Kundalini – seconda parte

Kundalini 2parteCome sale in noi? Cosa la inibisce? Perché facciamo così fatica a realizzarci nella vita?

Come dicevo nell’articolo precedente http://www.yogavitaesalute.it/kundalini-prima-parte/

la prima cosa che guardo in eteroscopia è Kundalini, qui vedo le potenzialità della persona, e poi osservo quanta energia sale, come sale, e quanta invece rimane inibita.

La Kundalini individuale è accumulata in un ampolla, e da qui entra in Muladhara chakra, alla base della colonna vertebrale, dove si immette nei 3 canali Sushumna, Ida e Pingala (descritti in un altro articolo più “tecnico”), attraverso i quali sale e alimenta tutti i chakra.

Le potenzialità che abbiamo non salgono e non si manifestano tutte contemporaneamente, ma si esprimono nel tempo in base a quanto noi consentiamo attraverso il nostro atteggiamento nella vita. Per esempio difficilmente kundalini sale in modo armonico ed equilibrato. Generalmente si assiste a una “lateralizzazione”, cioè l’energia risulta inibita, per esempio, nel lato sinistro e sale solo nella parte destra, o viceversa. Questo indica che nella persona vi è disarmonia tra la sua parte maschile e la parte femminile.

Se kundalini sale a destra vuol dire che la persona è più maschile e razionale, se sale a sinistra sarà prevalentemente femminile e sensibile. Può sembrare normale avere una predisposizione piuttosto che un’altra, ma “yoga” vuol dire unione, e l’unione la troveremo solo quando avremo armonizzato tutti gli opposti: maschile e femminile, Yin e Yang, cioè quando la divina Shakti (la madre) si incontrerà con Shiva (il padre) nel matrimonio celeste. Così si realizza lo yoga e si raggiunge l’illuminazione… che coincide con la composizione della dualità nella unità.

Ma torniamo con i piedi per terra…

Una cosa che sto vedendo molto spesso in eteroscopia è l’effetto inibitorio che ha il controllo sulla Kundalini. Nelle persone molto mentali si vede che in Muladhara c’è come una griglia che “filtra” la kundalini che può salire. In genere questa griglia non ha origine in quel chakra, ma è la concretizzazione di 2 canali scuri che scendono da Anahata, il chakra del cuore, associato alla mente razionale…. Questo significa che la persona vuole controllare la vita, probabilmente perché non si fida di ciò che non conosce, non ha fede nella vita e neanche in quelle che sono le proprie potenzialità, perché se Kundalini sta cercando di salire per esprimersi vuol dire che è nelle sue possibilità, ma siccome spesso abbiamo paura di ciò che non conosciamo, nel dubbio, preferiamo controllare la vita e limitarla entro i recinti che pensiamo di potere controllare. Tutto questo generalmente per paura di soffrire.

Non comprendiamo che la nostra Anima sa bene quello che ci serve, e ce lo mette a disposizione. Forse non è quello che desidera il nostro corpo astrale, forse non coincide con le nostre piccole aspettative… meglio!!! Quello che l’anima ci propone è incommensurabile rispetto a ciò che possiamo pensare o desiderare.

Lo affermo per esperienza diretta, quando ho smesso di volere a tutti i costi realizzare un aspetto della mia vita a mio modo, e mi sono arreso all’insuccesso ormai evidente, è stato proprio il momento in cui l’ho realizzato. Non era quello che mi aspettavo, nemmeno quello che mi immaginavo, eppure era proprio ciò che faceva per me!!!

Attenzione, non sto parlando di tecniche per forzare la risalita di Kundalini, perché Kundalini è un fuoco che brucia. Ci dicono i testi antichi che “la kundalini porta la libertà al saggio e rende schiavo lo stolto”. Infatti questo fuoco che sale in noi passa attraverso i chakra, e se li trova puliti e aperti li nutre e li stimola ad espandersi ulteriormente; ma se trova energie negative, queste vengono ingigantite, e possono diventare ossessioni. Oppure se il fuoco incontra un chakra particolarmente chiuso rischia di bruciarlo, con gravi danni per la coscienza. Chi gioca con Kundalini scherza letteralmente con il fuoco.

Il bello della Kundalini è che sale quando è il momento, quando la condizione dei chakra e dei canali è adatta ad accoglierla; la via migliore per fare risalire la Kundalini è… liberargli la strada, quindi intraprendere un percorso di purificazione dei chakra, attraverso la meditazione e pratiche di vita che ci facciano andare oltre i nostri limiti attuali.

La meditazione stimola l’apertura dei chakra e dei canali dove può salire, questo risveglia la Kundalini che intensifica la sua ascesa, la quale a sua volta accelera il processo di apertura dei chakra e di relativa illuminazione. Questo è il circolo virtuoso che potete mettere in atto.

L’albero della vita.

Lasciate fare all’anima, “alzate gli occhi al cielo e ogni altra cosa vi verrà data in più” ci ha insegnato Gesù.

Avere fede nella vita si traduce in un atteggiamento che porta a dire: “sia fatta la Tua volontà”. Che sia la volontà di Dio, della nostra anima, del sé superiore… chiamatelo come volete, ma abbiate fede, apritevi, datevi la possibilità di realizzarvi, di realizzare ciò che potenziale è già in voi.

Questo atteggiamento “aprirà le porte” alla risalita di Kundalini, che non incontrerà più la vostra resistenza, e finalmente potrà fluire, attraverso i chakra, in tutti i canali (nadi o meridiani). Così diventerete l’albero della vita!!! Non so se avete in presente l’immagine del dipinto di Klimt, ma ancora di più, gli affreschi che ritraggono il Cristo come Albero della Vita.

Ecco, nel nostro piccolo, per quello che ci compete, siamo chiamati a realizzare quello.

Non opponiamoci alla vita, non cerchiamo di imporre i nostri piccoli desideri, impariamo a fluire con la vita, e questa ci nutrirà, sempre!

Il bene “funziona” così, non ti nutre a tutti i costi, non ti obbliga a stare bene, ma se tu glielo consenti, allora ti darà tutto quello che ti serve.

Per questo vi invitiamo alle conferenze di presentazione della scuola di formazione Energheia per Terapeuti Esoterici che si tengono nelle 8 sedi italiane, e che potete consultare al link: http://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs/

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.