Non ho tempo ma questo è il mio tempo – prima parte

Il tempo, non quello meteorologico, non basta mai, e qualcuno a suo tempo disse che chi ha tempo non aspetti tempo. La difficoltà sta nell’integrare tutto questo sino a renderlo completamente coerente, difficoltà che è tale nel momento in cui la personalità è ancora molto vitale opponendosi alla necessità di un tempo che non corrisponde mai alle proprie aspettative, cercando, in questo caso, di imporlo al prossimo, con il risultato che questo tempo sarà sempre più difficile da digerire.

Il tempo mette ansia, agitazione, preoccupazione, e chi più ne ha più ne metta; la paura di non ottemperare a ciò che la vita ci mette davanti, e che sentiamo necessario, a volte tracima in maniera debordante, lo stesso dicasi per tutto ciò che vogliamo a tutti i costi evitare creando travagli a non finire che non porteranno a nessuna nascita, generando frustrazione e risentimento. Eppure la vita nel suo complesso è semplice, basta fare ciò che ci propone al meglio delle nostre possibilità.

Belle parole non c’è che dire, ma di fronte ad una personalità scalpitante come un purosangue da domare, la prova è certamente ardua, ma bisogna pur far qualcosa davanti a tutto questo, non certamente scappare, poiché non estinguerebbe le cause che hanno portato a quell’azione. Meglio quindi fermarsi un attimo e sostare davanti alla propria ignoranza trasformandola, se possibile, in azione, così da creare quella conoscenza che estingue la sofferenza, compiendo il Sentiero Spirituale con sempre maggiore consapevolezza.

A questo proposito, per quanto mi riguarda, sta cambiando la percezione del Sentiero Spirituale, un tempo ritenuto molto più complesso e bisognoso di chissà che cosa, mentre ora mi sono messo un po’ più quieto, cercando di guardare meglio dove sto mettendo i piedi, perché da questo dipende il futuro del mio cammino, un futuro che non può non basarsi che su quello che sto seminando in questo momento.

In poche parole assottigliare lo spazio fra pensiero e azione, oppure in altro modo, come detto in precedenza, sostare davanti alla propria ignoranza senza recedere da ciò che la vita ci pone davanti, per colmarla, questa benedetta ignoranza, rimanendo l’unica cosa sensata da fare. Questo è l’unico modo attraverso il quale migliorare il proprio rapporto con il tempo, riconoscendo in esso la giusta tempistica con la quale la vita desidera migliorarci, malgrado il nostro puntare i piedi davanti a questa possibilità.

Arrivare a comprendere che in ogni momento viviamo il nostro tempo, e che la sofferenza deriva dal fatto che cerchiamo di vivere tempi non nostri, ma che secondo le nostre aspettative sarebbero molto gratificanti, non sarebbe male come punto di partenza, “purtroppo” non siamo strutturati per questo, ma che importa, secondo la nostra ignoranza, meglio incentivare ciò che conosciamo meglio, cioè il disagio. Si fa con quello che c’è, oppure come diceva mia nonna, un fatto fatto è meglio di uno da fare cercando di tenersi puliti sotto.

Ecco partirei da qui, mi rilasserei, le cose vanno meglio quando non le imponiamo, sia con un atteggiamento aggressivo ed evidente, oppure nascosto, ma non per questo meno aggressivo, quindi no paura che produce paralisi impedendo di muoverci così da cogliere in ogni esperienza che ce la possiamo fare, visto che non ci manca nulla di ciò che ci occorre.

Ma non finisce qui… vi aspetto per la seconda e ultima parte di questo articolo.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.