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Ho ragione – seconda parte

Ho ragione seconda parteNon è facile andare oltre le proprie ragioni, ma facciamocene una…ragione, visto che non abbiamo scampo. Il problema è che pensiamo di averne… di scampo, e sulla base di questa percezione limitata costruiamo le nostre illusioni. La difficoltà emerge quando di queste ragioni ne facciamo un vessillo da sventolare, dichiarando che non arretreremo di un solo passo e che manterremo la posizione. Naturalmente ci comporteremo in modo “accogliente”, ma solo perché riteniamo che l’altro, prima o poi, si convincerà delle nostre parole. Una volta scoperto che questo non potrà mai avvenire secondo le nostre modalità, ci inalbereremo furenti pronti ad incolpare il prossimo di lesa maestà.

Sono convinto, come più volte affermato da Massimo Rodolfi, che la ragione non esista: nel momento in cui si crea una separazione ditemi voi a che cosa serve avere ragione. Lo so, concettualmente è anche di facile comprensione ma metterlo in pratica è un’altra cosa. Credo che dipenda dalle nostre paure che proiettiamo sugli altri, timorosi di ricevere ciò che vorremmo agire a nostra volta.

L’essere umano vive di istinti e le paure, molto spesso, prendono il sopravvento, incolpando l’altro di ciò che sentiamo. A questo punto insorgono le ragioni, ci facciamo forti dietro le sbarre della nostra ignoranza ributtando all’esterno ciò che invece potrebbe liberarci. Quando abbiamo affermato con forza le nostre ragioni non ci sentiamo in gabbia? Non è che ci poniamo in questa condizione per far vivere all’altro un senso di colpa che lo tenga impegnato e sopratutto distante, senza la possibilità di nuocere?

Mentre riflettete su queste parole vi confesso che gli articoli li faccio di getto, modificandoli solo nelle virgole e nelle punteggiature, perché anche la sintassi ha le sue ragioni. La ritengo una prova importante, una vera e propria immersione dalla quale riemergere con maggiore consapevolezza. Posso dire che è vita vissuta e, come cito spesso, gli esempi non vado a prenderli tanto lontano. Posso solo parlare della mia esperienza che è in divenire per trovare quella forza che mi permetta di sostare davanti all’ignoranza senza respingerne i limiti, dietro i quali si cela una maggiore presenza.

Finita questa digressione vorrei sottoporvi un esempio. Magari fate parte di un gruppo di persone, familiare o di lavoro, e le vostre ragioni non vengono mai accolte. Come la mettiamo? E soprattutto quali reazioni suscita una situazione di questo genere? Naturalmente le vostre ragioni sono importanti, ma quello che vi ritorna è un disinteresse verso le vostre istanze che vi ferisce, e l’istinto tenderà a prendere il sopravvento adducendo molteplici ragioni per il vostro isolamento. Vi ricordate? La ragione non esiste soprattutto se produce separazione, condizione primaria per il crearsi della malattia e di cui l’aspetto fisico altro non è che una conseguenza di forze che ristagnano principalmente negli spazi emotivi.

Isolandovi costruirete tutte le ragioni di questo mondo ma poi? La vita è relazione e anche in questo non abbiamo scampo, e aggiungo per fortuna. Non potremo mai sciogliere questa “cordata” che tiene unito il genere umano durante la scalata verso il vertice del proprio cuore. Lo so, l’altro non ci dà mai ragione, noi che apriamo così tanto il nostro cuore e riceviamo indifferenza verso i nostri sforzi. Lo so, gli altri non fanno mai abbastanza, e secondo le nostre ragioni cercano di ottenere il massimo con il minimo sforzo a scapito degli altri. Lo so, gli altri sgomitano accecati dal desiderio di predominare e vi sentite surclassati e messi da parte. Lo so, gli altri non si aprono mai, non comunicano la loro fragilità e non vi permettono di esprimere il vostro amore. Mi fermo qui, mi sembra sufficiente questo elenco che, se lo riterrete opportuno, potreste arricchire con la vostra esperienza.

La prossima volta che vi ritroverete in queste o altre situazioni cercate di ascoltare le vostre ragioni e quanto per voi siano importanti. Ascoltate se è meglio stare da soli con le proprie ragioni oppure se non valga la pena di cercare un punto d’incontro richiamando ciò che unisce, condividendo anche le proprie paure facendole divenire punti d’attracco della coscienza. Nella vita ci vuole coraggio supportato dalla capacità di discriminare. Non esiste ragione che ci possa impedire di tendere la mano ponendo sul palmo della stessa il nostro cuore.

Spero che queste parole siano state d’aiuto, per quanto mi riguarda lo sono state avendomi dato la possibilità di comprendere meglio queste dinamiche. Non voglio ritrarmi dietro supposte ragioni spogliandomi della responsabilità del mio agire. Il mio sforzo va in questa direzione, anche se a volte il percorso è in salita, ma solo perché siamo in viaggio verso luoghi privilegiati della nostra coscienza che ci permetteranno di vedere meglio, viaggio che vale sempre la pena di vivere alla luce del sole, fieri anche dei propri limiti, che non sono solo un impedimento ma che rappresentano luoghi che non siamo ancora in grado di visitare. Via il senso di inadeguatezza e le ragioni prevaricanti, facce della stessa medaglia che vorremmo sempre spendere come ci pare, ma fiducia in una Vita della quale facciamo parte… facciamocene una ragione.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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