La psicologia del non finire le cose per sufficienza… vero Ercole?

La psicologia del non finire le cose per sufficienza… vero Ercole?Mi piace Ercole, sin dalla prima fatica che dovette affrontare, ha sempre cercato di rimanere coi piedi per terra malgrado avesse un padre divino, con un corredo di amicizie altolocate, a cui sarebbe bastato un niente per intercedere nei suoi confronti con una raccomandazione. Ercole voleva farcela con le proprie forze, sapeva delle fatiche che avrebbe dovuto compiere, che cosa gli costava “doparsi” un poco, dotandosi di strumenti che gli amici del paparino volevano donargli? Per esempio, Vulcano, aveva forgiato una corazza dorata, creata appositamente per proteggere il cuore di Ercole.

Un po’ per intelligenza, un po’ per orgoglio e magari anche per presunzione, Ercole, si immerge nella prima fatica, con l’intento di catturare le giumente antropofaghe. Lasciamo perdere, in questo caso, tutti gli aspetti esoterici, portiamo semplicemente l’attenzione all’argomento presente nel titolo di questo articolo. Ercole è forte e scaltro, cattura velocemente le giumente, ma non porta a termine il suo compito, lasciando al suo amico Abderis il compito di portare le giumente nel recinto. Niente di male, un favore ad un amico non si può negare, le buone intenzioni non mancano, al contrario dell’intelligenza che, in questo caso, difetta ancora e non poco, sostituita da un po’ di sufficienza.

Perché Ercole ha peccato di sufficienza? Per il fatto che non ha portato a termine il suo compito delegandolo, creando anche dei problemi seri ad Abderis, il quale, non in grado al contrario di Ercole, di portare a termine la prova, si trova a dover soccombere venendo ucciso dalle giumente antropofaghe. Quante volte nella nostra vita viviamo con sufficienza gli avvenimenti, magari vivendone solo gli aspetti che ci possono portare onori e gloria, lasciando ad altri cose che non sono particolarmente appariscenti, e non in grado di donarci quella “luce” a cui aspiriamo. Ci interessa il gheriglio della noce, mentre tutto ciò che lo circonda lo lasciamo affrontare ad altri.

In questa prima fatica, Ercole deve rendere più coerente la mente, la quale, se disarmonica, non è in grado di cogliere l’entità e la vastità di ciò che si sta vivendo, ritenendola non affrontabile oppure sottovalutandola. In entrambi i casi, con all’interno una marea di sfumature, si tenderà a delegare, esprimendo quella sufficienza di cui sopra, che non consentirà di portare a termine la prova con successo. Si chiama anche bisogno di attenzione perché, entrambi gli aspetti, vogliono tenere distante ciò che non si conosce, in questo caso la responsabilità del proprio agire che contiene, non solo onori, ma anche oneri.

Stiamo parlando dell’eterna lotta della personalità con l’anima, la prima si lamenta a dismisura cercando di portare a casa il “bottino” con la maggiore plusvalenza possibile, cioè dando poco e ricevendo molto. La seconda, nota per la sua coerenza, ciò che dice fa, portando a compimento il proprio progetto, e facendosi forte della propria innocuità, l’amore per tutto ciò che esiste. Si nota una “leggera” differenza, l’anima non si manifesta con sufficienza, ma applicando Santosha, il contentarsi, il fare con quel che c’è, che consente di non disperdere inutilmente forze nel tentativo di accaparrarsi chissà che cosa senza avere, peraltro, le idee molto chiare.

Per questo Ercole, comincia il suo viaggio, rifugiandosi nella foresta per costruirsi con le sue mani, una clava. Può sembrare poco, ma quel “poco” è in grado di maneggiarlo, a differenza di strumenti appariscenti e pericolosi, proprio perché non ancora conosciuti, che tenderanno a sfuggirgli di mano sortendo effetti ben diversi da quelli sperati. Esprimere un’aria di sufficienza, significa manifestare una superiorità che vuole creare separazione, un po’ come Ercole fece con Abderis, una superiorità che è sintomo di fragilità, capace di creare impedimenti alla Vita che vuole fluire. Quante volte ci sentiamo superiori? Quante volte questa presunta superiorità crea problemi invece di risanarli, come vorrebbero le nostre illusioni?

Siamo quello che siamo, e se invece di confondere le acque con uno smisurato orgoglio che produce sufficienza, ce ne rendessimo conto e lavorassimo con tutto ciò che ci circonda cercando di cogliere ciò che unisce, le cose andrebbero meglio. Invece cosa tendiamo a fare, tentiamo di separare la Vita per poi incollarla a nostro piacimento con sufficienza, sperando che non si colga ciò che è stato strappato. Le cose non vanno così, per fortuna, la sufficienza non basta, non è sufficiente per superare le prove che la Vita ci mette davanti, prove che debbono essere superate a pieni voti perché bisogna dare prova di aver compreso la lezione.

Grazie Ercole, credo che avrò bisogno del tuo aiuto anche per il prossimo articolo.

Ti potrebbe interessare

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.