La Psicologia dello Yoga, ti fa sentire a “casa” – prima parte

psicologia ti fa sentire a casa 1 parteIl termine Psicologia è di origine greca e significa lo studio dell’anima. L’esistenza dell’anima è indimostrabile ma per quanto mi riguarda, da che io ricordi, l’ho sempre sentita presente e attiva, una presenza che mi ha sospinto a ricercarla con tutte le mie forze, senza mai recedere anche quando tutto sembrava remare contro perché, come detto in precedenza, la presenza dell’anima non si può certificare e i dubbi, che sono necessari per crescere, qualche volta hanno fatto la voce grossa incrinando la mia fiducia.

Deve essere per questo che la psicologia tradizionale con tutte le sue distinzioni non ha mai fatto molta presa nella mia coscienza, pur riconoscendo in essa la grande utilità che ha avuto e che ancora tutt’ora possiede favorendo lo studio dei processi psichici e mentali. D’altra parte, devo proprio ringraziare la psicologia tradizionale se in questa vita mi sono “sbloccato” dal punto di vista emotivo, ma poi ne ho percepito la “sterilità” di una discriminazione che non andava oltre la mente razionale inevitabilmente vittima delle emozioni non ancora distaccate.

Per questo quando ho incontrato la Psicologia dello Yoga mi sono sentito a “casa”, perché l’ho sentita più aderente al suo etimo che richiama la presenza dell’anima, non tanto come qualcosa di là da venire, ma di un piano della nostra coscienza che si può sondare e costruire sino a vivere come anime. Perché fino a quando non sentiremo l’esigenza di metterci completamente in gioco nella nostra vita, andando a “vedere” le parti separative per poi assumercene la responsabilità sino in fondo, rimarremo in balìa di aspetti illusori e frustranti che ci faranno rimanere nelle nebbie, dalle quali emergono gli alibi con i quali ci facciamo da scudo.

La mente è l’uccisore del reale, come ha affermato H. P. Blavatsky, e non è un piano di coscienza affidabile, ci vuole altro per sancire una maggiore credibilità da parte della nostra percezione, continuamente minata da emozioni non distaccate e pensieri volatili. Sono proprio questi aspetti, alleati tra di loro perché la luce dell’anima non possa giungere a portare chiarezza, che ci fanno preferire il rimestare nel torbido per non lasciare trapelare che cosa si cela sul fondo della nostra coscienza, rendendo difficile, se non impossibile la risalita e di conseguenza la sua trasformazione. .

Basta con la verbosità, il pensiero deve divenire azione, questo sentii quando percepii la necessità di portare la Psicologia dello Yoga nella mia vita. La mente doveva finirla di fare i propri comodi, galoppando nelle praterie sconfinate del pensiero dove si può stare a parlare per giorni senza cavare un ragno dal buco il più delle volte sfibrandosi, mentre sarebbe bastato agire, guadagnando tempo e energie nella direzione della costruzione, invece di minare la capacità realizzativa come una Penelope qualsiasi che tesse la tela di giorno per poi disfarla di notte.

A questo punto finisce la prima parte dell’articolo ma continuate a seguirci per la seconda parte che verrà pubblicata a breve, e per tutti gli altri bellissimi articoli di questo portale, consigliandovi la lettura di un libro di Massimo Rodolfi edito dalla Draco Edizioni intitolato per l’appunto La Psicologia dello Yoga http://www.yogavitaesalute.it/draco-edizioni-shop/ebook-la-psicologia-dello-yoga-la-salute-attraverso-lo-yoga-volume-ii per meglio comprendere questo argomento.

 

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.