La vita ci vuole migliorare

Le cose non vanno come noi vorremmo, i risultati non corrispondono alle nostre aspettative, le energie profuse ci appaiono superiori a quanto ottenuto facendo emergere lo sconforto? Nessun problema, la vita ci comunica semplicemente che si può migliorare. Peccato per quella parte di noi che si riteneva perfetta e che fa fatica a scendere da quel predellino sul quale era salita per “immolarsi” a “beneficio” del prossimo, definendo spazi e confini di una azione che non ammette modificazioni di sorta, della serie si fa così punto e basta! Perché pensavate forse che vi fossero altre modalità?

Siamo imperfetti, e almeno razionalmente la cosa è sancita, a meno che non possediamo un ego che fa capoluogo di provincia. Tutto tende al miglioramento, e anche questo bene o male fa parte delle nostre corde, ma siamo certi che nell’impero della nostra coscienza non vi siano ancora villaggi che proprio proprio d’accordo non sono? Eccome se ci sono, nuclei di ribelli che opponendosi al potere centrale rappresentato dalla nostra anima, creano separazione perché nulla vada a interferire sulle reali motivazioni di un agire che non vuole, ma soprattutto non può, rendersi conto della relazione fra causa ed effetto.

In effetti tutto potrebbe essere più semplice, come in effetti è, invece di cercare di arzigogolare il tutto attraverso l’incapacità di accettare il responso della vita, responso che non è altro che la diretta conseguenza delle nostre azioni. Se la vita ci mette davanti determinate esperienze, vuol dire che è quello che dobbiamo vivere, tanto le cose non cambiano con il lamento e lo scoramento, e allora? Tanto vale arrendersi all’oggettività e farne di conto, perché darsi realmente disponibili al cambiamento è segno di intelligenza. Eppure i ribelli non ci stanno, pugnando sulla base di ragioni che per loro natura sono separative.

Infatti, queste fazioni ce la mettono tutta per farci pescare nel torbido, rendendo il tutto confuso, rompendo le scatole al prossimo perché divenga a sua volta untore delle nostre ragioni così da spanderle a destra e manca. Bisogna che tutti sappiano che tutto è stato fatto, che nulla ci può essere imputato, che sono state condizioni esterne a impedirci la naturale realizzazione delle nostre azioni. La nebbia cala sulla nostra coscienza, creando il terreno ideale perché si possa agire indisturbati senza che l’occhio dell’anima colga le reali intenzioni… ma dai, ma come si fa ad essere così ignoranti da ritenere di farla franca all’anima?

Le cose non vanno come noi vogliamo? Le cose stanno in poco posto, quindi che dire se non bene, visto che siamo imperfetti questo non potrà che farci migliorare, e se questo accade le nostre vite saranno maggiormente consapevoli così da poter essere risanate, per se stessi e per il prossimo. Quindi bando alle ciance che c’è da fare, che a fare i capricci per attirare attenzione non conviene, che bisogna uscire dall’angolo divenendo veramente spirituali, cioè tesi verso la realizzazione dell’anima che necessita di responsabilità, senza la quale non si va da nessuna parte, se non in qualche tugurio della coscienza arredato con post it alle pareti, con frasi che inneggiano al lamento e alla recriminazione.

La Vita ci vuole migliorare e noi che facciamo? Giochiamo a nascondino? Facciamoci trovare dunque per quello che siamo e quello che possediamo, il resto verrà di conseguenza. Forza e coraggio, il meglio deve ancora venire

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.