proprio talento e nell’indirizzare le proprie energie per farlo emergere, restando fedeli alle proprie energie per farlo emergere, restando fedeli alle proprie inclinazioni.

Non esiste talento, del resto, se non si ama quello che si sta facendo, se non ci si diverte.

Non si può essere straordinari in qualcosa che non ci appartiene davvero, al massimo si può diventare molto bravi, ma il talento è un’altra cosa. Il talento è genio e il genio viene fuori solo nelle cose che sono dentro di noi, sotto la nostra pelle, dentro al nostro cuore.

Nell’arte, e nella musica in particolare, il talento è la capacità – rarissima – di intuire il proprio tempo e di saperlo interpretare: una canzone che con il proprio testo coglie lo spirito di un’epoca, il sentimento popolare, un bisogno. Sentire i borborigmi nella pancia di una società ed esprimerli in un pezzo, con uno stile tagliato nel momento in cui esso esce, facendosi dunque portatore di un sentimento storico: questo è talento.

Ma il talento è anche essere avanti di un passo rispetto al proprio tempo, e di un passo solo. Se stai indietro di un passo sei vecchio, superato, obsoleto e al massimo puoi scopiazzare qualcosa che è già stato fatto e sperare che ti vada bene, ma sull’onda del successo di un altro. Questo non è talento: al massimo è furbizia, neppure poi tanta, perchè chi è davvero scaltro sa che, a scopiazzare, non si fa niente di originale, non si va lontano, non si cambiano i tempi. Presto si viene dimenticati e la celebrità che ne deriva non è duratura. Il talento, dunque, è innovazione e coraggio nell’innovazione, perchè ci vuole fegato a provare qualcosa che non è ancora stato provato.

Arrivederci alla seconda puntata

Salva