Il senso del tempo

il senso del tempoChi ha tempo, e anche chi non ce l’ha e chi non l’aspetta, sicuramente è alle prese con l’evoluzione nelle dimensioni più dense dell’esistenza, altrimenti non avrebbe questo problema, visto che l’aspetto temporale non fa parte delle regioni più elevate della vita, dove regna incontrastato l’Eterno Presente e dove ogni istante è sacro. Invece quaggiù c’è un grande movimento sequenziale che scandisce le fasi della nostra storia come umanità e come individui all’interno di una corrente che ci vede inseriti in un passato, presente o futuro in cui troppo spesso ci sfugge il valore irrecuperabile del momento attuale. Per l’idea che ne abbiamo, solitamente chiusa e unidirezionale, come di un’onda che avanza senza interruzione e in cui le cose “capitano” come istanti che punteggiano il suo divenire, il tempo che passa diventa tiranno, ci costringe a seguire la sua inesorabile corsa misurando affannosamente le distanze con la sensazione di inseguirlo e di esserne inseguiti, incapaci di collocare adeguatamente le nostre attività nella griglia dei minuti, delle ore, dei giorni.

Ma il tempo non ha un orientamento restrittivo e gli avvenimenti in esso compresi e percepiti come spostati “in avanti” o “indietro”, vissuti come tra loro separati se non addirittura isolati in un perimetro invalicabile, rivelano invece la loro simultaneità quando riusciamo ad avere del tempo una visione più ampia, libera dalla tendenza della mente a perpetuare le sue categorie di separatezza. Se riusciamo a riconoscere nella coscienza il filo conduttore delle nostre esperienze forse possiamo avere una comprensione migliore della continuità del tempo che le unifica, apprezzandole nel loro vero significato. Se diamo alla nostra prospettiva una sufficiente apertura ogni esperienza può essere inserita come un moto dinamico nella danza del tempo, in cui l’umanità intera si realizza.

Quando cominciamo a prendere in considerazione ogni cosa concentrandoci non solo sulla forma, ma anche sulla qualità e sulla sua essenza, cioè utilizzando un sano atteggiamento meditativo, possiamo accorgerci di avere a nostra disposizione un tempo ampio e liberatore in cui possiamo muoverci con velocità istantanea staccandoci dalle convenzioni e accedendo a una percezione incredibilmente rapida e diffusa che può portarci ad una conoscenza più piena e più flessibile della nostra vita. Tutto questo può servire ad avere un senso nuovo del tempo scorgendo nei suoi ritmi, anziché una trappola coercitiva, un meraviglioso parametro per sostenere e guidare le nostre forze nel campo dell’evoluzione. Possiamo considerare il tempo come uno stratagemma educativo che ci insegna il nesso causale degli eventi, temuti ed evitati fino a che non scorgiamo la loro origine distruttiva, ma poi consapevolmente creati e diretti quando ci riappropriamo della facoltà di un pensiero innocuo e volto al bene che ci regala il valore di ogni istante, senza sprechi, nell’eternità.

Briciole di tempo o eoni di tempo: realtà intangibili eppure precise che danno l’idea del mutamento dentro e oltre i confini della nostra piccola esistenza. Siamo spesso propensi a uscire dal nostro tempo, a temerlo, a scappare, a eluderlo. Entrare nel nostro tempo, essere nel nostro tempo, vuol dire avere gli occhi aperti e scoprire ed accettare la verità di ogni attimo e la responsabilità della nostra presenza senza essere altrove, vuol dire fare la nostra parte all’interno di questa divina entità e cooperare al ritmo, al suono, alla misura. Non sempre si calcola la vita inseguendo le lancette di un orologio e possiamo scoprire che, al di là del tempo necessario alle nostre trasformazioni, la Vita prorompe e permane eterna e assoluta. Se riuscissimo a portare questa consapevolezza nella nostra quotidianità utilizzeremmo meglio e senza fretta quello scalpellino che serve a dare un palpito alla materia grezza che stiamo lavorando. E come diceva mia madre “Il tempo non lo vede nessuno, il lavoro lo vedono tutti!” nel senso che contano solo i risultati, perché i frutti del lavoro non spariscono nella conta delle ore ma si moltiplicano nella bellezza.

Il senso del tempo allora è la capacità di cogliere e apprezzare il più lieve sussurro anche quando resisti nella fatica più ardua, è la prontezza che non ti fa sprecare nessuna occasione e non ti fa perdere nemmeno un passo per perfezionare te stesso mentre partecipi con gli altri alla costruzione di un nuovo cielo e di una nuova terra.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.