Luce e Tenebra

luce nelle tenebreOggi parleremo di alchimia spirituale.

L’alchimia è un processo naturale della vita, tutto è in continuo movimento, e il movimento produce mutamento. Anche a livello umano ogni esperienza produce consapevolezza, poca o tanta che sia, ma qualcosa cambia sempre.

Al principio, quando lo spirito aleggiava sulle acque, non vi era ancora la creazione. Poi lo spirito ha espresso la volontà di essere e, tramite il Verbo, si è immerso nella materia, dando inizio alla creazione. Attraverso il Verbo tutte le cose sono state create, ma il Verbo è ancora in azione e la creazione è in divenire. L’universo sta evolvendo. In esso lo spirito realizza le sue potenzialità attraverso la materia, che resiste e allo stesso tempo si lascia plasmare, dando origine a tutte le forme passate, presenti e future.

Hegel ha affermato che la vita è dialettica tra tesi, antitesi e sintesi. Questa è alchimia, il rapporto tra tesi e antitesi produce la sintesi, che è qualcosa di nuovo, che a sua volta sarà una nuova tesi che avrà la sua antitesi e produrrà una nuova sintesi.

Lo stesso avviene nel rapporto tra spirito, materia e consapevolezza. Lo spirito crea attraverso la materia, e questa esperienza produce consapevolezza di ciò che si è fatto. La materia stessa diventa più consapevole e reagisce in modo più evoluto alla volontà dello spirito, consentendo esperienze sempre più elevate, che producono a loro volta maggiore consapevolezza… tesi, antitesi e sintesi.

Nella manifestazione questa dualità spirito/materia assume infinite forme: Yin e Yang, maschile e femminile, più e meno, bene e male, luce e tenebra.

Non può esserci luce senza tenebra, e viceversa, come non può esistere il bene senza il male, perché altrimenti non ci sarebbe dialettica, e di conseguenza non ci sarebbe evoluzione.

Allora non dobbiamo “odiare” il male, o chi agisce il male, perché altrimenti ci mettiamo sullo stesso piano e, col nostro odio, lo alimentiamo.

Quando sperimenterete le Leggi della vita vedrete chiaramente che “il male fa male”, e proverete compassione per chi ancora agisce in quel modo, accumulando quel tipo di karma. Applicherete invece le tecniche a vostra disposizione per radicare sempre di più il bello il buono e il vero fuori e dentro di voi.

La tenebra è la condizione nella quale necessariamente si vive nei primi stadi dell’evoluzione, quando l’aura è poco espansa e può vibrare solo alle frequenze più dense. A causa di un’aura così limitata la persona non può che provare emozioni e pensieri egoistici, quindi limitati.

In questo stadio la crescita avviene attraverso il sentiero del dolore, che produce l’esperienza necessaria a realizzare quella alchimia di cui parlavo prima. L’aura pian piano si espande e progressivamente arriva a rispondere alla luce dell’anima.

 

L’uomo comincia a percepire la differenza tra ciò che è denso e ciò che è elevato, tra il male e il bene, e spontaneamente nasce il desiderio di radicarsi nella luce… si chiama aspirazione. L’aspirante è colui che cerca gli strumenti adeguati per elevare la coscienza e… chi cerca trova.

Arrivato? Faccio yoga e quindi sto bene?

Non è sempre così, e ora cerchiamo di capire il perchè.

Lo yoga è sicuramente un ottimo strumento per arrivare a stare meglio, perché ti insegna ad affrontare le cause della sofferenza e a liberartene, però questo avviene nel tempo, attraverso un “lavoro” su di sè che a volte può essere percepito come doloroso. Come mai?

L’elevazione della coscienza, avviene esponendo alla luce le proprie parti più scure. Immettere frequenze elevate a contatto con ciò che è denso, lo trasforma. Questo è l’effetto reale che la meditazione, e anche la preghiera, hanno sulla nostra aura.

E allora perché alterno momenti di beneficio ad altri di sofferenza?

Perché per la tenebra la luce è dolorosa. La sofferenza dipende in cosa siamo identificati. Se siamo ancora attaccati alle nostre parti più buie, la luce che cominciamo a manifestare può spaventarci. Quello che ci fa soffrire non è certo il contatto con l’anima, che è gioia, ma la paura di rinunciare ai propri attaccamenti distorti. La paura di affrontare qualcosa di nuovo ci fa andare bene quello che abbiamo, anche se magari non ci piace. Questa nostra resistenza al cambiamento produce attrito nei confronti della vita, che invece vuole fluire, e questo lo viviamo come sofferenza.

Se vi ascoltate troverete una parte in voi che vorrebbe continuare a vivere secondo i propri meccanismi, senza sapere che sono creati ad arte da una immagine karmica, la quale spinge a vivere proprio quella sofferenza dalla quale vorreste fuggire. Quella che soffre è l’immagine karmica che non vuole morire, ma sappiate che la sua morte sarà la vostra nuova nascita.

Quando, come Maria, riusciremo a dire “sia fatta la Tua volontà”, troveremo il Regno dei Cieli.

Il Raja Yoga favorisce l’alchimia spirituale attraverso la meditazione e l’ascolto di sé. Aiuta a maturare il distacco in modo più equilibrato e possibilmente meno doloroso. Tutti dobbiamo evolvere, tutti arriveremo all’illuminazione, quello che può essere modificato è il “come”.

Le tradizioni tramandate da millenni ci hanno sempre mostrato la via “migliore” per compiere il nostro dharma, per fare quello che c’è da fare, che tanto è da fare comunque. Ecco, se c’è qualcosa di doloroso è proprio questo nostro recalcitrare nei confronti della vita.

Allora capite che la liberazione è facilitata sicuramente dalla meditazione, ma passa anche attraverso l’accettazione di sé, della propria vita, del proprio posto, del proprio ruolo, in una parola, l’accettazione del Dharma. In questo modo smetti di opporti alla vita, inizi a fluire con essa, trovando luce, armonia e pace.

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.