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Il filo sottile

un filo sottileLa vita è un filo sottile, che si può allungare o accorciare, allargare o restringere, tendere sino allo spasimo oppure renderlo lasso, in ogni caso rimane sempre e comunque un filo sottile, con il quale attraversare la propria vita. Il filo sottile sembra animato da vita propria, alimentando il timore di essere disarcionati per poi cadere rovinosamente… poi, qualche volta, si cade veramente, scoprendo alla fine, che ci si può sempre rialzare traendo esperienza dai “tragici” eventi.

A volte si cade e vogliamo che tutti ci vedano, in altri casi, invece, cerchiamo di nasconderci negando l’evidenza dei fatti… in entrambi i casi, comunque, l’impaccio è evidente, manifestazione disarmonica di quel legame che unisce il cielo alla terra. La sensazione di essere sospeso e nello stesso tempo radicato mi accompagna in questo periodo, parole che sembrano in antitesi fra di loro, e forse lo sono anche, ma che mi rimandano alla dinamica umana, quella dualità nella quale l’esperienza umana potrà trovare il suo compimento.

Questo articolo nasce così, per quanto mi riguarda lo vorrei portare in tutt’altra direzione, ma lui si ostina a fare di testa sua, continuando a far uscire parole che non so bene da dove provengano. Parole forse un po’ astratte, come mi dice mia moglie, alla quale sto leggendo stralci di questo articolo, ma che mi danno la possibilità di intuire qualcosa che sto vivendo di persona, perché mai come in questo momento mi sento radicato in quello che faccio, e nello stesso tempo sospeso in una vita che vuole farmi divenire sempre più flessibile e cedevole.

Mi sento radicato perché intuisco che in ogni istante della mia esistenza sono ancorato alla vita come non mai, sentendomi perfetto ma perfettibile in ogni momento, come se dovessi rispondere ad appuntamenti tanto attesi. Sospeso perché l’equilibrio è sempre in divenire, lo si afferra momentaneamente per poi avere la sensazione di perderlo, in una alternanza di sensazioni che hanno il solo scopo di stabilizzare la mia coscienza in punti sempre più prossimi alla vita dell’anima.

La vita è un filo sottile che va attraversata con fiducia, colmando le lacune con l’esperienza, eliminando quegli spazi della nostra coscienza che, recalcitranti, si imbizzarriscono davanti agli ostacoli. Il filo sottile che si dipana davanti a noi, è più spesso di quanto sembri, e molto più robusto di come appare alle nostre paure, basta solo osservarlo più da vicino, poggiando i piedi su di esso per saggiarne l’affidabilità, verificando con l’esperienza che sul filo sottile si può abbandonare ciò che non serve, divenuto ormai un impedimento alla realizzazione di una maggiore integrità.

Il senso di questo articolo è che bisogna andare sempre e comunque avanti, che ciò che non capiamo ora lo capiremo strada facendo, perché non possiamo comprendere la vita rimanendo a guardarla. Per viverla bisogna attraversare fili sottili sospesi nella nostra coscienza, così da unire punti, attraverso i quali, portare la luce dell’anima in ogni luogo del nostro essere. La paura, che inevitabilmente vivremo, fondamentalmente non esiste, anche se, in ogni caso la dovremo vivere.

La paura è data dall’ignoranza, espressione della nostra capacità di fare ancora male, quel male che tanto temiamo, ma che fondamentalmente è funzionale alla ricerca del bene. Quindi, attraversiamo con fiducia i fili sottili che la vita ci pone davanti, perché la paura ha in sé la conoscenza necessaria per distruggere la forma e liberare l’essenza che noi siamo.

Alla fine, riconosco che l’articolo aveva ragione, e credo che sia stato un bene seguirlo, grazie anche all’incontro della scuola Energheia che ho tenuto a Roma, ricevendone l’aiuto necessario per completarlo, cosa che sta accadendo sul treno che mi sta riportando a casa.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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