Il male fa male

001PsicoAgosto300_0“Un compromesso col male è impossibile; esso deve essere screditato apertamente in ogni circostanza; così anche le proprie passioni e i propri difetti non devono essere mascherati.” 
Dal libro I Ching
Il male fa male” è una tautologia che a volte usa Massimo Rodolfi quando insegna materie esoteriche.  Io sono rimasto affascinato da questa frase che nel predicato ripete ciò che è già indicato nel soggetto. Devo dire che ci ho messo del tempo ad assorbirne il significato profondo e penso proprio che non sia finita qui.  In un primo momento mi sembrava un gioco di parole, simile a un koan, abilmente orchestrato per richiamare l’attenzione di una mente svagata e piena di ritrosie nel concedersi la possibilità di osservare la vita nella sua semplicità. Successivamente, vi ho trovato un percorso logico che può aiutare a tagliare alla radice l’attaccamento al male. La parola male viene comunemente  associata ad una condizione non desiderabile.  Per l’antica saggezza il male deriva dalla distorsione dell’energia divina. In S. Agostino il male viene descritto come ciò che impedisce la realizzazione dell’essere in quanto antitesi del Bene.  Queste definizioni sono molto nette e se comprese, impediscono alla negatività di serpeggiare sottotraccia. Il male per essere trasformato va bollato.  Invece ci sono ancora molti aspiranti spirituali che negano la presenza oggettiva della distruttività a favore di una visione illusoria di un mondo fatto di panna e canditi.

Il male esiste, la sofferenza ne è la dimostrazione lampante, e l’essere umano riproduce in sé la lotta tra la positività e la negatività. La vita quotidiana è alimentata dal Bene e caratterizzata dal contatto inconsapevole con il male. Siamo talmente anestetizzati dall’avidità e dalle frequenze distorcenti presenti nell’aria, che permaniamo in situazioni distruttive nonostante la negatività palese degli eventi. Il cielo è sempre più sfregiato dalle scie rilasciate da aerei non ben identificati. La qualità dell’aria è a livelli altamente tossici per la salute.  Per non parlare dell’acqua e del terreno, pieni di ogni genere di schifezze a partire dai metalli pesanti.  In nome dello spread e del pareggio di bilancio, stiamo gettando alle ortiche quelle conquiste ottenute da chi aspirando al bene comune si era organizzato, unendosi ad altri, in movimenti di coscienza. La china che abbiamo preso, ci sta portando a perdere la dignità di essere umani e così facendo contribuiamo a distruggere il pianeta. Rispetto a qualche anno fa, la qualità della vita non è così migliorata come ci vogliono convincere le statistiche basate sui consumi e sulla mortalità. Certo in una parte del pianeta si campa e si mangia di più, ma l’umore non sembra aver risentito positivamente del progresso tecnologico anzi, gli occhi di molti sembrano spenti.

Non sarà un caso se le richieste di aiuto psicologico sono salite vertiginosamente negli ultimi anni.  Spesso le persone soffrono e in molti casi non ne sono consapevoli, in quanto vivono come automi in un gioco infernale  lontani da sé stessi e dagli altri, come viene ben spiegato nel film Matrix. Tutto ciò, è il male che fa male ed è bene chiarircelo come umanità nel suo complesso, prima che sia troppo tardi. Siamo abituati a percepire la portata distruttiva del male quando agisce a livello fisico, mentre siamo più confusi quando soffriamo interiormente. Evitiamo di fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia quando si presenta un pericolo. Se vogliamo stare bene nella nostra vita, dovremo innanzitutto riconoscere che il male alberga nella nostra coscienza. Se così non fosse, non contribuiremmo ad alimentare la distruttività. Soltanto dopo aver riconosciuto il male, potremo veramente adoperarci per trasformarlo. La negatività non è la nostra vera Natura ma energia momentaneamente distorta della coscienza. Potremmo stare qui a disquisire per molto tempo sulla natura ontologica del male, mentre ci troviamo istantaneamente d’accordo sugli effetti dolorosi che produce.  Se non consideriamo le circonvoluzioni della mente e stiamo in contatto con la nostra percezione, sentiremo chiaramente come alcune esperienze producano afflizione ed altre piacevolezza.  L’affinamento della capacità di sentire è una pratica fondamentale per stare meglio.

Nel Raja Yoga la sensibilità viene sviluppata attraverso la pratica della meditazione. In questo modo avremo l’opportunità di discriminare sempre più gli eventi con cui ci rapporteremo.  Iniziare a sentire le emozioni e i pensieri distruttivi ci darà la possibilità di scegliere di vivere altro. Magari all’inizio faremo fatica a lasciare andare i pensieri e le emozioni negative, ma tutto ciò andrà di pari passo con la capacità di riconoscere ciò che produce la negatività nella nostra vita. Quando riusciremo a comprendere che gli eventi penosi hanno una causa comune dovuta a energie distorte presenti nella coscienza, avremo conosciuto il potere distruttivo del male. Allora da quel preciso momento la strada verso lo stare bene nel mondo sarà stata tracciata in maniera inequivocabile. Per chi deciderà di percorrerla potrà sempre confidare nelle istruzioni dello Yoga.

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.