Guardare indietro, serve?

Siamo educati, fin da piccoli, a non rifare gli stessi errori. In realtà, anche quando pensiamo di essere “diversi” facciamo spesso le stesse esperienze, magari modificando solo alcune variabili, ma i risultati sono sempre gli stessi.
Purtroppo, il mio passato mi attanaglia e lo vedo sempre migliore del qui ed ora e questo, a me, ma forse a tutti, genera la stasi, l’immobilità nel creare. Ad una certa età, mentalmente, si fanno i conti con ciò che abbiamo fatto, ma soprattutto con quali energie ci siamo mossi, gli intenti che sottostavano alle azione e alle scelte fatte.
Faccio molta fatica (così come tutti), ad essere comprensiva e buona con me stessa.
Ci sentiamo sempre in difetto, come se i risultati ottenuti non bastassero mai. Come se fossimo degli inetti. In realtà, questo stato d’animo è solo utile a farci rimanere nel: però – se lui fosse stato – e se io avessi capito, etc…”
Non serve! Serve solo alla possibilità di recriminare che la vita non ci dà ciò che vorremmo, o al massimo, ad incolpare gli altri della nostra infelicità. La nostra felicità è radicata su aspettative spesso inadeguate alle nostre forze, o solo, talmente lontane, da essere  scuse per non stare bene nel qui e ora. La nostra felicità parte da noi (ho sempre odiato quest’affermazione che sentì ad una conferenza di Raffaele Morelli), sì, facile, ma da dove? Io credo che l’oggi e il domani partano anche da ciò che sono ora, da quello che sono stata e che non voglio più essere. Ci sono automatismi così forti nella mia coscienza che strapperebbero i capelli anche al compostissimo prof. Morelli. C’è odio per la vita tra i miei sentimenti più reconditi, disprezzo e bisogno di potere. Questi automatismi mi radicano nell’inerzia e aumentano, in un circolo vizioso silente, il mio dolore, alimentando il mio senso di frustrazione. Hai voglia te ad abbracciare alberi, o a  snocciolare, come un fricchettone degli anni settanta, solo pensieri positivi. Non passa emerito prof. Morelli, questa è la superficie del mare oscuro che devo far brillare. La vita mi rimanderà, se voglio vederlo e se sono sincera con me stessa, quello che ho veramente fatto. Poi è comoda la New age da intelletualoidi: reciti due frasi esoteriche e crei un milione di giustificazioni al tuo agire.
In verità, se sei onesto con te stesso, senti la tua mancanza, senti dove schiacci la vita.
Abbiamo davanti agli occhi ciò che siamo stati, che ci dà la misura, precisa, di cosa abbiamo ottenuto, nel bene e nel male. Dell’amore che abbiamo messo in circolo ma anche di ciò che non abbiamo nutrito.
Possiamo partire da qui, senza nessun tipo di giudizio, ed ammettere a noi stessi di essere fallaci (aiutoooo), come tutti del resto e magari questo, ci farà scendere da quella torre di ghiaccio che ha congelato il nostro cuore e alimentato il piacere distorto dell’individualismo.

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Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.