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Soppesare e misurare per trovare la Via di mezzo

la Via di mezzoL’interpretazione astrologica delle Fatiche di Ercole da parte di Alice A. Bailey è per me fonte di ispirazione, un testo che sfoglio sempre volentieri, perché rileggerlo mi aiuta a trovare quella quiete che, a volte, risulta essere maggiormente in pericolo. Viviamo tempi nei quali, la presenza è quantomai difficile da radicare, continuamente alle prese con i venti impetuosi di una personalità che non vuole “perdersi” nell’abbraccio amorevole dell’anima.

In questa occasione sono stato attratto dal segno della Bilancia e dalla fatica che Ercole compì per catturare il feroce cinghiale di Erimanto, forse perché il soppesare e misurare, caratteristiche di questo segno hanno lo scopo di stabilire equilibrio, d’altra parte chi non lo ricerca nella propria vita. La Bilancia è un segno d’aria, l’elemento della mente, il ponte ideale che ci consente di giungere all’anima imparando a scegliere con intelligenza “la via che passa fra le due grandi linee di forza”.

Ma quanto è difficile stare in equilibrio? Soprattutto in un contesto nel quale, tutto sembra concorrere affinché non possa avere spazio nelle nostre vite. Eppure stiamo andando in questa direzione, perché, seppur indimostrabile, tutto ciò che ci accade deve essere considerato come attività che tendono all’equilibrio, attività che impediscono il proseguimento delle condizioni che producono squilibrio. L’armonia deve essere restaurata nell’uomo, in assenza di ogni percezione punitiva.

Le scelte, per l’essere umano, risultano sempre difficili da compiere, sempre alle prese con percorsi tortuosi per trovare una situazione ideale e perfetta che non potrà mai aderire completamente, e direi per fortuna, alle nostre illusioni così cariche di aspettative. Egli non comprende pienamente il senso di tutto questo, squilibrandosi oltre misura per poi cristallizzarsi più del dovuto. Soppesare e misurare non debbono mai mancare, ma per trovare la Via di mezzo bisogna agire senza indugiare troppo.

Tutto è importante e nello stesso tempo non lo è, la vita è una illusione ci dicono, ok va bene sono d’accordo, ma poi il quotidiano ci mostra la distanza fra ciò che abbiamo compreso razionalmente e quello che ancora ci manca per rendere tutto questo esperienza concreta nella materia. L’importante è darsi una “mossa”, perché divenendo responsabili della propria ricerca di equilibrio si correranno meno rischi.

Che cosa significa questo? Che bene o male la vita tende all’equilibrio, quindi, se gli diamo una mano mettendoci per strada, favoriremo l’insorgere della via di minore resistenza, quella via di mezzo fra gli estremi che ci parlano di Rajas e Tamas, attività e inerzia, in questo caso visti come limite perché vissuti in maniera integralista. Ci vuole più cedevolezza, così da predisporci alla vita con morbidezza facendoci plasmare da essa.

Alla fine, Ercole ha poi catturato il cinghiale, arrampicandosi sino in cima ad una montagna, con il problema però di portarlo a valle, problema risolto immediatamente con l’intuizione di afferrarlo per le zampe posteriori a mo’ di carriola tra l’ilarità generale. Il segno della Bilancia, sempre secondo Alice A. Bailey, possiede l’abilità di trovare soluzioni insolite, e Ercole porta a termine il compito assegnatogli rendendo il feroce cinghiale oggetto di ridicolo.

Che cosa ci può voler dire tutto questo? Che con una piccola modificazione della prospettiva e della propria percezione, molte esperienze che riteniamo terribili, si possono trasformare applicando un benefico senso dell’umorismo. Questo non vale solo per il segno della Bilancia, niente scuse dunque, qui siamo tutti sulla stessa barca, non si può indugiare oltre sul soppesare e misurare, se no affonderemo con tutto il nostro carico di aspettative illusorie.

Tanta forza ci vuole per avvicinare un po’ di più Cielo e Terra, lo Spirito alla Materia, così da ritrovarci in una condizione di maggiore equilibrio da donare anche al prossimo, magari facendolo con maggiore leggerezza, anche questo da donare al prossimo che ne sarà ulteriormente grato. Meno grevi e più ironici, potrebbe divenire un motto da applicare in questo 2016, con il rischio che le cose vadano meglio, visto che la nostra prospettiva, assieme alla percezione, saranno mutati inevitabilmente dai moti ondosi della nostra anima.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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