Cosa vuoi che sia, passa tutto quanto, solo un po’ di tempo e ci riderai su

Cosa vuoi che sia..Il titolo riprende un “passaggio” di una canzone di Ligabue, il quale evidenzia un aspetto importante delle nostre vite, il bisogno di vivere determinate esperienze che prima o poi, dopo il tempo necessario, come sono iniziate termineranno, con una risata più meno convinta o quantomeno con un sorriso.

“È la vita, bellezza!”, parafrasando una nota affermazione di Humphrey Bogart pronunciata nel film “L’ultima minaccia” del 1952 e che nella sua versione originale “suona” in questo modo: <<È la stampa, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!». Detta così sembra una frase senza scampo, ma non corrisponde alla realtà, perché una via d’uscita c’è sempre, ed è rappresentata dall’acquisire sempre più consapevolezza rispetto a ciò che si sta vivendo.

Tutto passa, il “problema” è che le esperienze utilizzano sempre la via di minore resistenza e non trovano funzionale il passare sopra, sotto oppure di fianco, niente di tutto questo quindi, le esperienze ci devono attraversare perché nel loro intento vi è l’amore di una vita che non viene mai per nuocere o per farci sentire inadeguati, ma semplicemente per porci davanti a ciò che possiamo migliorare imparando una nuova lezione.

A volte abbiamo la sensazione che queste esperienze non riescano a passare, un po’ per ignoranza visto che siamo di ostacolo al fluire della vita, un po’ perché il futuro non lo ha ancora vissuto nessuno, ed è naturale che l’ignoto induca ad un comportamento più rigido nel timore di ciò che potrà accadere prefigurando scenari sempre più tragici.

Ci vuole tempo, il giusto tempo; nel frattempo le paure che vengono toccate fanno la voce grossa proiettando le loro ombre gigantesche così da suscitare timore, ed è qui che entra in gioco la consapevolezza di un vissuto che ci viene in soccorso, perché altre volte abbiamo percepito di non avere scampo, ma in ogni caso abbiamo sempre avuto modo di uscirne, un po’ ammaccati nelle nostre illusioni ma fortificati dall’esperienza che ci ha reso più maturi nello spirito.

Poi, usciti da questo guado, ci siamo guardati indietro e abbiamo sorriso… certo quando eravamo centrifugati nella lavatrice della nostra coscienza vedere, per esempio, una persona fuori dall’oblò che a gesti ci comunica che va tutto bene, anzi non potrebbe andare meglio, potrebbe stimolare istinti omicidi! Ma poi la centrifuga finisce e l’acqua si ritira, facendo rimanere quei panni sporchi finalmente lavati che potranno essere messi ad asciugare acquisendo maggiore fiducia nel calore della Vita.

Poi finito il tutto, per il momento, perché la vita è un film con tutti i suoi sequel, potremo anche riderci su, ma perché aspettare la fine di tutto, meglio portarsi avanti con il lavoro e cominciare a ridere fin da ora, perlomeno sorridere con un pizzico d’ironia nell’osservare ciò che la vita ci ha messo davanti.

L’ostacolo più grande è rappresentato dalla nostra coscienza, ci prendiamo troppo sul serio e riteniamo che le esperienze che stiamo vivendo abbiano un’importanza superiore alla loro reale portata; sono solo esperienze di bellezza, né positive né negative, sono solo ciò che occorre per fare un passettino in più verso l’Anima, la quale ci aspetta a braccia aperte, o sarebbe meglio dire, ad ali aperte.

Cosa vuoi che sia, tanto tutto passa, basta un po’ di tempo e ci riderai su! 

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.