La paura del futuro

la-paura-del-futuro“La nostra condizione futura sta nella nostra coscienza”* così ho letto pochi minuti fa mentre mi accingevo a raccogliere le idee per riordinarle in questi appunti. Chi più chi meno tutti vorremmo dare una sbirciatina al nostro futuro, per esserne rassicurati o per avere un’idea dell’energia necessaria a superare le prove che ci attendono oppure semplicemente per curiosità o interesse egoistico. La frase iniziale d’altro canto è al plurale, trasmette un messaggio individuale ma soprattutto collettivo. Cioè non è solo la condizione della mia coscienza, ma della nostra, a determinare la condizione futura. In realtà i fili del bene e del male non smettono mai di intrecciarsi nei rapporti che intessiamo con noi stessi e col mondo e la capacità di distinguerli e di agire in un senso o nell’altro diventa un fattore determinante nelle cause che mettiamo in moto e di cui vivremo gli effetti. Poche parole per dire che se vogliamo conoscere le nostre condizioni future dovremmo semplicemente stare attenti al presente, smettendo di comportarci in maniera cocciuta,inconsapevole e irresponsabile. Quello che ci accadrà domani o dopodomani è scientificamente connesso a quello che siamo e agiamo oggi. Pur sapendo come stanno le cose e forti di questa verità, tuttavia si presenta spesso un’ansia insidiosa e subdola che avvelena e soffoca la nostra coscienza quando mentalmente ed emotivamente ci rivolgiamo al futuro: ci sentiamo diminuiti da un senso di confusione e smarrimento che nasce probabilmente dal timore e dal fastidio di non poter governare gli eventi,comprese le nostre reazioni, e dal prefigurarci neri nuvoloni annunciatori di tempesta,come nella scena di un film drammatico in cui piove sulle zone più fosche della nostra coscienza.

Eppure abbiamo diritto di potestà sul nostro futuro. Siamo liberi di educarci a rispondere in maniera solare a tutte le circostanze superando anche le nostre limitazioni personalistiche. O forse temiamo di esporre il nostro avvenire a qualsivoglia modificazione che incrini la fissità della nostra coscienza? I mostriciattoli che ancora si aggirano dentro di noi se la spassano e indossano il mantello della paura per non farsi riconoscere, obbligandoci a portar loro la stessa squallida minestra energetica e costringendoci a spegnere l’immaginazione creativa, l’intelligenza costruttiva e l’entusiasmo per la fiamma della Vita. Ogni istante è un crocevia di nuove correnti: come si fa a star fermi e a prevedere nei dettagli l’andamento dei flussi di forza? Il movimento, e perciò il cambiamento, è inevitabile e troppe sono le variabili in corso per riuscire a comprenderle fino in fondo o per arrogarci il diritto d’autore su ogni singola particella che si agita nello spazio/tempo. Questo però non significa che dobbiamo sentirci inadeguati e impotenti.

La conoscenza diretta, quella appresa con la pratica della meditazione, rende acuta la vista e può aiutarci comunque a predisporre le condizioni migliori per la nostra coscienza, tanto ora quanto in futuro, aprendoci la via verso il cuore, là dove siamo e saremo sempre al riparo da ogni tempesta e là dove si incrociano tutti i fili dell’esperienza. Nel paragrafo n.385 dello stesso libro citato in basso c’è una soluzione calzante, si tratta di un’ ottima tecnica che va praticata ripetutamente fino a diventarne perfettamente padroni.

Consiste nell’allenarsi a lanciare una palla per colpire ogni volta un bersaglio fino a farlo con tale

destrezza da veder tornare subito indietro la palla dopo averlo centrato. Così è per ogni nostro pensiero lanciato nell’etere: se sarà accuratamente misurato, valutato e diretto, se conterrà i semi

di uno sviluppo nel bene, se sarà alleggerito da una corrente d’amore andrà veloce verso il futuro e tornerà subito per una nuova missione.

 

*AGNI YOGA – paragrafo 333 – ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.