Intercity andata e ritorno

intercity andata e ritornoCertamente non è un caso se, come compagne di viaggio, mi sono ritrovata in meno di ventiquattro ore due ragazze (una all’andata e un’altra al ritorno) che probabilmente non incontrerò mai più e che non si incontreranno nemmeno tra di loro: erano agitatissime, determinate a smettere di essere sottostimate e pronte a far valere i propri punti di vista, che sembrava non fossero presi sufficientemente in considerazione. La prima cosa che mi ha colpito è stata le veemenza del loro interloquire e il loro parlare a voce alta di questioni abbastanza delicate, imponendo agli altri passeggeri un ascolto non richiesto e magari non gradito. Fatto curioso è che a un certo momento, sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno, ognuna delle due fanciulle è scoppiata in pianto e mi sono ritrovata a dispensare fazzolettini per asciugare le loro copiose lacrime. Presto mi sono resa conto del carico di dolore e di rabbia per un’offesa che evidentemente le due signorine ritenevano di aver subito, l’una all’insaputa dell’altra. Questa doppia visione speculare mi ha spinto a interrogarmi. Non è che tutte le volte che prendi un treno qualcuno ti scoppia in lacrime davanti … sarà stata una coincidenza karmica, oltre che ferroviaria, che mi ha voluto mostrare (stavolta per fortuna con un certo distacco e con un sorriso) quanta energia ho impegnato e a volte sprecato nell’impresa di veder riconosciute le mie ragioni al punto da soffrire veramente se venivano trascurate da altri. Questo ci può stare. Le proprie ragioni sono come le buone intenzioni. Troppo personali e troppo utilizzate per lastricare l’inferno! E poi? E poi … una bella lezioncina sul rispetto della riservatezza e sulla discrezione non è da sottovalutare, anzi! La psicologia dello yoga fonda la propria efficacia terapeutica sull’ascolto, sulla capacità di ascoltarsi e di ascoltare, non sull’imposizione delle nostre elucubrazioni a chi ci sta accanto, benché pure questo potrebbe risultare educativo se si riesce a cogliere il messaggio “altoparlato” che la vita ci presenta anche attraverso perfetti sconosciuti! E dopo? Le cose sono due: o la lezione è più o meno come l’ho spiegata finora, oppure il mondo cambia e la nostra testa no.

Cerco di mettere meglio a fuoco l’accaduto, allargo il mirino per cogliere in una visione più ampia il senso dell’esperienza appena vissuta… ed ecco che ogni elemento prende il suo posto all’interno di una simbologia, in cui il treno non è che lo scorrere dell’esistenza, i passeggeri, me compresa, rappresentano forze statiche e dinamiche, consapevoli o no, coesistenti e interagenti nello stesso spazio-tempo, nello stesso percorso, almeno per quel tratto della coscienza che è solo un piccolo segmento della mappa generale. Allora non contano tanto i nomi, gli involucri, gli arredi, le forme, o il fatto che si viaggi stretti o larghi… soli o in compagnia, comodi o no. Conta quello che accade, quello che esiste, conta l’esistenza della Vita in ogni nome, in ogni volto, in ogni moto, e conta come la Vita si manifesta. Veder scorrere il paesaggio dietro ai finestrini significa che mondi paralleli si affiancano in una corsa che probabilmente ha velocità e frequenze diverse, ma finiranno per giungere alla stessa meta. Astrarci, anche solo per finta o per un attimo, può darci una prospettiva completamente diversa delle cose e procurarci un po’ più di divertimento nello spettacolo a cui partecipiamo, ignari di esserne parte importante quali registi, sceneggiatori, attori e protagonisti … sempre in onda!

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.