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La pratica comincia con l’eteroscopia, che consiste nell’analisi dei chakra, dell’aura e della struttura fisica. Ciò consente diagnosi accurate delle realtà emotive e mentali della persona, oltre che fisiche. Una volta compresi i nodi fondamentali dell’individuo ed i suoi aspetti più profondi, é possibile intervenire per sanarne le disarmonie, favorendo un equilibrio ottimale tra corpo e mente. Ciò avviene tramite la terapia radiante, che consiste nel trasmettere energia attraverso l’anima, in modo che l’essere possa instaurare un rapporto costante con il proprio sé più profondo. E’ infatti dall’interruzione di questo rapporto che ha origine la maggior parte delle malattie. La pratica della meditazione é in grado di stimolare questo processo aiutando poi a conservare e migliorare l’equilibrio raggiunto.

«La malattia è effetto di inibizione della vita dell’anima, e ciò vale per qualsiasi forma di ogni regno. L’arte del guaritore sta nel dare libertà all’anima, sì che la sua vita scorra e fluisca nell’aggregato di organi che compongono la forma». Maestro D.K.

Così recita la prima legge della guarigione esoterica, citata da Alice Ann Bailey nel quarto volume del Trattato dei sette raggi, quello riguardante appunto la guarigione esoterica. Perché ciò si realizzi dovrebbe entrare nel senso comune il concetto che la realtà non è costituita solo da ciò che percepiamo con i sensi fisici, ma anche da altri piani di coscienza, altrettanto reali e tangibili, esistenti però su piani vibratori più rarefatti rispetto a quello della materia densa.

La vera guarigione esoterica ha a che fare con la comprensione e la trasformazione delle cause del male, per cui non può prescindere da un intimo percorso di consapevolezza da parte del ‘paziente’ che, in un cammino di avvicinamento della sua coscienza alla dimensione dell’anima, comprende sempre di più e meglio i conflitti a cui la sua stessa coscienza è sottoposta, dando origine al sintomo fisico come necessaria estrinsecazione della tensione interiore. Il problema principale, quindi, per il terapeuta esoterico, non è tanto la remissione immediata del sintomo, quanto il fatto che il paziente possa cominciare a comprendere e a trasformare le cause di quel sintomo…

PRANOTERAPIA E TERAPIA MAGNETICA
Quando la prima legge della guarigione esoterica, che abbiamo citato poc’anzi, sarà sufficientemente compresa, l’umanità potrà trovarsi in condizioni un poco migliori rispetto a quelle in cui vive adesso. Perché ciò si realizzi dovrebbe entrare nel senso comune il concetto che la realtà non è costituita solo da ciò che percepiamo con i sensi fisici, ma anche da altri piani di coscienza, altrettanto reali e tangibili, esistenti però su piani vibratori più rarefatti rispetto a quello della materia densa. La vera guarigione esoterica ha a che fare con la comprensione e la trasformazione delle cause del male, per cui non può prescindere da un intimo percorso di consapevolezza da parte del ‘paziente’ che, in un cammino di avvicinamento della sua coscienza alla dimensione dell’anima, comprende sempre di più e meglio i conflitti a cui la sua stessa coscienza è sottoposta, dando origine al sintomo fisico come necessaria estrinsecazione della tensione interiore. Il problema principale, quindi, per il terapeuta esoterico, non è tanto la remissione immediata del sintomo, quanto il fatto che il paziente possa cominciare a comprendere e a trasformare le cause di quel sintomo.
L’atteggiamento dominante invece in seno all’umanità, nonostante il grande sviluppo avvenuto nel corso dell’ultimo secolo, è ancora largamente ‘sintomatico’, cioè prende in considerazione solo il sintomo fisico, come effetto meccanico di cause comunque residenti all’interno del corpo fisico stesso. 
Questa modalità si accompagna inevitabilmente ad un’attitudine passiva, che delega lo stato della propria salute nelle mani di qualcun altro, tipicamente il medico, che ha ovviamente il compito di sopprimere il sintomo, piuttosto che di comprendere ipotetiche cause esistenti su altrettanto ipotetici piani di coscienza.
Detto questo, possiamo considerare la pranoterapia come un interessante territorio di confine tra i due approcci che ho poc’anzi descritto. Infatti coniuga, nel senso comune delle persone, atteggiamento sintomatico, per il quale ci si affida al pranoterapeuta aspettandosi la remissione del sintomo, e la considerazione che deve esistere qualcosa di non fisico nell’esistenza, visto che il ‘calore’ che il pranoterapeuta ‘ha’ nelle mani è chiaramente di origini non fisiche. Il pranoterapeuta, non di rado vive poi la sua condizione come un ‘dono’, o una sua caratteristica, e non è necessario che abbia una particolare attitudine spirituale, anche se questa, ovviamente, aiuta. Diversa è la terapia magnetica, non tanto negli aspetti esteriori che non si differenziano un granché dalla normale pranoterapia, quanto piuttosto nella consapevolezza del terapeuta che opera collegando intenzionalmente anima, cuore, cervello e mani. In entrambi i casi comunque essi usano, più o meno consapevolmente, il proprio corpo eterico come conduttore, trasmettendo in quello del paziente il prana, l’energia risanatrice vitale del corpo eterico planetario.

Alla pagina insegnanti trovi le persone che si dedicano alle sedute individuali di analisi e riequilibrio dei chakra.