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L’amore ai tempi della materia

Ah, la materia! Così potrebbe recitare il primo verso di una tragedia sulla vita umana. La materia da qualunque punto la si osservi rimane il tormento e l’estasi del genere umano. Scienza e religione si possono rappresentare come due facce della stessa medaglia di un cattivo rapporto con essa. Gli scienziati si affannano a ricercare nell’infinitamente piccolo i misteri di una vita che si svela soltanto a chi ne accoglie la spinta vitale. Secondo la scienza dello yoga, soltanto la visione pura può rivelarci come nella materia siano presenti quei modelli, le Potenze della Vita, che ci connettono direttamente con il Cielo. D’altra parte le pratiche religiose non hanno mai avuto un gran rapporto con il corpo nonostante Gesù lo abbia definito il Tempio dello Spirito. Oltre ai picchi della macerazione della carne, il corso della storia ci ricorda come le più svariate dottrine di salvezza trovavano un punto di contatto nel disprezzo della materia. Se vogliamo salire in alto per godere del panorama non mi sembra molto utile tagliare le radici dell’unico albero che adorna il nostro giardino.

Comunque di questi tempi lo sport più in voga consiste nel plastificare la materia, conservarla per più tempo possibile in una rigida forma prestabilita. Invece la bellezza della materia consiste proprio nella capacità di modificarsi e di lasciarsi imprimere. La materia si fa plasmare e contiene il ricordo del contatto ricevuto, come un vaso dopo essere stato modellato dalla terra contiene l’acqua versata. Grazie alla memoria della materia possiamo evolvere osservando quello che abbiamo prodotto. Ogni volta la materia, instancabile, risponde agli impulsi e ci rimanda la nostra opera. Così possiamo orientare il fare, correggere comportamenti e modificare abitudini che altrimenti tenderebbero a rincorrersi sempre uguali a se stesse, noiose come un film già visto molte volte.

Nasciamo, cresciamo e invecchiamo nella materia. I pensieri come le emozioni sono composti di una qualche gradazione di materia, che si presenta più sottile di quella che consideriamo tale tanto che i nostri sensi fisici non riescono ad interfacciarla, ma sempre di materia si tratta. Siamo immersi in questa matrice dalla duplice faccia: ci ingabbia come il peggiore dei tiranni oppure ci accoglie come una madre amorevole che vuol proteggere il proprio figlio. Nel mezzo, fra i due estremi appena esposti, vi sono tante sensazioni che colorano la nostra vita vissuta in punta di piedi tra la ribellione e l’accettazione.

Proprio per questo viene difficile negare che siamo attratti dalla materia. Ci incuriosisce, ci fa provare piacere e facciamo fatica a distaccarcene. Ne siamo forse innamorati? Bene dichiariamoci pure, ma facciamo di più, contattiamo la nostra essenza affinché questo incontro divenga qualcosa di più di una serie di momenti fugaci, inanelliamo ogni attimo attraverso un battito del cuore che unisce. Cediamo sempre più consapevolmente alla spinta vitale, lasciamo andare le paure e le ritrosie, così saremo inondati da una crescente energia che pervaderà ogni stanza della coscienza. Magari adesso è venuto il momento di riuscire ad amare la materia dei veicoli della personalità, di irradiarla con tutta la luce di cui siamo capaci. I nostri corpi, come le piante, ricercano la luce, diamogliela senza risparmiarci, dove non arriviamo ci viene in soccorso il Cielo, l’anima è il sole che riscalda ogni corpo.

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
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