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L’ambizione

ambizioneIl tema di questo articolo è l’ambizione e allora apro il mio vecchio dizionario Zanichelli che mi informa che siamo in presenza di una parola di origine latina il cui etimo èambitio, cioè andare in tutte le direzioni con la voglia di ottenere nuove cose. L’ambizione è la voglia di migliorarsi ed ognuno lo farà secondo le sue possibilità, scontrandosi con il proprio interesse personale che raramente si abbina ad una visione più ampia della vita, la quale tenga conto delle altrui necessità.

Siamo portati a pensare che l’ambizione si riferisca solamente al mostrare chiaramente i propri desideri cercando di realizzarli, invece questa parola possiede molteplici sfumature quante sono le esperienze che ogni essere umano dovrà compiere. Alla base dell’ambizione troviamo il desiderio di realizzare la nostra vera natura identificandoci nell’Anima, la quale rappresenta la meta del nostro compimento umano, poi è tutta strada come si suol dire, dovendo rimuovere ogni impedimento al fluire dell’Anima.

A volte gonfieremo il petto e partiremo “lancia in resta” nel far valere le nostre ragioni, mentre in altri momenti vivremo un senso d’inadeguatezza tale da aver timore anche della nostra ombra, ed anche in questo caso avremo ragioni da vendere perché ambiremo ad un quieto vivere che tenderà anche in questo caso a soggiogare l’altro. Ci vuole tanta pazienza nel vivere questa frizione che porterà a consunzione tutto ciò che ci tiene ancora lontani da un senso di unità.

In modo particolare in ambito spirituale dove orgoglio ed ostentazione, come citava Lucio Anneo Seneca, dipendono più dall’ambizione che dalla generosità. Ma d’altra parte non possiamo che accettare ed accogliere la nostra imperfezione, favorendo la possibilità di trasformazione della nostra ignoranza. Il nostro ambire scosterà gradatamente i veli che ci consentiranno di intravedere e realizzare la cooperazione.

L’ambizione personale si trasformerà in servizio, mettendoci a disposizione della vita non solo a parole. Prendendo in considerazione l’aspirante spirituale, egli sovente interpreta erroneamente come servizio la sua ambizione, il suo desiderio di essere al centro del gruppo attraverso la brama di parlare.

Quando l’ambizione e l’amore per il potere sono sostenuti dal desiderio sfrenato e mancanza di scrupoli, rappresentano il limite da affrontare per coloro che usano la volontà, una forma cristallizzata dei conseguimenti intellettuali volti a scopi egoistici, una conoscenza messa al servizio di obiettivi della personalità per sua natura separativa ed in opposizione alla vita dell’Anima.

Nel terminare questo articolo, mi sovviene la favola di Esopo dal titolo “Il leone e la lepre”: Un leone trovò una lepre addormentata e stava già per divorarsela, quando vide passar di là un cervo, e lasciò la lepre per corrergli dietro. La lepre, svegliata da quel tramestio, balzò su e se la diede a gambe. Dopo una lunga corsa dietro al cervo, non essendo riuscito a raggiungerlo, il leone ritornò alla sua lepre, ma trovò che se l’era svignata. “Beh – disse – me lo son meritato, perché ho lasciato andare il boccone che avevo già in mano, preferendo correr dietro alla speranza di un boccone più grosso!”

La morale è che ci sono uomini che si comportano in questa maniera: non contenti dei loro “modesti” guadagni corrono dietro a più lusinghieri miraggi, senza rendersi conto che intanto perdono anche quello che hanno. La vita è oggettiva e si parte sempre da ciò che si ha dando il giusto valore a ciò che si possiede.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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