La Gioia del Compimento

la gioia del compimentoPer errore ho appena letto il titolo in modo diverso: la gioia del concepimento”, mi sono messa a ridere e subito ho cercato la possibile correlazione tra i due termini. C’è, perché come fai a raggiungere la gioia del compimento se prima non hai concepito con gioia una nuova idea, un progetto, che è come una creatura che la tua mente accoglie e accetta di nutrire e far vivere coinvolgendo tutte le forze di cui può disporre?

Ed è fondamentale che questo avvenga in una iniziale culla di gioia se non vogliamo perderci strada facendo in un cammino amaro e stancante. La gioia (oppure no) del concepimento è la causa motrice che determinerà le colorazioni karmiche di tutto quello che seguirà, tingendo e caratterizzando gli avvenimenti con quella particolare energia. Se poi ci chiediamo come mai incontriamo certe difficoltà e non riusciamo a realizzare i nostri intenti nel modo in cui avevamo previsto… ognuno si interroghi per i fatti suoi, io sono abbastanza occupata con i miei!

Quando concepiamo un idea c’è un turbine di forze che non sempre sono tutte “smacchiate” e queste entrano in circolo mostrandosi ciclicamente nelle varie fasi di lavorazione in vista del conseguimento finale.

Allora quando uno si illude che tutto andrà come olio nei cardini, si accorge presto di aver fatto male i conti, si accorge di non aver considerato alcune variabili soggettive importanti e di aver trascurato lo scontro con altre variabili più oggettive non meno determinanti. Insomma siamo alle solite: vince chi riesce a far penetrare nella materia l’impressione più forte, chi non tentenna e non si imbroglia, chi è saldo ed elastico allo stesso tempo e chi ha la capacità di rimettersi subito in piedi dopo ogni ruzzolone. E tutto questo è estremamente utile e terapeutico. Perché cammin facendo impari cose che non avevi previsto, perfezioni la tua abilità e irrobustisci la tua forza, affini la tua determinazione e dalle fratture impari a trarre unità.

Così scopri che la gioia del compimento non sta nell’atto finale, ma la provi tutte le volte che capisci una cosa in più, tutte le volte che riesci ad affrontare e risolvere un ostacolo senza avvilirti, tutte le volte che accetti quello che hai di fronte senza imprecare contro il padreterno e senza instillare gocce di veleno nei tuoi pensieri, lasciando tranquille e in pace anche le tue emozioni. La gioia del compimento la provi quando fai proprio quello che sai di dover fare e che hai avuto la tentazione di evitare, la provi ogni volta che componi le tessere disordinate del tuo puzzle in una immagine chiara e armoniosa.

La gioia del compimento sta pure nel non opporsi a un compimento più grande anche a costo di sacrificare il proprio piccolo conseguimento e di cambiare idea, è la gioia di sapersi parte di una opera maggiore scritta a più mani da artisti senza nome: scaturisce dalla consapevolezza del mutamento incessante che la Vita impone fino alla realizzazione ultima e, come in una composizione musicale, fa parte dell’inizio come della fine dello stesso brano.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.