I cattivi pensieri sono alleati dell’ignoranza – prima parte

i cattivi pensieri sono alleati dell'ignoranza 1parteI cattivi pensieri sono sempre in agguato, pronti a cogliere ogni pertugio che consenta loro di emergere e manifestare l’arroganza di cui sono composti. Quando parlo di cattivi pensieri mi riferisco a tutti quelli che ci fanno sentire inadeguati o superbi, espressione di forze che possiedono un minimo comune denominatore, il desiderio di piegare la vita a proprio uso e consumo.
I cattivi pensieri vogliono separarci dalla nostra vera natura, non amano la chiarezza e la luce che traspare dalle azioni compiute in maniera coerente, preferendo stare nell’ombra, pronti a saltarci addosso nel momento in cui temono per la loro esistenza. I cattivi pensieri sono sempre all’erta, sospingendoci ad una tensione continua, veri e propri sobillatori della coscienza.
I cattivi pensieri navigano sotto traccia, come lo scorrere dell’acqua in un fiume carsico, non sempre sappiamo che esistono, molte volte, invece, il loro scorrere avviene a nostra totale insaputa. Nonostante questo producono degli effetti con i quali dovremo fare i conti, visto che l’ignoranza non è ammessa, anzi, proprio perché non si conoscono le cause, i danni saranno maggiori.
Il pensiero coerente non appartiene agli esseri umani, essi possiedono una coscienza corruttibile e proprio per questo rimangono vittime delle loro illusioni, le quali, velano la reale portata degli avvenimenti, con la conseguente difficoltà a digerire ed assimilare qualcosa di diverso che non corrisponda alle aspettative preventivamente nutrite.
I cattivi pensieri nascono da una difficoltà digestiva, infatti, ci sono cose che non riusciamo ad accettare, situazioni che non riteniamo di poter accogliere, ma che in ogni caso si manifestano, ed è proprio qui che bisogna trovare una via di fuga, sempre comunque lastricata di buone intenzioni, debitamente infiocchettata perché possa essere donata al prossimo senza tema di un rifiuto.
Malgrado questo, l’ignoranza è cocciuta più di un mulo e non vuole mollare la presa. Le ragioni stanno solo da una parte, e per giustificare questo si è disposti a farsi bendare dalla personalità per non vedere come stanno realmente le cose. Mio padre avrebbe fatto l’esempio della testa in un sacco, e in un sacco si vuole rimanere per consentire l’agire dei nostri alleati… i cattivi pensieri.
Qui finisce la prima parte di questo articolo, nella seconda parte vi parlerò delle modalità con le quali i cattivi pensieri si manifestano, naturalmente con ironia, per sorridere un poco della natura umana e dei suoi tentativi di confermarsi nell’ignoranza.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.