Possibile che me li cerchi col lanternino?

Possibile_che_me_le_cerchi_col_lanternino300_0Abbiamo visto, in precedenza, come si crei un trauma all’interno della coscienza e di come la vita che viviamo sia il prodotto di una lunga serie di esperienze che ci hanno portato, vita dopo vita ad essere quello che siamo oggi.
A tutti è capitato di notare, nella propria esistenza, la ripetitività delle esperienze, cioè di ritrovarsi spesso nella medesima situazione e di chiedersi come mai questo sia possibile, irritandosi per il fatto di non riuscire a trarre insegnamento dal passato. Consoliamoci: la cosa non è così semplice. Per nulla. Come dicevamo in un precedente articolo, un trauma si forma come conseguenza ad un’esperienza di vita che ha provocato una profonda sofferenza, nei confronti della quale siamo stati incapaci di reagire in maniera accogliente, saggia ed imperturbabile. Ponendo come assioma che tutto ciò che esiste è energia e che noi stessi siamo il risultato di un intreccio di flussi energetici (che non stiamo ora ad indagare ma di cui potete trovare ampie ed approfondite spiegazioni in questo portale), anche il nostro trauma sarà energia di una certa qualità.

Adesso viene il bello: questo quantitativo energetico non viene distrutto ma rimane registrato nella coscienza e, nelle successive incarnazioni, continuerà ad essere attivo generando in noi dolore e utilizzando modalità che, a prima vista, potrebbero sembrare le più disparate ma che in realtà seguono un disegno preciso, perfetto.
Come facciamo ad eliminare questo “tumore”? Il primo passo è rendersi conto di averlo e non è cosa da poco. Infatti tendiamo ad accusare gli altri, la vita, il Fato di ciò che ci succede non sapendo che quello che abbiamo davanti è il prodotto di ciò che siamo.
Semplificando al massimo: come faccio a capire che non devo rubare e che questo provoca sofferenza? Verrò derubato fino a che, nel mio io più profondo, sentirò il desiderio di evitare agli altri il dolore che questo tipo di azione comporta. “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” diceva il Maestro.

Voi direte: “Ma cosa c’entra questo col fatto – per esempio – che mi trovo sempre degli uomini che mi lasciano per un’altra ( o vice versa ) nonostante io sia buona, bella, generosa, affettuosa ecc, ecc?” Probabilmente, guardando con occhio attento, la suddetta persona si comporta nello stesso modo in un ambito delle sue relazioni, senza rendersene assolutamente conto. Probabilmente non riesce assolutamente a collegare la sua mancanza di rispetto nei confronti degli altri con il fatto che “le altre donne ( o i suoi fidanzati ) non hanno rispetto per il suo rapporto”.

Come farà quindi a rendersi conto che quell’energia le appartiene? Dovrà subirla più e più volte, e per fare questo la vita la metterà in situazioni simili le une alle altre, farà in modo “che se li cerchi col lanternino” fino al momento in cui riuscirà a rendersi conto che la mancanza di rispetto le appartiene, provoca sofferenza e si manifesta in un’infinità di modi e sarà in grado di non agire più quell’energia distruttiva.

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Maria Luisa Valentini

Maria Luisa Valentini

Nata a Modena, dopo il liceo classico nel 1986, consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’università di Bologna. Dal 1988 insegna inglese nella scuola secondaria di secondo grado. Nel 2000 inizia il suo percorso di ricerca all’interno dell’associazione Atman studiando Raja Yoga, frequentando la scuola per terapeuti esoterici Energheia ed il master di approfondimento Agnihotri. Attualmente, è insegnante di Energheia presso la sede di Modena.