Trovare il Bello

belloTrovare il bello nelle nostre giornate non è semplice. Vivere una condizione di serenità che vada oltre gli eventi e che ci permetta di stare bene comporta uno sforzo da rinnovare continuamente. Le cose non vanno mai come abbiamo preventivato e ci facciamo prendere dallo scoramento di una vita che scorre in apparente stagnazione. Dice il filosofo “Non ci si bagna mai due volte nella stessa acqua” e come dargli torto? Poi in pratica le cose cambiano e gli automatismi del vivere prendono il sopravvento, incanalando il nostro umore verso una sottile, ma non troppo, recriminazione.

Non bisogna arrendersi a ciò che sembra ineluttabile, la vita scorre facendoci vivere esperienze che pensavamo di avere superato ed invece oplà, si parano ancora davanti a noi con la “pretesa” di essere ancora vissute. Ma come, non dovevamo vederci più? Sì, nelle nostre illusioni avevamo concordato questo, ma è stato un patteggiamento con la nostra personalità che la nostra anima non ha ratificato e pubblicato sulla gazzetta ufficiale della nostra coscienza, rendendolo ufficiale. Nella vita porre degli ostacoli non funziona se non a creare attrazione per forze che rimuoveranno questi impedimenti.

Premetto che sono molti anni che mi occupo di coscienza e durante questo percorso mi è capitato di affermare che si stava meglio quando si stava peggio. E’ normale che di fronte a ciò che non conosciamo emerga una naturale ritrosia che rinfocola i dubbi e le perplessità, ma è doveroso guardare avanti riconoscendo che nulla viene vissuto due volte e soprattutto ciò che appare una minaccia alla nostra “integrità” rappresenta invece la possibilità di raccogliere ciò che, finalmente, è giunto a maturazione.

Aver cominciato a meditare con l’associazione Atman e poi con la scuola Energheia, di cui sono divenuto insegnante, mi ha cambiato la vita in meglio e questo rimane un faro che illumina la mia vita sostenendo la coerenza della mia percezione. Questo percorso mi ha aiutato a trovare il bello in ogni cosa e, anche se a volte vi sono notti più buie delle altre, sono sempre più sicuro che questi momenti ci pongono più vicini all’alba e al sorgere del sole. Che cosa voglio dire con questo? Semplicemente che siamo in continuo divenire e che non possiamo rallentare la vita nel suo continuo volerci migliorare.

Trovare il bello mi è più facile in questo momento, riuscendo a cogliere più rapidamente un punto d’appoggio per sollevare il mio mondo e facendo leva sul senso di unità della vita che solo l’eresia della separatezza ci porta a negare nei momenti di difficoltà. È facile quando stiamo bene trovare il bello, le cose vanno come noi vogliamo e siamo anche magnanimi nei confronti altrui, riconoscendo delle qualità che altrimenti verrebbero negate. Molto più difficile quando le cose sembrano andare male e allora ci ritroviamo a fare i conti con degli aspetti che avremmo voluto allontanare da noi stessi.

La meditazione mi ha aiutato molto, dandomi la possibilità di osservare gli eventi con una percezione diversa. Stanco di lamentarmi ho attratto l’esperienza del Raja Yoga che mi ha aiutato nel costruire una mente che mi permettesse maggiore stabilità nelle mie percezioni. Le emozioni sono divenute più distaccate e le paure hanno gradatamente perso il loro attaccamento, in questo modo il rapporto tra ciò che penso e quello che agisco è divenuto più coerente. Non è solo forza di schiena o di volontà che fa accadere questo, ma il lavoro costante di una disciplina che orienta gradatamente la coscienza verso l’anima.

La percezione del tempo è mutata, prima non passava mai, ora invece scorre ad una velocità supersonica, al di là dei tempi che stiamo vivendo e che sono accelerati di loro. Aver cominciato a meditare secondo quanto descritto in precedenza ha sancito una aspirazione nel contattare i veri moventi del proprio agire. Prima era più un mantenimento delle cose, timoroso che cambiassero malgrado lo desiderassi ma incapace di assumermi fino in fondo le responsabilità che questo atteggiamento avrebbe comportato. Ora desidero che le cose cambino e, sembrerà un controsenso, ma godo maggiormente di ciò che sto vivendo.

Trovare il bello è più facile quando accetti che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Tutto è più semplice quando osservi ciò che si ripete come la possibilità d’imparare a fare meglio le cose, così da aggiungere coerenza al proprio agire senza porre ostacoli dettati dall’ignoranza. Ogni momento è diverso, frammento di ciò che è stato agito nel passato. Non esiste evento che non possa essere compreso se non attraverso il riconoscimento delle cause poste nel passato. Il fatto di non possedere una coscienza integra che permetta di accedere a queste informazioni non significa che non esistano. La massima giuridica “ignorantia legis non excusat”, che potremmo tradurre con “l’ignoranza non è ammessa”, vale anche nelle nostre vite dove sì siamo ignoranti, ma questo non deve divenire una difesa ad oltranza per ogni nostra azione.

Trovare il bello è più facile quando hai più chiaro che non esiste nulla di separato. Sarebbe come se una cellula dei polmoni si disinteressasse di ciò che avviene nel pancreas ritenendo non rilevante tutto ciò, semplicemente perché avviene in un altro universo. L’ignoranza non è ammessa perché la mancanza di conoscenza non impedisce al karma di manifestarsi. Lo stesso accade per gli esseri umani, i quali ritengono di isolarsi per preservarsi senza rendersi conto di alimentare la separazione nella vita.

Avere un po’ più chiaro tutto questo mi dà la forza di trovare il bello. Anche se a volte lo scavare è più profondo sono sempre più certo che il senso di unità della vita debba essere preservato a scapito delle proprie ragioni. Se vi capiterà di sprofondare nel vostro lamento e nella recriminazione fate leva su quanto detto in precedenza, affermate in voi il senso di unità ristabilendo legami con la vita e con le persone che amate. Come dice l’antico adagio l’unione fa la forza e la somma, in questo caso, non è 1 + 1 = 2 ma molto, moooolto di più. Vi rimando alla seconda parte di questo articolo, prossimamente su questo bellissimo portale.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.