I cattivi pensieri sono alleati dell’ignoranza – terza parte

ArrabbiarsiI cattivi pensieri sono quelli non coerenti e, incapaci di sfociare nella concretezza, finendo per rimanere imbrigliati nelle selve oscure di una coscienza non ancora in grado di esprimere la chiarezza scintillante di una luce proveniente dall’anima. Si fa sempre quello che si può e fino a quando prevarrà la natura umana rispetto a quella divina, non possiamo non fare i conti con l’ignoranza che cerca di ammantare ogni cosa.

I cattivi pensieri trovano un terreno fertile in ciò che è separato, in tutto quello che non si conosce, proliferando nell’ignoranza invece di perseguire la conoscenza, condizione che consente di far cessare ogni battaglia, riconoscendo negli eventi un loro scorrere che altro non è che la relazione tra causa ed effetto. L’arrabbiarsi è una manifestazione di questa separazione, semplicemente l’effetto di una condizione che vogliamo far permanere.

Non è certamente solo questo, visto che non si può cambiare ciò che non si conosce e l’arrabbiarsi è quindi necessario per confrontarsi con ciò che ci compone. In questo modo, giungeremo alle cause per poterle “sminare”, impedendo loro di esplodere senza avere la possibilità di trarne la consapevolezza necessaria, favorendo, invece, un agire che possa divenire sempre più armonico.

Quando siamo arrabbiati i cattivi pensieri appaiono inarrestabili, continuamente alimentati da giustificazioni che hanno lo stesso effetto della benzina gettata sul fuoco. Prendo ad esempio proprio l’arrabbiarsi perché rappresenta la conseguenza dell’ignoranza, la madre di tutte le sofferenze. Ci si arrabbia perché non si vuole e non si può cedere, perché si vuole creare una situazione torbida nella quale vedere e pescare solo quello che ci fa comodo.

Pescare nel torbido è uno sport molto in auge tra gli esseri umani, i quali non apprezzano molto la limpidezza delle acque, semplicemente perché se ne può percepire il fondo che, guarda caso, non corrisponde mai alle proprie pretese, le quali, ingigantiscono gli alibi così da potersi nascondere dietro di essi. Ci si arrabbia per tenere lontano il prossimo, per mantenere la propria presunta indipendenza, per preservare il proprio spazio difendendolo dai presunti barbari invasori.

Essere arrabbiati comporta un dispendio energetico enorme, molto superiore ad una condizione di pace, al punto tale che questa energia bisogna pur parassitarla da qualche parte, perché da soli proprio non ce la si può fare. A questo punto si diventa voraci, bisognosi di trovare il nutrimento necessario per mantenere in vita questa condizione senza andare troppo per il sottile, infatti, non si guarda in faccia a nessuno quando si teme di morire di “fame”.

Quanti alibi dietro l’arrabbiarsi, quante sciocchezze si esprimono, del tipo che l’altro deve capire, se lo merita, qualcuno deve pur farlo, non può passarla sempre liscia, oppure ci si arrabbia per il bene del prossimo. Invece ci si arrabbia per paura, per il timore di cambiare, cercando di mantenere a tutti i costi una condizione di privilegio facendo sentire in colpa il prossimo che, tradotto dal parassitesco, significa lottare per il potere così da conquistarlo ostentandolo verso gli altri.

Esiste quello che si arrabbia in modo più evidente urlando verso il mondo intero e c’è quello che invece non muove un muscolo magari passando per la vittima sacrificale, rappresentando comunque le due facce della stessa medaglia, con in mezzo svariate sfumature a confermare l’intento che porta l’essere umano a tentare continuamente di piegare la vita a proprio uso e consumo. Ci si arrabbia perché non si vuole cambiare, vampirizzando il prossimo perché si indebolisca così da non poter nuocere.

La rabbia impedisce la digestione del cibo, mentale, emotivo e fisico e senza la possibilità di assimilare gli alimenti necessari produrremo staticità con la conseguente impossibilità di cambiare. La rabbia impedisce lo scorrere della vita, la quale, non potrà scorrere alimentando l’incoerenza che genera la sofferenza. Forza e coraggio, partiamo sempre dal fatto che ciò che è diviso produce malattia, mentre ciò che è unito esprimerà un valore esponenziale, che cosa aspettiamo dunque? Che la vita si adegui alla nostra ignoranza?

Basta con le illusioni, facciamo noi ciò che vorremmo facessero gli altri… non ne comprendiamo il motivo a volte? Non importa, la salute prima di tutto e sorridendo se ne può incamerare molta di più, lasciando da parte la ragione che ha ben poco da spartire con la possibilità di essere felici, molto meglio l’intuizione che è prerogativa dell’anima, visto che affidandoci ad essa ogni altra cosa ci sarà data in più.

Per leggere la prima parte http://www.yogavitaesalute.it/2015/08/02/i-cattivi-pensieri-sono-alleati-dellignoranza-prima-parte-19118.html

Per leggere la seconda parte http://www.yogavitaesalute.it/2015/08/13/i-cattivi-pensieri-sono-alleati-dellignoranza-seconda-parte-19455.html

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.