Le paure

Le PaureUn giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c’era nessuno. Martin Luther King

Le paure sono dettate dalla nostra ignoranza, senza la quale non potrebbero esistere, infatti, sono proprio le esperienze che non abbiamo ancora vissuto che le alimentano, esperienze che l’essere umano teme perché rappresentano l’ignoto, mari della propria coscienza che non sono ancora stati solcati.

L’ignoto ha da sempre affascinato l’essere umano, mondi sconosciuti che nello stesso tempo teme, ma che non può non vivere, venendo sospinto verso un cambiamento che verrà sempre più percepito come ineluttabile. Non si può non puntare i piedi fino ad un certo punto poi, quando le “suole delle scarpe” cominceranno a consumarsi, opporremo sempre meno resistenza, così da scivolare all’interno di ciò che, finalmente, saremo in grado di discriminare attraverso l’esperienza.

Le paure paralizzano perché temono che si possa guardare altrove, riconoscendo che la portata di ciò che stiamo vivendo comporta un “rischio” accettabile, alimentando in noi quella fiducia che è sinonimo di libertà. Le paure non vogliono questo, temendo di non ricevere più quanto necessario per la loro sopravvivenza, un cibo talmente pesante da digerire, al punto tale da bloccare la digestione, e con essa quel calore che ha nelle sue corde la capacità di assimilare, trasformando il cibo in movimento, e il movimento in esperienza da cui ne deriverà consapevolezza.

Esiste un tempo nel quale le ombre prevalgono sull’oggettivo, ombre nelle quali ci identifichiamo percependole talmente ampie da ritenere di non poterle affrontare. Per lungo tempo esse prevalgono perché alleate dell’ignoranza, la cui “forza” ci fa scendere a compromessi per un quieto vivere frutto delle illusioni. Per lungo tempo si cercano vie di fughe, perché si ritiene possano essere la vie che ci metteranno in salvo… salvo poi ritrovarsi davanti alle stesse paure che volevamo scrollarci di dosso, paure a cui avremo dato il tempo di riorganizzarsi, consentendo loro di proiettare mondi che vogliono distorcere la realtà.

Le paure sono fatte così, prima o poi busseranno alla nostra porta, e se rimaniamo seduti busseranno ancora più forte, alimentando in noi quelle paure che cercano di espandere il loro dominio all’interno della nostra coscienza. In questo modo, alzarci dal divano diverrà sempre più difficile, sino al punto di sentire il bisogno di mimetizzarci con l’arredamento per non essere trovati, e non dover affrontare ciò che riteniamo sia inaffrontabile.

Tutto questo senza avere peraltro elementi che ce lo confermino, se non la morsa disagevole di alcune parti della nostra coscienza che hanno paura, e che cercano di insinuare la percezione di inadeguatezza che paralizza ogni possibilità di espressione. Si forma un nodo in gola, un nodo che impedisce alle energie di arrivare alla possibilità di dare voce allo spazio causale della nostra coscienza, luogo di manifestazione della nostra anima.

Perché fasciarsi la testa prima del tempo, abbiamo visto che non andare ad aprire alle paure è ancora peggio, quindi, che cosa abbiamo da perdere nel trovarci vis à vis con le parti della nostra coscienza ancora ignoranti? Secondo me abbiamo solo da guadagnarci, se poi decideremo che ad andare ad aprire dovrà essere la nostra anima, saremo sicuri di non trovare nessuno, perché la “presenza” estingue ogni timore.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.