Giustificarsi

giustificarsiLe cose non vanno mai come vogliamo, ci sono sempre intralci che ci impediscono di muoverci liberamente, le persone con le quali ci relazioniamo sono piene di difetti e incapaci di accoglierci come noi vorremmo… e via di questo passo trovando sempre peli nell’uovo, più o meno grandi, più o meno fastidiosi, snocciolando una sequela di giustificazioni che adornano le nostre esistenze. Siamo in presenza di giustificazioni che hanno l’intento di allontanare ciò che rappresenta una minaccia mortale, la tanto temuta responsabilità, volendosi sentire a proprio agio in una condizione di ignoranza che tutela, nelle nostre illusioni, un quieto vivere in grado di donarci quell’armonia perenne tanto auspicata.

Si ma, si però, ma guarda, volevo dire, se tu, se lei, se noi… mamma mia a volte mi infastidisco da solo, poi naturalmente sono sempre gli altri ad accampare scuse, pieni di tante pagliuzze negli occhi molto ma molto evidenti per degli innati archeologi della coscienza come noi siamo. Siamo sempre pronti a stanare ogni incoerenza altrui, malgrado le travi negli occhi che, manco intravediamo nelle nostre vite, allontanino stizzite ogni sorta di dubbio. Noi sì che non giustifichiamo nulla, noi sì che non alimentiamo scuse, noi sì che siamo coerenti… ma che ci pensino gli altri ad adeguarsi a quella modalità di vita che noi, con grande tenacia e sforzo abbiamo reso coerente pagando un prezzo che solo noi possiamo comprendere… forse ho esagerato, ma forse anche no, ma credo che il concetto abbia reso l’idea.

Avete mai fatto caso al fatto che, pur desiderando che la vita ci venga incontro per abbraccirci la si neghi continuamente? Avete mai fatto caso che quando la vita stessa ci mette davanti alla possibilità di una maggiore responsabilità e disponibilità a pagare per le nostre azioni cerchiamo di scansarci perché non abbia ad urtarci disorientando il nostro incedere? È un po’ come il voglio ma non posso… no perché si farebbe così, sarebbe anche giusto, ma poi devo fare fatica, meglio che la facciano gli altri, che poi ci penserò poi io a negarli succhiandogli energia. Sì perché negare se stessi nella possibilità di essere responsabili delle nostre azioni porta poi a negare il prossimo. Ma mi chiedo? Vogliamo proprio restare in questa condizione o desideriamo affrancarci da queste catene?

Alla base di questo c’è sempre la paura, ben foraggiata da quel mecenate della miseria che si chiama ignoranza. Paura che qualcosa cambi in peggio, la paura di perdere privilegi, la paura di essere scoperti, la paura di conoscerci, paura sempre paura di subire da parte di un mondo ritenuto cattivo, così da giustificare ogni nostra azione… tanto l’altro è così, tanto quella situazione è colà, ma io cosa potevo fare, come potevo muovermi, la situazione era quella, ma chi sono io per cambiare le cose? Vado avanti? Credo che basti perché risuoni in noi qualcosa che ci metta a contatto con la nostra tendenza a giustificare.

Dai ammettiamolo, dentro di noi alberga un Fonzie che non riesce a dire di avere sbagliato. Sì ok, l’automatismo acquisito negli eoni della nostra esistenza continuerà a vessarci giustificando ogni nostra ritrosia, ma in ogni caso possiamo farci molto, qui ed ora, nell’affrontare fieramente questo mostro di giustificazioni che agisce per poi accucciarsi asciugandosi le lacrimucce, sentendosi poi inadeguato e alimentare il senso di colpa, che non ha altro scopo se non quello di continuare a giustificarsi tentando di rivoltare la frittata.

Ci vuole tanto ad accettare le proprie responsabilità? Evidentemente sì, ma anche no se cominciamo ad essere sinceri con noi stessi. La forza di volontà non basta, occorre avere la forza di cambiare, affermando il meglio di noi stessi con tenacia e perseveranza. Forza e coraggio dunque, smettiamo di giustificarci e usciamo allo scoperto, il calore dell’anima asciugherà le lacrime e risanerà le ferite.

Salva

Salva

Ti potrebbe interessare

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.