Vite e vite per diventare unici e scoprire che lo siamo sempre stati

vite e vite per diventare uniciHo sempre di più la sensazione che la vita voglia farci sentire unici. Sono sempre più convinto che sia così, e che non possa essere altrimenti. Non esiste un fiocco di neve uguale ad un altro, lo stesso dicasi per le impronte digitali… ripeto spesso durante i corsi che ho la fortuna di tenere all’interno dell’associazione Atman e della scuola Energheia.

Lungo e periglioso è il cammino dell’essere umano, il quale deve passare attraverso tutte le esperienze e, malgrado sia indimostrabile, per fare ciò occorrono più vite attraverso le quali modellare i propri corpi sino a quando non aderiranno all’archetipo verso il quale tendiamo.

Fino ad un certo punto, questa unicità non viene compresa molto bene, anzi, è esattamente il contrario, visto che utilizziamo questa nostra percezione per separare invece che unire. Ci sentiamo meglio degli altri, e non perdiamo occasione per rimarcare le differenze.

Lo stesso dicasi per coloro che, invece, si sentono completamente inadeguati, ma non è altro che un’altra modalità per rimarcare le differenze, coltivando una separazione frutto della presunzione, dovuta al fatto che nessuno ti può capire, coltivando una sofferenza che nessuno può lenire.

In entrambi i casi, sintetizzati al massimo per esigenze di articolo, ci si sente diversi dagli altri, e nello stesso tempo, si fa poco o nulla per conoscersi e conoscere il prossimo, temendo di perdersi in esso, di perdere la propria specificità in un tutto nel quale saremo, basandoci sulla nostra ignoranza, spalmati indistintamente.

L’ignoranza fino ad un certo punto la fa da padrone, ma arriveranno tempi migliori, l’anima sorgerà ed un nuovo giorno arriverà. Per far “venire sera” ci vorrà ancora del tempo, e qualcosa saremo costretti a vivere ancora per sfrondare la nostra presunzione, ma un colpo alla botte e un colpo al cerchio ci faranno prendere la giusta direzione.

Gradatamente comprenderemo che siamo unici, non perché siamo meglio o peggio degli altri, semplicemente perché non esiste nulla nella vita che non serva, e che non sia al suo posto al posto giusto nel momento giusto. Anche questo è indimostrabile, d’altra parte solo l’esperienza potrà aiutarci a comprendere il senso di tutto questo.

Non che io sia in grado di capire pienamente tutto questo, semplicemente mi fido, supportato dalle esperienze fino ad ora compiute, per il resto si vedrà. Che volete che vi dica? Vi sono tante cellule che formano un organo, tanti organi che formano un apparato, tanti apparati che tutti insieme ci fanno essere ciò che siamo in questo momento, quindi, possiamo anche pensare che siamo cellule di un organismo più grande di cui non comprendiamo i confini.

Questo per dire che tutto ciò che ci compone ha un senso, non esistono doppioni, ed ogni più piccola parte che ci compone svolge un lavoro specifico in accordo con il resto. Ogni piccola parte che ci compone è unica, che cosa ci impedisce allora di essere unici a nostra volta? Credo le nostre paure, la difficoltà di stare con noi stessi, cercando di colmare i nostri disagi indossando maschere che nascondono il nostro reale valore.

Allora cominciamo a pensare che siamo parte di un tutto, che ha a cuore ogni singola parte che lo compone. Che se ne farebbe di due parti uguali? Smettiamo allora di volere che gli altri siano come noi, per poi sentirci sempre migliori rimarcando le differenze.

Cerchiamo di essere benevolenti nei nostri confronti, anche se a volte la vita non sembra darci il giusto valore… ma non è la vita che deve adeguarsi a noi, ma è esattamente il contrario, risalendo come salmoni la corrente della nostra vita, per poi scoprire che bastava lasciarsi andare, che tutto andava bene così… ah saperlo prima, non importa, quante volte ce l’avranno detto, ma chi ha orecchie per intendere…

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.