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Uscire dal bozzolo

uscire dal guscioQuale potrebbe essere l’argomento di questo articolo? La risposta è arrivata immediatamente, e vi parlerò della possibilità di uscire dal guscio, quella specie di cocoon, il bozzolo nel quale preferiamo stare per non scoprire qualcosa che ci consenta di stare meglio, preferendo rimanere nel disagio, con l’illusione di controllare il prossimo, cercando di renderlo inefficace, con la pretesa di minarlo nella sua presunta pericolosità.

Questa condizione non è del tutto negativa, il bozzolo serve anche a proteggere, e fino ad un certo momento non se ne può fare a meno, vista l’impossibilità di andare oltre certe condizioni. Non basta la forza di volontà per rompere il guscio, il quale preserva, tra l’altro, da ciò che non siamo ancora in grado di sostenere. Il tempo consente la maturazione di ogni aspetto della Vita, tutto ciò che esiste possiede ritmi adeguati, ma quando è possibile, perché aspettare?

Non è certamente facile addentrarsi in luoghi inesplorati della nostra coscienza, rivestendosi di abiti che non siamo abituati ad indossare, con i quali ci sentiamo goffi, per il solo fatto che facciamo fatica a cambiare look, temendo che gli altri ci possano vedere diversamente rispetto alla maschera che abbiamo posto in essere. I nostri tempi non collimano mai con i tempi della Vita, e aggiungerei per fortuna… quindi, perché non favorire il ritmo della Vita, il quale, per il solo fatto di metterci in difficoltà, non significa necessariamente che venga per nuocere, anzi…

A questo riguardo, spesso mi capita di fare un esempio che riguarda il pulcino, il quale, potrebbe stare tranquillo e aspettare che il guscio si rompa per poter nascere. Questa è la tendenza degli esseri umani, i quali mediamente, tendono a vivere passivamente, sospinti dalle proprie illusioni, nell’attesa di chissà quale evento debba accadere per poter soddisfare i loro desideri. Invece cosa fa il pulcino? Ad un certo punto non ne può più e ci mette del suo, cominciando a beccare l’uovo, creando le condizioni per emergere a nuova vita.

Facile a dirsi, ma mentre si vive questa dualità, ti senti soffocare, ti mancano le forze, e tanti, ma tanti pensieri, si muovono vorticosamente nel tentativo di trovare una soluzione che giustifichi il nostro ritrarci, rimanendo nel bozzolo, caldo e accogliente, al riparo da un mondo che vuole solo mostrarci dove possiamo migliorare. Ciò che conosciamo, malgrado non sia gradevole, per qualche strano circolo vizioso della nostra coscienza, risulta, molto spesso, più appetibile, di un varco verso nuovi lidi.

Il bozzolo ci dà sicurezza, ci consente di aggiustare tutto, naturalmente a nostro vantaggio. Possiamo considerarlo un luogo ancestrale, nel quale niente potrà andare male, come diceva Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany, quando faceva visita all’omonima gioielleria. Nello stesso tempo non possiamo tenere bloccate energie pronte per essere utilizzate, riconoscendo in questo stato l’origine della nostra sofferenza, infatti, peccando di azione, non faremo altro che limitarci nella possibilità di conoscere.

La conoscenza consente di far cessare l’ignoranza e di conseguenza la sofferenza. Per il momento, questo può bastare, nel sospingere ad andare oltre i propri limiti. Personalmente mi auguro che questo possa avvenire sempre più rapidamente, perché dei bozzoli mi sto stancando sempre più rapidamente, non desiderando più di viverli come alibi. Voglia di maggiore chiarezza e di rapporti sempre più sani, basati sulla condivisione e l’unità d’intenti, favorendo, a tutti i costi, la possibilità di uscire alla luce del sole.

Bisogna rimboccarsi le maniche, il lavoro non manca e non mancherà mai, in questa specie di tiro alla fune dove i contendenti sono la personalità e l’Anima, sicuri del fatto che, divenendo inclusivi, come l’Anima ci invita a fare, potremo conoscere le dinamiche della Vita riconoscendoci in essa.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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