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L’afflizione, il veleno più nocivo per la vita

afflizioneConosco bene quello di cui sto per parlare: ci lotto, come se fosse un drago, da sempre.

Passiamo molto tempo a lamentarci della vita e di quello che non ci dà. Poi, un bel giorno, hai tutto il tempo che desideri, puoi realizzare i tuoi progetti, creare i tuoi sogni, e invece ti immobilizzi, come colpito da un veleno: la tua afflizione.

L‘afflizione è subdola e spesso poco chiara a chi ne è colpito. Patañjali la definisce, come un insieme di qualità, e le da il nome di kleśa, e la suddivide in:

  • avidyâ (ignoranza)
  • asmitâ (l’illusione)
  • râga (attaccamento)
  • dvesa (repulsione)
  • abhiniveśa (attaccamento alla vita e forte paura della morte)

Psicologicamente queste qualità disordinate e male indirizzate, creano ansia, paure e fobie di ogni genere, fino ad arrivare a generare vere e proprie patologie.

Il problema principale dell’essere umano, è l’ignoranza-avidyâ, cioè la mancanza di conoscenza metafisica. La nostra mente razionale ci fa credere che tutto ciò che esiste sia limitato al nostro piccolo mondo, alle esigenze del nostro io e ai bisogni avidi della personalità, a cui si collega e si alimenta l’illusione (asmitâ).

Se siamo immersi nelle esigenze della personalità, ci illudiamo di essere solo il nostro corpo fisico, un miscuglio di emozioni e un groviglio di neuroni. Niente di più nocivo e velenoso per la nostra salute. Più ci sentiamo parte di un tutto, più la nostra compassione cresce, l’empatia unisce e il cuore si apre senza paura.

Se il cuore si apre, calmo, forte e radiante, non siamo sopraffatti dagli attaccamenti (râga); il possesso, la passione e l’attrazione non mettono in crisi il nostro senso d’identità. Mentre se vogliamo essere amati a tutti i costi da tutti, se la nostra serenità è responsabilità di qualcun altro, saremo sempre infelici.

La stessa cosa vale, anche se ovviamente in maniera opposta, per l’energia della repulsione (dvesa), se siamo centrati, amiamo ed includiamo, non proviamo repulsione.

Infine, tutti abbiamo una gran paura della morte ( abhiniveśa) e di cosa ci sarà dopo. Ma anche questo è un limite, un bisogno della mente razionale di controllare la vita e trattenerla a sé.
Tutto nel mondo fenomenico è relativo e ogni cosa è impermanente, quindi perché preoccuparsi?
Lo so, so di cosa parlo, sono forze, e queste forze insieme sono forti, creano l’afflizione, uno stato di immobilità che produce marciume nelle nostre vite.

Possiamo però imprimere la nostra voglia di vivere e servire, come energia uguale e contraria a questa stasi corrosiva. Possiamo crearci in ogni momento un nuovo antidoto al veleno dell‘afflizione e creare consapevolmente qualcosa di utile a noi e a chi ci circonda.

Io, per esempio, senza accorgermene, ho appena fatto un antidoto alla mia afflizione: ho scritto questo articolo!!!

Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.
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