Non lo so

non lo soCerte volte capita di parlare con leggerezza di cose che non si conoscono e si sfoggia una cultura che sa tanto d’ignoranza. Molto più corretto sarebbe un sincero “non lo so”. La franca ammissione d’ignoranza è già una via di conoscenza * e offre immediatamente la possibilità di apprendere ciò che non si sa ancora. Ci sono poi situazioni in cui il “non lo so” dipende effettivamente dalle circostanze che non si conoscono, dagli eventi che stanno evolvendo e perciò non si è certi di come andranno le cose e non si è in grado di decidere con sicurezza il da farsi. In questo caso “non lo so” è come una momentanea sospensione di giudizio o di attività ed ha una connotazione positiva, è un saggio astenersi da frettolose azioni e imprudenti valutazioni. Se poi uno non sa e dice di sapere, oppure sa e dice di non sapere… allora è un bugiardo!

Ma il “non lo so” che vorrei mettere in evidenza è quello dell’eterno indeciso che oscilla da una parte all’altra senza mai prendersi la responsabilità di una posizione inequivocabile. È quel “non lo so” che se fosse invece un chiaro proposito, un intento ben affermato, cambierebbe le sorti del mondo e soprattutto sarebbe molto utile a chi cerca di costruire secondo un accordo comune. Quali vantaggi può trarre l’indeciso dalla sua incertezza, oltre al piacere di dondolarsi come un batacchio di ovatta in una campana che non suona? Avrà le sue ragioni… gli servirà del tempo… non vorrà farsi male… sta cercando un ritmo?! Chissà! Sicuramente riesce sempre a tenere i suoi interlocutori appesi, in attesa del grande evento, quando lui (o lei) saprà, dirà, si esprimerà! È un subdolo ricatto energetico, è un modo ambiguo per fermare anche gli altri, oltre che se stessi. Sistema efficacissimo per irritare. E siccome diciamo sempre che l’albero si vede dai frutti… facciamo presto a trarre qualche conclusione! Magari immaginando un bel “palchetto” dal quale l’indeciso promana i suoi “non lo so” tenendo in basso i suoi sudditi col naso per aria, incollati là, in attesa di una benedizione di certezza che non arriva mai. Intanto la vita non scorre e il male si compiace dei suoi risultati. Comunque offro la mia comprensione a chi è alle prese con un Quarto Raggio da gestire!

Però… però… qualche svantaggio l’indeciso ce l’ha… anche grave! Chi si affligge perennemente con il suo ritornello “non lo so” deve stare bene attento a chi invece lo sa, eccome! E potrebbe approfittare dell’incertezza altrui per invadere il campo influenzando in maniera più o meno subdola la coscienza dell’irresoluto! Purtroppo sono inimmaginabili le conseguenze del lasciarsi inondare dalla spinta di persone o situazioni  a cui non si è stati in grado di rispondere con consapevole chiarezza!!

Allora occhi aperti! Indeciso… deciditi! E se non lo sai… sappilo!!!

*“CUORE”, 417 – M. Morya – ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.