Quello che dice la voce

Conosciamo tutti molto bene il valore e il significato della voce come mezzo di espressione e di comunicazione, la voce è il nostro suono, la somma di tutte le note che il nostro essere è capace di manifestare, in modo consapevole, oppure no. La nostra voce porge al mondo la nostra essenza e per quanto noi possiamo modulare o cambiare come ci piace il tono che usiamo, non riusciremo mai a nascondere la verità che sta dietro le parole, non riusciremo a ingannare l’orecchio del cuore. È incredibile la moltitudine di possibilità che la voce ci offre per esprimere i nostri sentimenti, per dare sfogo ai nostri impulsi, o per tradurre in parole i nostri pensieri. Come i tasti di un pianoforte le corde vocali sono toccate dalla vibrazione del suono di dentro che diventa immediatamente quello di fuori. Limpido o graffiato, puro o subdolo, forte o debole, morbido o pungente, soffocato o libero.

La voce indica con chiarezza la distanza che ci separa dall’unità, ci dà la misura della nostra coerenza, svela le maschere della personalità e dice al mondo quello sta succedendo dentro di noi. Anche se noi non ce ne accorgiamo. Accade così che il lupo si travesta da agnello o che il leone si senta un topolino, che il coccodrillo si finga un lombrico, che il dolore sia nascosto, che il piacere sia represso, che la rabbia sia controllata, che l’insicurezza sia camuffata o che il potere sia inibito. Ciò che è detto però contraddice ciò che è sentito veramente, non riflette ciò che si muove davvero nella coscienza, e allora la voce s’incrina, acquista strane sfumature, deflette o s’impenna, tradisce uno sforzo innaturale, non è armoniosa, diventa stonata, stride. Così anche un messaggio apparentemente banale può trasmettere un mondo di informazioni, il contenuto neutro di un discorso annunciato da una vocina affettata può svelare una voragine di distruttività tenuta nascosta.

Non è un processo alla voce, è un invito all’ascolto, soprattutto di sé. Poche frasi per comprendere quanto sia utile sentire che aria tira nella nostra coscienza, per comprendere l’importanza di un cambiamento, per riconoscere la verità e forse la necessità di una trasformazione. Difficile essere soddisfatti della propria voce, così come siamo generalmente insoddisfatti dell’immagine che abbiamo di noi stessi. Non è una tragedia, è l’ago della bilancia che ci dice da dove cominciare per migliorare le cose. È la possibilità di prendere atto della realtà così com’è e non come diciamo che sia, uno dei tanti strumenti che la Vita ci offre per imparare a dire parole nuove, per ascoltare dentro di noi la musica dell’Anima e, perché no, iniziare a cantarla.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.