La libertà e il mare

Stamattina il mare era in movimento, più del solito. Per prudenza non mi sono allontanata troppo dalla costa per la mia solita nuotata, sono rimasta a lasciarmi sospingere dalle onde senza fare troppa fatica, dando solo di tanto in tanto una viratina contro corrente. Il mare è stupendo. Si rigenera a ogni istante, cambia colore da un momento all’altro, non è mai lo stesso eppure è sempre infinito nella sua bellezza, al confine tra la terra e il cielo, un’immensità di acqua in cui si può specchiare la Vita in una miriade di sfumature.
Cupo o limpidissimo, steso come un drappo di seta a gustare la beatitudine della sua calma e la trasparenza dei riflessi di luce sul fondale, oppure prorompente e temibile, spumeggiante e fragoroso, come in certe giornate tempestose: il mare ti sorprende sempre e ti fa capire la Potenza del Gioco.

Stamattina era in vena di conversazione. Le onde si alternavano e si susseguivano come i pensieri e le frasi di un discorso ed io, incantata dall’ardore del racconto, mi godevo quella meraviglia, immaginando che il mare stesse narrando della libertà e della gioia di essere liberi, della felicità di divertirsi e di muoversi con il vento. Non so tradurre quel suo richiamo verso sponde lontane e non so comunicare la fermezza della sua voce, ma l’impressione ricevuta è stata forte, tanto che a distanza di qualche ora mi torna in mente e mi suggerisce di dedicarle un po’ più di attenzione.

Tra i timori che ci impediscono di vivere appieno la nostra esistenza c’è quello di sentirsi liberi. La libertà spaventa. Pensiamo generalmente che un pochino di libertà possa andar bene, ma che troppa sia pericolosa, per noi stessi e per gli altri: meglio essere cauti per non esporci ai rischi della responsabilità che comporta. Il potere della libertà addirittura può atterrirci e l’illimitata pienezza dei suoi doni fa vacillare le nostre timide sicurezze: ma la paura della libertà ci fa perdere pure il senso della nostra storia, ci impedisce di uscire dai nascondigli in cui vorremmo stoltamente tenerci stretta la Vita nel terrore che ci sfugga. La libertà non ama spazi angusti e l’ignoranza la soffoca. La libertà si propaga negli spazi aperti, puliti, dove è di tutti. Diversamente muore e la Vita si spegne.

La libertà vera, quella che fiorisce quando partecipi al Gioco della Vita senza ostacolarlo più in alcun modo, quando la smetti di correre dietro alle tue illusioni e la fai finita con le tue pretese, quando non t’importa di essere deriso e nemmeno applaudito, quando riconosci a ciascuno il diritto di essere se stesso così com’è, proprio lì dov’è, bè, questa libertà è una vera conquista e passa da un grande rispetto e da una lunga esperienza, spesso tortuosa e faticosa, a volte anche sofferta, ma incredibilmente bella. E forse, quando cominci a intuire che parlare da liberi può essere meglio che tacere spaventati, o che restare consapevolmente in silenzio è una libertà più grande dello spreco di parole, allora puoi gustare la tua umanità e sentirti libero di giocarla in spazi più grandi, al confine tra la terra e il cielo, proprio come il mare.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.