Kundalini – prima parte

AlberoDellaVita_DuomoModenaChe cosa sia l’energia Kundalini, la divina Shakti, è già stato descritto da diverse parti. Oggi vorrei vedere gli aspetti pratici, condividere con voi l’esperienza maturata in anni di “sedute individuali di analisi e riequilibrio dei chakra”, per aiutarvi a comprendere 3 aspetti:

  • cosa rappresenta Kundalini per l’uomo in generale,
  • come e perché fluisce in noi,
  • come noi influenziamo la risalita di Kundalini.

Nel farlo mi avvarrò dell’incrocio di altrettanti strumenti:

  • ciò che ci è stato tramandato dalla scienza esoterica.
  • gli insegnamenti diretti ricevuti alla scuola Energheia dal Maestro Massimo Rodolfi, derivati dalla sua percezione, affinata in quarant’anni di pratiche yogiche e meditative, che gli ha consentito di vedere direttamente le strutture di cui stiamo parlando.
  • ed infine dalla mia percezione diretta, che dopo 20 anni di Raja Yoga mi consente di sperimentare, seppur in modo limitato in quanto non sono un Illuminato, la realtà e l’utilizzo pratico della conoscenza di queste strutture della vita.

Kundalini, le nostre potenzialità:

L’energia Kundalini viene definita come un mare di fuoco, che contiene in sé tutte le potenzialità di ogni essere, sia esso un uomo, un pianeta, una stella, o una galassia. Per quello che ci interessa più da vicino è l’energia vitale che informa tutte le vite di questo pianeta. Ogni vita prende “in prestito” una parte della energia Kundalini planetaria, quella che potenzialmente potrà manifestare, e la restituirà al pianeta alla fine della vita stessa, arricchita da tutte le esperienze che avrà vissuto. La coscienza del pianeta si espande anche attraverso di noi, questo è il nostro contributo alla creazione, piccolo ma prezioso.

Kundalini è energia di manifestazione allo stato potenziale, noi dobbiamo consentirle di esprimersi, o meglio di “compiersi”, attraverso ciò che realizziamo. Ogni creatura è collegata al mare di fuoco della Kundalini planetaria, ma ovviamente non può partecipare di tutte le esperienze relative al pianeta, e allora ecco che ogni uomo ha una specie di ampolla posizionata sotto al primo chakra, che contiene la Kundalini individuale. Qui ci sono le sue potenzialità personali. Volendo è il suo dharma, ciò che l’anima desidera sviluppare, sperimentare e possibilmente realizzare in questa vita. 

Come fluisce in noi? Cosa ci comunica concretamente?

Durante le sedute individuali di analisi e riequilibrio dei chakra, la prima parte viene dedicata alla “eteroscopia”, che consiste nell’analisi dei chakra, dell’aura e della struttura energetica.

Prima di guardare i chakra, però, osservo proprio la Kundalini individuale, che mi indica immediatamente che tipo di persona ho di fronte. Per esempio se l’ampolla è di dimensioni contenute vuol dire che ha la possibilità di collezionare un numero di esperienze abbastanza limitato, probabilmente non è pronta per affrontare un percorso di consapevolezza che invece prevede una forte espansione di coscienza.

Questa persona probabilmente è venuta semplicemente per essere guarita da un sintomo, non per intraprendere un sentiero di crescita interiore, quindi lavoreremo solo sul sintomo.

Poi ci sono persone che hanno un’ampolla relativamente ampia e questo indica che hanno delle potenzialità interessanti, dal punto di vista esoterico, che possono essere sviluppate. Anche questa persona “apparentemente” è venuta per risolvere un sintomo, ma la sua Kundalini ci sta dicendo che è alla ricerca di strumenti per esprimersi, e quindi non ci focalizzeremo tanto sulla rimozione del sintomo, quanto sul fargli portare l’attenzione sulle vere cause che hanno prodotto quel sintomo. Gli insegneremo i 2 pilastri del raja yoga: la meditazione e l’ascolto di sé. Con questi strumenti potrà comprendere la causa del sintomo, comprendere come e dove sta inibendo la vita, e attraverso la meditazione potrà poi rimuovere gli aspetti limitanti dalla sua coscienza per esprimersi ad un livello più elevato e armonico. Avendo eliminato il limite che impediva all’anima di realizzarsi, vera causa del sintomo, probabilmente si risolverà anche il sintomo stesso, ma questo è solo un effetto collaterale del processo di crescita interiore.

Capite che non siamo qua per caso? Siamo nati in quella famiglia, in quella nazione, con certe caratteristiche sia fisiche che caratteriali allo scopo di potere sperimentare e realizzare (che vuol dire conoscere) un aspetto della vita che ancora la nostra Anima non aveva sperimentato.

In questa vita evidentemente l’anima si è data alcuni obiettivi, nella Kundalini individuale queste esperienze sono presenti a livello potenziale, sta a noi favorire il processo di realizzazione passando dalla potenzialità all’atto.

Tutto questo è relativo al karma, ed in effetti in eteroscopia, osservando kundalini, si possono vedere anche le immagini karmiche latenti; e al dharma, cioè all’essere aderenti a quello che è il nostro percorso.

Nel prossimo articolo vedremo come agisce in noi la kundalini, cosa la inibisce, e come fare per farla risalire in modo armonico e soprattutto innocuo.

Per maggiori approfondimenti vi suggerisco il ciclo di conferenze della Scuola Energheia
http://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs/

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.