La malattia non scompare con l’ignoranza

la-malattia-non-si-guarisce-con-ignoranzaNon esiste un punto del nostro corpo che non sia espressione di coscienza, non esiste nulla del nostro essere che non rappresenti un punto di contatto con la vita di cui facciamo parte, non esiste nulla che non contenga il tutto, non esiste nulla che non abbia una causa proveniente da chissà dove, una causa che in ogni caso farà sì che ad un certo punto non la si possa più ignorare. Questo è il “duro” prezzo da pagare, potendomi avvalere di un pizzico di consapevolezza acquisita con la pratica del Raja Yoga.

Questo per dire che cosa? Semplicemente che sono alle prese con un nervo sciatico che fa le bizze, che ha pensato bene di strozzarsi, come mi ha detto il massaggiatore a cui mi sono affidato, un accadimento che potrei addebitare alla sfiga se lo volessi derubricare rapidamente, ma “ahimè” non mi è possibile visto che l’ignoranza non è ammessa e soprattutto non mi consente di pagare il giusto prezzo nel giusto modo, cioè assumendomene la responsabilità.

Grandi opportunità dona la responsabilità, anche se la condizione umana ne vorrebbe fare a meno ritenendola troppo gravosa, ma d’altra parte mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di nulla non ha mai portato particolare giovamento. Questo per dire che cosa? Che i segnali non sono mancati, il problema è che non li ho ascoltati più di tanto lasciando che il tempo passasse con l’illusione che la situazione non fosse particolarmente pericolosa, ritenendo che tutto potesse passare in ogni caso.

Invece no, i dolorini che qualche volta sentivo, la postura che mutava impercettibilmente come se dovesse difendere la parte dolorante andavano ascoltati meglio, magari riconoscendo che il tutto era in relazione con una mia parte emotiva che mi faceva agire in modo frenetico per compensare chissà che cosa, forse un senso di inadeguatezza che ha fatto sì che rafforzassi una immagine di me distorta, intrisa di insicurezza e di senso di inferiorità, così almeno mi consiglia Rudiger Dahlke leggendo i suoi testi.
Il nervo sciatico sa richiamare l’attenzione quando è ora di prenderlo in considerazione, quando ti dice che adesso il tempo dei “giochi” è finito, che è ora di ascoltarlo punto e basta… anche perché ogni movimento procura un dolore molto forte, una scossa che non può lasciare indifferenti, inducendoti ad una maggiore tranquillità. A questo punto tempi li detta il nervo sciatico, e non te le manda certo a dire, zitto muto e “pedalare”, che è ora di darsi una mossa.

Quando voglio capire meglio un sintomo e ciò che “nasconde” a livello sottile, do sempre una occhiata ai testi di Rudiger Dahlke, in questo caso Malattia e Destino, trovando spesso spunti interessanti che mi fanno comprendere meglio ciò che sto vivendo. Anche in questo caso mi è stato utile, riuscendo ad afferrare più chiaramente come portare maggiore armonia nella vita, magari con una presenza più consapevole che mi consenta di essere più radicato nella materia e in sintonia con lo Spirito.

Mi era già accaduto un episodio del genere quasi vent’anni fa, ma a differenza di allora mi sono fatto “toccare” dal dolore, senza inibirlo con i farmaci, un dolore che sentendosi accolto si è manifestato comunque con la forza che poteva e doveva esprimere, comunicando tutta la sofferenza del nervo sciatico, ma così facendo si è potuto “sfogare” concedendosi la possibilità di affidarsi alla via di minore resistenza, sentendosi, inoltre, accolto e accettato anche nella sua parte distruttiva.

Ci vorrà ancora qualche giorno perché il tutto si sciolga completamente, ma è in ogni caso una bella esperienza che mi ha chiarito molte cose. Ricordiamoci sempre che il corpo fisico non possiede altro strumento se non il sintomo per richiamare l’attenzione su di una disarmonia della coscienza che è pronta ad essere presa in considerazione.

In ogni caso accadrà quello che deve accadere, e certe cose accadono comunque perché fanno parte di un progetto dell’anima, cose che a volte riteniamo errori che poi errori non sono, se non la possibilità di ritrovarci finalmente davanti a parti di noi che possiamo finalmente incontrare potendoci finalmente unire ad esse.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.