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Do – Re – Mi

doremiIl suono può accompagnarci nell’esperienza di aspetti invisibili, può introdurci in altri stati di coscienza, dove è possibile sperimentare una sensibilità diversa e una conoscenza nuova … persino quando si tratta di noi stessi! La fisiologia e la psicologia dello yoga offrono una organizzazione sistematica che consente di orientarsi nello spazio interiore attraverso la conoscenza dei chakra, quei centri di energia cui fanno capo i diversi distretti del corpo. Ogni organo, fibra o tessuto ha la propria frequenza vibratoria e quando risuona armonicamente e all’unisono con tutte le altre noi godiamo di una buona condizione di salute. Il ritmo vibratorio di un qualsiasi oggetto, così come del corpo umano, si chiama risonanza ed è capitato a tutti di farne esperienza, magari ascoltando gli altoparlanti ad altissimo volume di una discoteca (quando la vibrazione pulsa violentemente nella pancia) o quando l’acuto di un cantante fa tintinnare un lampadario … o quando il cuore batte come un tamburo mentre entra in risonanza con una forte emozione.

“Se premiamo il tasto di un pianoforte, per esempio un DO, tutte le corde in DO presenti nell’ambiente cominciano a vibrare per simpatia. Cioè vibrano non solo gli strumenti con la stessa nota, ma anche quelli con multipli e sottomultipli della sua frequenza. È il principio degli armonici. Ogni suono è complesso e, come tale, è formato dal suono più percepibile, detto formante o fondamentale, e da un numero altissimo di suoni semplici detti armonici, legati in modo matematico al suono di base. Questo rapporto può essere calcolato.”*

Pitagora dimostrò che il suono vibra non solo come un intero, ma anche in segmenti frazionari: proprio su questo si fonda la teoria degli armonici. In una Upanishad si insegna che la Om andrebbe cantata “pronunciando tutti i suoni possibili” … cioè usando tutti gli armonici! E’ esperienza collaudata da chi si dedica alla pratica della meditazione constatare che la recita di un mantra fa risuonare le cellule del corpo fino a farle vibrare all’unisono. Allora di sicuro noi possiamo consapevolmente dirigere un suono e percepirlo dove vogliamo. Possiamo cantare le note su altezze diverse, dal basso in alto o viceversa. Possiamo cantare un’unica nota cercandone tutte le sfumature collegate, quasi come in una cascata di energia sonora. L’esperienza che possiamo ricavarne ci sorprenderà per le possibili associazioni armoniche di natura fisica, emotiva e mentale, se non di più … ecco come il suono può sostenere l’espansione e l’elevazione della coscienza, finalità dello yoga! Per giungere a questo risultato gradualmente possiamo imparare a riconoscere i diversi ritmi vibratori che coincidono con differenti stati di coscienza, con diverse energie che si concentrano nei chakra, quei vortici di forza lungo l’asse vertebrale da cui emanano impulsi sonori fondamentali (i bija-mantra) con tutte le differenziazioni possibili e di certo non casuali, utilizzando il sistema dei nadi come un vero spartito musicale.

DO – RE – Mi sono i suoni corrispondenti ai tre chakra sotto il diaframma che governano l’energia fisica e la vita psichica dell’essere umano e che preparano la via alle più elevate note spirituali. Da un Do alla base greve, risuonante in una materia densa e pesante, a un RE più acquatico, che si relaziona più facilmente e che rappresenta il secondo gradino della scala verso l’affermazione di sé. Fino al MI, più sociale ma anche più passionale,focoso, possessivo: è il combustibile necessario alla prossima trasformazione alchemica.

* Lo yoga del suono- Giorgio Lombardi- ed. Promolibri

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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