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La rosa dei venti

rosa_dei_venti_300_0La rosa dei venti, come sappiamo, è la rappresentazione grafica dell’intero giro dell’orizzonte: a un fulcro centrale sono collegati i bracci che indicano le direzioni di provenienza del vento e che possono essere quattro (corrispondenti ai punti cardinali), otto o sedici (indicanti le direzioni intermedie dei cosiddetti mezzi venti). Anticamente, ogni bussola recava sullo sfondo una rosa dei venti utile nell’orientamento in mare aperto e nelle manovre di accostamento.

Se parliamo di venti, parliamo di aria in movimento, di correnti e impulsi di energia, di forze prodotte da diverse condizioni ambientali, relative alla pressione atmosferica e quindi alla temperatura, all’umidità e all’altitudine: tutti termini che offrono differenti interpretazioni, naturalmente secondo il punto di vista di chi li usa e del contesto al quale si vogliono riferire. Certamente in queste parole cogliamo il rapporto con gli elementi: terra, fuoco, acqua, aria ed etere, senza trascurare la loro relazione con la composizione atomica della nostra struttura energetica nei suoi diversi livelli.  Potrebbe analogamente significare, che la diversa proporzione e composizione di questi elementi al nostro interno, genera differenti venti o correnti che si muovono da e verso direzioni precise, secondo le pressioni cui sono sottoposti.

Estendiamo il concetto in questione a quel punto in cui tutto coincide e da cui irradia ogni manifestazione, in senso spaziale e temporale, verticale e orizzontale, per ritornare poi all’unità. Lo Spirito è simboleggiato da un cerchio il cui centro è ovunque * e da cui si dispiegano le energie secondo le quattro direzioni dello spazio rappresentate dai punti cardinali. L’asse nord-sud rappresenta la trascendenza, alla quale si oppone dall’ovest all’est l’asse della manifestazione, dell’esperienza umana, della divinità immanente. È forse questo il motivo che ha ispirato il nome della “rosa dei venti” già da tempi omerici. Esiste un simbolismo molto antico relativo alla navigazione e al viaggiare attraverso la Vita (e quindi attraverso noi stessi) partendo e tornando continuamente dal e nel suo cuore. D’altra parte il vento è sinonimo del soffio e, per conseguenza dello Spirito, dell’influsso spirituale di origine celeste. Lo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste fu annunciato da un rombo di tuono, da un vento gagliardo (Atti 2:1-13).

I Salmi, come il Corano, fanno dei venti i messaggeri divini, l’equivalente degli Angeli. Anche nel simbolismo indù, il vento (Vayu) è il soffio cosmico, intermediario tra il Cielo e la Terra. Nella tradizione biblica i venti, dai più lievi ai più tempestosi, sono strumenti della potenza divina; essi vivificano, castigano, ammaestrano. Conoscere i loro segni, la loro direzione, intensità e frequenza, il loro essere favorevoli o insidiosi, può esserci d’aiuto mentre percorriamo la ruota dell’esistenza  spostandoci da un porto all’altro.  Ed è proprio il simbolo della ruota che rimanda a quello della rosa e del loto. La ruota indica la perfezione della rosa imprigionata nel cerchio della manifestazione terrena. La vita umana deve consumare tutte le esperienze, in tutte le direzioni, per esaurire tutte le possibilità di creazione e manifestazione e ritrovare infine l’unica, vera Libertà. In India, la rosa cosmica Triparasundariserve da riferimento alla bellezza della madre divina e rappresenta simbolicamente il compimento perfetto, l’anima, il cuore, l’amore.

La Rosa candida della Divina Commedia (Paradiso, canto XXXI) evoca la Rosa mistica delle litanie cristiane, simbolo della Vergine, e ci fa riconoscere nella milizia santa la Gerarchia dei Maestri, senza la quale le comunicazioni tra il Cielo e gli Uomini sono impossibili, le correnti sono interrotte. Vuol dire che senza l’intercessione della Vergine, Porta del Cielo, e della comunione dei Santi, restiamo separati dal cuore della Vita e lontani anche dal nostro stesso cuore, in balìa di tutti i venti. Che sia tramontana, grecale, libeccio, scirocco, maestrale o levante nessun vento potrà disorientarci se sapremo che “Innumerevoli correnti vagano nell’Infinito ma non una sola cade fuori dal manto della Madre del Mondo”*.

Il quadrato magico del sator,  pg 122 – Maria Grazia Lopardi –  edizioni Mediterranee

Fratellanza – M.Morya – par.149

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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