Oggi si replica

oggi si replica“Oggi si replica”: questo si scrive sui cartelloni degli spettacoli teatrali e questo avviene nei comportamenti che replichiamo ogni giorno, in bene e soprattutto in male,nella nostra commedia quotidiana. Non serve esporre il cartello, replichiamo comunque, nel duplice senso di ripetere meccanicamente gli stessi copioni nelle parti di uno spettacolo ammuffito oppure nel senso che comunemente viene inteso come un diritto … di replica, appunto.

A ben vedere la ruggine che consuma le nostre giornate con le solite repliche recriminatorie, è la stessa che ci impedisce uno slancio liberatorio verso modi i essere e comportamenti scelti con intelligenza e autonomia e che non siano invece di seconda mano. Quella della replica infatti è un’abitudine ripetitiva, priva di immaginazione, che colpisce soprattutto chi ha scarsa fiducia in se stesso e nemmeno tenta di prendere in considerazione le proprie qualità o l’ampiezza di risorse della Vita.

Perché ripetiamo spesso senza averne consapevolezza le parole o le azioni di altri, incorporandole al nostro personale vissuto senza un poco di discernimento? Modelli … transfert … proiezioni … senso di aggregazione di ovina memoria o spirito di massa che in maniera epidemica diffonde circuiti demenziali che solo pochi scelgono perché siano poi adottati da (quasi) tutti gli altri? Sono molto interessanti gli insegnamenti yogici al riguardo: la dinamica poggia sulla intensità e le frequenze di una determinata impressione, buona o cattiva che sia. Nel primo caso non viene intaccata la libera scelta, nel secondo caso la scelta è coatta, ossia viene indotta attraverso repliche infinite dello stesso messaggio e viene così indirizzata verso i comportamenti relativi. Nell’una e nell’altra situazione la questione è essenzialmente energetica: sappiamo tutti che l’unione fa la forza, ma forzare le cose è come gettare l’amo a chi non è in grado di accorgersi del pericolo di essere illecitamente condizionato e manipolato. Dall’altro lato è come una chiamata alle armi che si fonda sulla libertà e su un consenso responsabile, consapevole. Nessuna pressione dunque, nessuna violazione alla libera scelta di unire le forze.

Se continuiamo a consentire repliche senza porre attenzione corriamo il rischio di disperdere molte energie,anziché rinnovarle. Si può vivere anche senza repliche, si può inventare qualcosa di nuovo, si può scoprire l’inesplicabile! Ma a noi piacciono le sicurezze effimere delle reiterate abitudini , non ci va di rinunciare alle piccole certezze ripetute per affrontare e superare senza scorta alcuna i trecentosessantacinque gradini diurni e altrettanti notturni della scala che sale al Mondo del Fuoco *. Su questa scala ogni gradino eleva più di quello che lo precede, non c’è affollamento, non ci sono repliche. Come non replica il viandante del cuore che non passa due volte sulla stessa via o come il saggio non richiama due volte la stessa ignoranza.

Se dunque le repliche coprono di polvere la sostanza mentale e portano al fallimento creativo, se sciupano il tempo in convenzioni banali e allentano la tensione dello spirito, qual è l’antidoto? Voi che dite? Che sia nel riconoscimento di ogni attimo come il seme divino di una nuova creazione?

*Mondo del Fuoco 2- M. Morya- ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.