Fili invisibili

fili_invisibiliSiamo inseriti in un tessuto di forze che scorrono dentro e fuori di noi e mentre ci attraversano determinano, spesso a nostra insaputa, quegli stati d’animo e quel clima che caratterizzano la nostra coscienza. Per noi forse è pura astrazione pensare che il malessere, la stanchezza o quel particolare senso di spossatezza o di irritazione che a volte proviamo, come pure quella inspiegabile gioia o quel senso di pace profonda che ogni tanto dilagano nelle nostre cellule, possano arrivare da un impulso anche molto lontano nello spazio e nel tempo. In fisica si tenta di spiegare l’unità di tutte le particelle e di tutte le forze fondamentali della natura considerandole come stringhe o corde che vibrano a frequenze diverse, evidenziando l’ipotesi di undici o addirittura ventisei dimensioni spazio-temporali. In questa ipotesi noi che posto occupiamo? Nonostante le teorie sulla pluridimensionalità dell’esistenza, che si avvicinano sorprendentemente all’antica saggezza vedica,  “ La scienza occidentale in realtà non sa nemmeno che cosa sia la mente e tanto meno che cosa sia realmente un’emozione o un sentimento, ammesso che sia in grado di differenziare concretamente questi gradi della coscienza. Per non parlare del fatto poi che se dovessimo attribuire una collocazione spazio-temporale a tutto questo, ben difficilmente riusciremmo ad andare al di là del cervello e delle sue aree”.[1]

La scienza dello yoga conosce il nesso tra punti distanti dell’universo, conosce i piani e i sottopiani attraverso cui si esprime la vita, insegna i rapporti fondamentali che uniscono il mondo soggettivo e quello fenomenico e sa che tutti i rapporti, anche quelli tra realtà apparentemente lontanissime, sono regolati da precisi magnetismi che consentono attrazione e repulsione di forze a beneficio dell’economia della piccola parte come dell’intero, nel grande gioco della creazione. Noi siamo collocati all’interno di un fitto sistema di fili che si intrecciano: sottili canali di scorrimento trasmettono energie che vengono ricevute e distribuite passando da una unità all’altra, da un corpo all’altro, da una dimensione all’altra, dal macrocosmo al microcosmo, senza soluzione di continuità, per poi rimettersi in circolo in un moto incessante che serve e nutre la Vita. All’interno di questa rete esistono perfette analogie per cui qualsiasi micro struttura non è che il riflesso di una struttura cosmica, all’interno “di un’unica grande coscienza onnicomprensiva, che si differenzia solo per funzioni di manifestazione … Le dimensioni universali rappresentano una vita più ampia alla quale partecipiamo, ma proprio per partecipare a questa vita siamo attrezzati alla bisogna con una strumentazione adeguata. In fin dei conti anche le nostre cellule, perfino sul piano fisico, respirano, mangiano, e il prodotto del loro metabolismo serve alla nostra vita. Allo stesso modo la nostra attività serve alla vita.”[2]

Occorre preparare la coscienza alla comprensione di questa esigenza, l’esigenza di nutrire la vita con la nostra attività anziché degradarla agendo malamente su tutti i piani; è necessario comprendere la reciprocità e l’unità di tutte le dimensioni se vogliamo smettere di comportarci come parassiti che fagocitano tutto nel proprio interesse senza curarsi del resto. La trama dell’esistenza è fatta di molti fili che si intrecciano più volte, ma sempre diretti da una sola tensione evolutiva verso la più difficile delle imprese: lo sviluppo della coscienza fino all’autoperfezione. A noi umani cos’è richiesto? Un pensiero raccolto e rivolto a un Maestro, l’incoraggiamento di tutto ciò che è nobile e degno nelle sue forme più sottili, la spartizione della conoscenza come un buon pane spezzato e mangiato insieme, l’amore per il prossimo e per l’Infinito.

[1]   La psicologia dello yoga-Massimo Rodolfi – Draco edizioni – capitolo secondo

[2]   ibidem

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.