Il cielo nella terra e la terra nel cielo

il cielo nella terra la terra nel cieloSul retro della copertina del primo volume del Trattato dei sette Raggi (di A.Bailey, ed. Nuova Era) è scritto:

“Dal punto di vista della psicologia esoterica, l’evoluzione consiste nell’evoluzione della coscienza,per mezzo della quale il frammento divino della personalità si identifica progressivamente con la propria fonte spirituale e diviene tutt’uno con essa”.

Ma come ci è finito quel frammento divino all’interno di corpi impermanenti e corruttibili? Un atto di pietà e misericordia? Una follia cosmica? Il proposito di ricongiungere nel solco dell’esperienza espressioni diverse e distanti della stessa creazione? Come ha potuto l’Eternità entrare nel tempo umano così frastagliato per elevarlo all’unità del Presente? Le vie del Signore sono infinite e imperscrutabili … ma non sempre inaccessibili.

Fatto sta che l’evoluzione è “evoluzione della coscienza” e la coscienza evolve faticosamente mentre tenta un accordo spesso disperato tra i suoi abissi e le sue vette, mentre si affanna per calmare i dissidi che intercorrono tra una parte e l’altra di sé arrancando verso un equilibrio che tuttavia è sempre instabile, per ragioni di fondo, almeno fino a che non sarà prossimo a quel frammento divino di cui parla Alice Bailey.

L’evoluzione non è che il lento ma inesorabile procedere per riconoscersi in quel seme di luce infisso e celato al centro del petto, nascosto da rovi e sassi per lungo tempo e poi finalmente ritrovato e bagnato con quell’Acqua di Vita che lo farà fiorire.

Mi stupisco sempre davanti a una fioritura, mi stupisco sempre quando davvero spunta una quercia da una piccola ghianda o una profumata pianta di mirto da una piccola bacca blu. Mi stupisco sempre quando la Vita squarcia ogni velo, spacca ogni guscio, prorompe e sconvolge le vecchie forme mostrando la sua inarrestabile Potenza. La Vita non sta ferma un solo milionesimo di secondo. Va avanti, avanti, avanti … fa fiorire e sfiorire per rifiorire e sfiorire ancora, incessantemente avanza piena di Gioia, si muove e crea, sa, perché porta in Sé il Comando del Logos e non si fermerà finché “tutto sarà compiuto” nell’ultimo Suono perfetto.

Torno a soffermarmi sulla citazione all’inizio dell’articolo, sto pensando che nel frammento divino della personalità la fonte spirituale è sempre presente, anche nel periodo di latenza. Esiste una unità inseparabile, una comunicazione/comunione tra il frammento e l’intero, tra il seme e la Vita di cui è parte. Mi piace immaginare un arcobaleno che svolge questa funzione di corriere celeste e che sancisce sin dal Principio questa alleanza tra divino e umano e tra umano e divino. I suoi sette colori emanati dal cuore di “Colui del Quale nulla si può dire” scendono, si fondono, si comprimono in un piccolo seme di Cielo entro un cuore umano fatto di Terra. I sette corsieri del sole (come li chiama il Maestro Tibetano) aspettano pazientemente il loro turno per manifestarsi adattandosi a modalità, luoghi e situazioni diverse cui daranno il proprio colore, fino a quando potranno nuovamente prorompere ed effondersi in uno slancio ascendente che li vedrà risalire liberi verso la Fonte che li ha emanati. L’Umanità è il centro attraverso cui queste energie divine passano nelle varie forme di vita dei regni di natura inferiori. Se riusciamo a comprenderlo e a dirigere con intelligenza certe forze, possiamo arrestare il processo di distruzione e degrado apparentemente irreversibile. Noi esseri umani riusciremo a connettere il Cielo e la Terra solo quando li avremo riconciliati in noi e avremo acquisito la facoltà di agire liberamente in entrambe le direzioni e quindi potremo entrare facilmente in contatto con la Vita divina che fluisce attraverso le forme sovrumane e subumane. Il compito attuale dei ricercatori dello Spirito è dunque quello di rendere visibile ciò che è invisibile, di portare il Cielo nella Terra e la Terra nel Cielo, di rendere cioè capillare la libera circolazione del Bene , come in alto così in basso.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.